Mazza e panella

Siamo alla frutta? No, ai bambascioni…

Mazza e panella, #9

Ultime ore ricche di aneddoti gustosi e "gratificanti" per i lettori, riguardo alla "vita spericolata" di una maggioranza come quella bottariana, sempre più tesa a regalarci momenti di alto profilo istituzionale. L'ultima riunione di maggioranza, appunto, è un concentrato di scene e gag che vanno dal miglior Ugo Tognazzi (La tragedia di un uomo ridicolo), fino al "terra terra" per cui Mudù di Uccio De Santis sarebbe sembrata roba per accademici. A proposito, l'unica "accademica" presente in Giunta, in effetti, ha fatto le valige prima del tempo: infatti un'insigne docente come la Distaso stonava accanto a Premi Nobel e intellettuali della Crusca.

La cremeria di Amedeo ci ha riservato altri momenti da creme de la creme. Nell'ultima riunione, si è acceso un focherello, poi divampato ad incendio. Sentire certi botta e risposta non ha prezzo, come la pubblicità d'una nota carta di credito; due consiglieri di maggioranza a colloquio: "Io non passo le mattinate dietro la porta del Sindaco …"- " e perché non vai anche tu a "trzzolè" alla porta del sindaco?" – "perché io la mattina ho un lavoro e non ho tempo da perdere" – "pur' io vac a fadghè la matin… C' veng a mangiè a cas'? E dopo un momento di pausa, la frase finale che sigilla il dialogo: " Avit' scavè l'bambascion, pè avè qualche cos' …". Ragazzi per domani scrivete sul diario: epica, mito: i dialoghi di Ettore e Achille… Dopo quell'elevato botta e risposta inutile dire come è finita, con i due quasi alle mani ed uno dei due allontanato come Antonio Cassano a fine partita, quando dava del cornuto all'arbitro e lo invitava ad aspettarlo fuori.

Dopo questo bailamme da Accademia della Crosta, pardon della Crusca, l'innocente agnello segretario d'un noto partito di maggioranza esordiva con l'attacco d'un serio (ma come si faceva ormai ad essere seri dopo l'evocazione dei bambascioni? Nda) documento che richiamava la maggioranza a fissare dei paletti ed un metodo per i criteri delle future mosse riguardanti Amet e Amiu. Non ho fatto nomi per poter arrivare a questo punto e dire che il raffinato uditorio a quel punto, rispondeva con un boato ed un potenziale: "ma vafanguul…!" degno del miglior vaffa day. Inutile dire che il sindaco, rimessosi la talare, fingeva di fare catechismo intimando come San Paolo ai suoi di non sbranarsi a vicenda e di non parlare male fra loro in pubblico, gli uni degli altri. Comandamento che i nostri discepoli votati in consiglio seguiranno di sicuro da domani, con tanto di bambascioni in mano appena raccolti.

Da rimarcare che erano nell'aria la nomina d'un nuovo assessore, il nome ve l'ho anticipato io in esclusiva qualche giorno fa: Carmen Di Gifico, che dovrebbe avere la delega al contenzioso e probabilmente a seguire la cultura. Qui c'è un mistero: alcune nostre attente fonti, degne d'una Wikileaks alla tranese, avrebbero captato segnali per cui ci sarebbe un collegamento tra la stessa neoassessora Di Gifico ed un altro nome circolato nei giorni scorsi, ossia quello di Pippo Farano: come già vi anticipammo, sarebbe stata la versione "in salsa e quota rosa di quello". Dopo Pippa Chanel, noto canale tematico porno di qualche anno fa, ora noi siamo al Pippo Chanel, nel senso che vi aggiorniamo costantemente sui movimenti di Pippo (che ce tocca fa pure a noi per scavare i bambascioni).

Nel frattempo, sarebbero risalite nelle ultime giornate le quotazioni alla presidenza Amet di Antonio Mazzilli, come già molto ampiamente anticipato dal sottoscritto (talmente in anticipo, che la notizia risale al periodo in cui non avevo ancora ripreso la collaborazione con Traniviva e quindi la ritrovate sul mio blog); pronto il "foglio di via" per l'attuale presidente Pappolla, nominato da Gigi Riserbato nel 2014 e in dirittura d'arrivo la consegna della poltrona per lo juventinissimo Mazzili, riconducibile al duo Capone-Loconte, ( ma non erano un corpo unico con Cirillo?) mentre per Di Gifico già specificammo che il consigliere di riferimento era lo stesso Cirillo.

Il Cencelli ad personam è in pieno funzionamento, per cui di qui capiamo il boato di disapprovazione partito contro quel segretario di partito che voleva ancora proporre criteri e porre paletti … Insomma un motivo in più, per quest'ultimo, per sentirsi solo e abbandonato da un branco di lupi che pensa solo al raggiungimento delle proprie prede: le poltronazze vellutate e carnose. Un segretario che non ha più motivo di esistere in quanto mentre dovrebbe rappresentare un partito nelle sedi istituzionali, là fuori, nella giungla e nella savana, è caccia aperta alle prede di cui sopra, le poltrone, a gruppi di uno o due. "Avit scavè le bambascion" è l'epigrafe finale sulla tomba di questa amministrazione. Per i lumini si sono attrezzati. Non fiori ma opere di bene. Per la foto si pensa di scattarla sul Fortino. Si ringrazia anticipatamente (da parte dei cittadini).
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