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Coppia di pivot nell'azienda elettrica tranese

Coppia d'assi, anzi di pivot, all'Amet. Come anticipato, la premiata ditta "TraGigiePeppnonmettereildito" sforna un Carneade (almeno per noi e per il grande pubblico), ossia Renato Nugnes, come presidente ed un ex allenatore di basket, Maurizio Di Pantaleo, ora avvocato, come amministratore delegato. «Ignora cosa c'entrino col mercato dell'energia e del fotovoltaico e pensa che sono due brave persone», devono essersi detti i pudibondi GigiePeppino e questo è il messaggio che deve essere dato alla città. C'era una scelta da fare: seguire la strada delle nomine politiche o avventurarsi con coraggio nel mare magnum di una nomina fuori dai partiti, manageriale, che potesse rilanciare l'azienda partendo da un punto di vista esterno, quello del mercato, che va sfidato e aggredito tuffandosi nei marosi della concorrenza. Un governo di vero centro – destra avrebbe dovuto ragionare così, se le teorie economiche liberiste sono sempre care a quella parte. Ma invece si sceglie il motto di San Filippo Neri: "State buoni se potete". E fateci stare al governo per un po' in santa pace. Accordicchio, coprifalla, presidente del consiglio, più AD, più qualcos'altro per tamponare, accontentare, sanare gli equilibri interni, prendere qualche voto in più. Pacchetto tutto compreso, saldo da acciuffare. Tutto tranne che gli aspetti economici e di mercato. Tutto tranne il lavoro ai giovani. Tutto tranne il rilancio di un'economia locale con progetti a lungo termine: Trani go go non può bastare per ragionare in questi termini. Può essere un buon inizio da Pro loco di paese volenteroso, non un progetto per Trani città gioiello.

Io me lo ricordo Maurizio "dai e vai" Di Pantaleo quando allenava la Virtus Trani con mio zio Vincenzo. Gridava, si affannava e sapeva che, con la politica, sarebbe arrivato il suo momento. Fece una fugace apparizione da assessore in un governo Tarantini, il massimo del suo curriculum politico, più qualche contesa legale. Ora dice di dover leggere e studiare le carte, perché all'Amet c'è una situazione da sanificare. Con buona pace di chi l'ha retta fino a ieri, a sua volta nominato da un governo di centro – destra. Dunque GigiePeppino optano ancora per il basso profilo, non nel senso delle persone, sia chiaro, naturalmente rispettabilissime, ma nel senso delle scelte politiche. Non atti di coraggio al di fuori delle sacrestie di partito, ma azioni calmieranti, tese a tenere buoni quelli, e poi quegli altri e poi quegli altri ancora. Il PDL aspettava la sua parte e la sua parte è arrivata. Nell'intervista che andrà in onda da sabato mattina in Cordialmente a Peppino Mazzillo, presidente UDC di Trani, mi è venuta in mente una domanda che mi piacerebbe girare ai lettori: l'Amet sta alle amministrazioni tranesi come la Rai sta ai vari governi italiani? Comunque già me li vedo i dirigenti Amet che scendono sul parquet, con pantaloncini e canotta con scritta Virtus Amet. Un nome su tutti: Walter Leggieri a sfondare il canestro. Virtus Amet, speriamo che sia almeno di buon auspicio…

Brutta storia di sms quella tra un ex dirigente del Comune e l'assessore Michele D'Amore cui è inevitabile fornire solidarietà, dopo le offese subite: tra lo sgarbismo («capre travestite da amministratori», «bella figura di merda hai fatto») ed il sicilianissimo minchia (nel senso di non capirne una), la politica tranese scrive, stavolta non con i comunicati o le voci di Palazzo, ma con l'sms, una storia triste al passo coi tempi: con l'sms si trombarono taluni assessori, con l'sms si ricopre di merda l'assessore di turno. Lontani i tempi dei galantuomini in politica: e infatti personaggi come Giancarlo Tamborrino o Vittorio Lentini se ne saranno andati via schifati. Pronti a più ribaltamenti.
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