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Mazza e panella

La nuova Trani da bere con hotel a porte girevoli

Mazza e panella #34 di Giovanni Ronco

Ormai ci manca solo qualche esilarante scena di Jerry Lewis su qualche schermo gigante e gazebino d'ordinanza. Del tipo di quelle in cui il picchiatello attore americano continuava a roteare se stesso ed il suo goffo corpo tra le porte girevoli d'un hotel a cinque stelle, senza mai effettivamente entrarvi. E' questa l'impressione che ora abbiamo del PD. Un partito multietnico, multi optional, come un grand'hotel in cui ognuno gira intorno alle porte d'ingresso girevoli, entra per due secondi per dire qualcosa o farsi vedere, esce subito dopo.

Le indicazioni di voto dei cosiddetti capoccia di partito, anche qui a Trani, sembrano un ginepraio con mille frecce intercambiabili, in una tangenziale intasata con complanari, svincoli e tratti dismessi dall' Anas (un omaggio all'ex sindaco Gigi Riesumato – credo che presto tornerà a fare politica, visto il livello attuale, apparendo come un quasi statista).

Ora un rumor di Palazzo piddino tranese dice che l'ultima indicazione nella tangenziale più pazza del Sud, per i consiglieri non allineati al sindaco (Orlando, Sbadiglio Furioso) e ad Avantario (metti una sera a cena con Cornacchia di bosco, inserita fuori tempo massimo -viva le regole- nella lista Avanti Insieme pro Mennea pro Renzi, a discapito della salinara Cosmai), sarebbe quello di votare per Caracciolo (ergo Tarantolino Amoroso Emiliano).

Tra le porte girevoli si gira che è una bellezza ed ognun per se, a seconda di come ci si sveglia la mattina: chi se ne va fuori Trani ed è beccato sulla Salerno – Reggio Calabria a fare l'autostop (dice che si era messo in macchina col santino di Renzi sul parabrezza, ma sembra che, andata in ebollizione la vecchia utilitaria, sia stato caricato, mentre faceva l'autostop proprio da Sbadiglio Furioso, ed ora gli deve un piacere: indovinate come ricambierà?); c'è chi viene inserita con giorni di ritardo oltre il termine: tutti mugugnano, minacciano ricorsi, ma poi, cantando il testo rap "Tengo Famiglia" sulla base do "Ballo do cavallo", come Bisio sulla Salerno Reggio Calabria (a ridalle) nel film "Benvenuti al Sud", nessuno oserà mettersi contro il feudatario di Barletta e ben venga il fatto che Avantario "si conti" i suoi voti da solo su quella lista, senza che si mischino con altri, evitando che la dote a Caracciolo, di cui sopra, sia portata bella intonsa e nitida.

Allora ricapitolando: c'è chi sta con Orlando e pur di portare voti al ministro al bromuro, sarebbe pronto a tutto, pure a far finta di comprarsi la Fontana di Trevi come Gigi Reder, nei panni dell'americano a Roma, truffato da Totò. Qui hanno fatto un'operazione diversa ma un po' simile con il Tribunale: già nostro bene istituzionale assodato, con la visita di Orlando ci si vuol far credere che ce lo "rivendono" come bene sicuro ed intoccabile. Ma ci mancherebbe che si vada anche solo a mettere in discussione una "movimentazione" del Tribunale, quindi no a qualsiasi "rivendita" alla Città d'un nostro elemento intoccabile di per se. Poi c'è sempre spazio per chi gioca a Bari, Napoli, Roma, Salerno e Canicattì: dice di votare Renzi, ma poi voterà Orlando. E' sempre la stessa storia.

C'è chi ha fatto campagna elettorale con Tarantolino amoroso Emiliano, dicendo che Trani era più sicura col legame a doppio filo con lui e poi che fa? Non gli risponde manco la telefono. Piange il telefonoooo, cantava Modugno anni fa e piange Trani presa per i fondelli per l'ennesima volta. Vi ricordate i sedili di fieno su cui si sedettero Emily, Botty e Debora? Ora penso che quei sedili Michele glieli voglia bruciare sotto il sederino, specie ad Amedeo cuor di Calippo.

Però diamo atto al sindaco che sta imparando a fare il politico: son bastate poche ore di dialogo coi cosiddetti dissidenti, culminate con una riunione in cui si sono guardati negli occhi e come dinanzi ad un novello messia, tutti si sono inginocchiati. Pure il novello san Tommaso, dopo un paio di giri in tv, quando Amedeo gli ha detto: "Tommaso guardami, sono proprio io, ti voglio bene, toccami e abbracciami, ma vota il bilancio nel frattempo", sembra che il nostro si sia convertito subito; pure gli altri dissidenti, ai quali, nelle ore precedenti l'apparizione, sembra che si fosse unita un'ottava unità alquanto ectoplasmatica, tanto che quasi nessuno se n'era accorto, convinti dal sindaco che bisogna abbassare i toni e non portare emendamenti in consiglio ma discuterne prima, sembra che si siano ammansiti subito, come il lupo con San Francesco. Bottaro sta imparando che non ci vuole molto a fare il sindaco di Trani: bastano due tramezzini con Sbadiglio Furioso, una pacca sulla spalla e dolci parole ai dissidenti, in verità mai esistiti, secondo le parole di alcuni di loro e una maggior condivisione di poltrone ed atti, un'inaugurazione di circolo con abbraccio ai veri capi attuali della politica tranese (Cirillo pater e Gargiuolo). Tutto torna nella politica tranese: al bilancio saranno assenti solo consiglieri regolarmente giustificati prima, la voce della dissidenza evaporerà, e poi un bel rimpasto maschio senza fischio (cit. Febbre da cavallo, Gigi Proietti vigile) per tutti. E un bel prosecco Caracciolo per tutti. Per una nuova Trani da bere.
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