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Mazza e panella

Soldi alle scuole, ecco quanti e come spenderli: con pazienza

Mazza e panella di Giovanni Ronco

Sono giorni difficili per le scuole intese nella globalità dei profili coinvolti: dirigenti e personale Ata, studenti e genitori e poi il corpo docente, ritrovatosi improvvisamente e senza "preavviso", come suol dirsi, a gestire un difficile "banco" di prova, loro, i prof, abituati a stare in cattedra: la didattica a distanza. In un turbillon di messaggi, chiarimenti, domande e risposte, video o audio lezioni, compiti svolti e caricati in piattaforma, password da ricordare, password perdute e rigenerate, si e' profilato e si profilerà fino alla fine dell'emergenza, un'esperienza che sin dall'inizio ha trovato impreparati quasi tutti.

Credo che l'elemento, il carattere che più dovrà essere utilizzato in questo periodo e' la pazienza; dovranno averla i dirigenti nei confronti dei docenti, nell'avvio e nel rodaggio di questo strumento, i prof dovranno averla nei confronti dei ragazzi, questi ultimi nei confronti dei genitori, anche quando eventualmente si dovessero sottrarre a dargli una mano ( quindi a loro volta dovranno averne, di pazienza, i genitori ), in quanto magari in quel momento avranno da gestire i propri grattacapi di lavoro, di stipendio, col resto della famiglia.

Il governo dal canto suo ha stanziato 85 milioni alle scuole pubbliche così ripartiti: 10 alle scuole, 70 ai ragazzi per i computer, 5 per la formazione dei docenti. "Sono soldi da spendere tutti e subito, solo per il lasso di tempo relativo all'emergenza",ci specifica la sottosegretaria alla Pubblica Istruzione Anna Ascani che precisa tra l'altro che "i soldi eventualmente non spesi dalle scuole dovranno essere restituiti alla fine del periodo d'emergenza, non potendo essere impiegati per altre finalità come progetti o altro".
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