La NarraVita

Quel Gran Genio del mio Amico: Fabio Vituccio

La "NarraVita" oggi racconta la storia di un ragazzo che è stato in grado di "rinascere"

Se lo incontri per strada in sella alla sua bici ti sorride e anche se è di corsa ti ferma e saluta. Una parola buona per tutti. Un sostegno per tutti. Ricchi e poveri. Giovani e anziani. Donne e uomini. Senza distinzione di sorta. Fabio Vituccio nasce il 24 Marzo del 1977 nella sua amata e odiata Trani. Chiunque lo conosca sa quanto si mette in gioco per la sua città. Per i bambini e per tutti quelli che vivono in condizioni di precarietà assoluta. Basta fare un giro sulla sua pagina Facebook e si capisce immediatamente che oltre alla sua vita, quella privata c'è un impegno costante e forte, per far si che ogni cosa sia al posto giusto.

Gli ho chiesto di incontrarlo per fargli qualche domanda oltre il noto. Per scavare nel profondo. Mi accoglie con un sorriso grandissimo. Mi raggiunge la sua compagna, Luciana Di Meo anche lei sorride e il piccolo Flavio. Un bambino felice. Fabio è il simbolo di una vita che cambia il suo corso, che scesa ai limiti del degrado risale e splende. Capacità enormi e un grande colpo di fortuna.

Figlio di operai, padre imbianchino e mamma cuoca, studia e ottiene un diploma come geometra. Frequenta gente "poco raccomandabile", direbbero i benpensanti, e invece ancora oggi dopo un passato burrascoso di cui ha pagato le conseguenze in prima persona, Fabio Vituccio non smette di chiamarli amici. Con loro è cresciuto e sono certa che per loro lui sia metafora di una vita che cambia. Che da i suoi frutti. Come tutti, dopo una drammatica esperienza di vita che lo ha portato a stare "solo" e riflettere, dopo il dolore immenso dato alla sua famiglia, dopo una costante valutazione, nel 1998 parte per il servizio di leva. E a causa di un battibecco finito male con un maresciallo dell'esercito gli vengono assegnati quarantacinque lunghissimi giorni punitivi da scontare "nientepopò di meno che" presso la caserma militare di manutenzione mezzi con sede a Mungivacca.
Ma quando si dice che la fortuna bacia al buio. Qui, proprio a Mungivacca, landa desolata del barese, presso il nucleo impianti della caserma viene notato, per le sue spiccate doti nel disegno tecnico e ormai pioniere dell'AutoCAD, dal figlio del titolare dell'azienda Pennelli Veicoli Industriale s.r.l e così proprio per la possibilità di lavoro che gli era stata offerta Fabio inizia questa esperienza con impegno e grande responsabilità che dura per tre anni. A questa segue l'esperienza di lavoro presso la Intelligence Project dove si occupa di grafica in 3D.

Ma come si dice la vita è fatta di alti e bassi. C'è il dolce e l'amaro. L'amaro della vita di Fabio Vituccio coincide con l'improvvisa e inaspettata morte del caro padre nel 2003. Un uomo amato, un padre generoso ma soprattutto un uomo da cui prendere esempio, spunto. Momento drammatico che coincide con una crisi lavorativa, emotiva. Ci si poteva perdere e invece dopo aver girovagato per aziende di arredamento e dopo aver arredato locali su tutto il territorio nazionale, arriva la svolta.

Sentimentale. Lavorativa. Personale. Nasce nel 2013 la Interiormente Design, dopo aver rinunciato ad un contratto a tempo indeterminato dal cospicuo stipendio, perché la realizzazione di qualocosa di proprio si sa è fondamentale e gratifica più di qualsiasi premio. Nasce in concomitanza con la scelta di diventare compagno e padre. Quando chiedi a Fabio com'è stato scegliere di rinuniciare al posto fisso e ripartire da zero risponde guardando Luciana, la sua più fedele sostenitrice e suo figlio Flavio il suo miglior regalo, che è stata la scelta giusta.

La Interiormente Design è un'azienda che si occupa di progettazione di interni, specializzata nel rendering fotorealistico, uno strumento grafico oggi ampiamente diffuso nel campo della progettazione, del design e dell'arredamento di interni, oltre che nel mondo della grafica in genere che ti permette di vivere ante litteram quella che sarà la tua casa, il tuo negozio, il tuo spazio. Numerosi i locali realizzati da Fabio Vituccio: la Gelateria ArteFredda, la pizzeria Casal dei Pazzi, il ristorante Locanda Quattro Ducati e in ultimo il restyling del negozio di abbigliamento Mr Meccano. Per citarne alcuni di Trani.

Fabio Vituccio è riuscito a ritagliarsi uno spazio rilevante su due riviste di settore, conosciute a livello mondiale. Unico italiano recensito. La prima, Graphic and Space, pubblicata in Cina dalla Sandu Editions. La seconda Supergraphics è stata pubblicata a Londra dalla Unitededitions (http://www.uniteditions.com/). Non è necessario dire che i suoi collaboratori lavorativi sono i suoi amici, da Nicola Savoiardo a Alessandro Suzzi, giovani talentuosi appassionati.

Ultras fedelissimo, padre e "marito", grande lavoratore, amo definirlo l'amico dei poveri. Perché Fabio Vituccio è il simbolo vivo e tangibile di una generazione che non si arrende. Una generazione che si arrangia. Che ci prova. Che inventa. Una generazione che non sa cosa investire se non il proprio talento, che non può sognare. I sogni costano. Realizzarli poi. Che delirio. Una generazione che non si piega. Che alterna la lucida consapevolezza al delirio di sfondare. Di vincere. Una generazione di strada. Senza moralismi. Senza vittimismi. Una generazione che deve armarsi e partire. Fabio Vituccio ci è riuscito. Onore al merito.
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