Chiaro e Tondo

Trani cuore allegro

Chiaro e Tondo 167

Anche stavolta, sulla questione cementeria, mi trovo nella stessa posizione della volta scorsa, quella relativa all'inceneritore. Mi trovo tra i due partiti: quello del sì (legato all'amministrazione che ha siglato l'accordo per realizzarla e che auspica in tal modo un incentivo per l'occupazione) e quello del no, che produce le varie informazioni sulla natura nociva per l'ambiente dell'elemento in questione.

Anche stavolta, come allora assumo una posizione "terzista". In chiave di analisi politiche questa opzione non mi è mai piaciuta troppo. Ma stavolta torno a dire che mi sembra sacrosanto che un'amministrazione si dia da fare per favorire il lavoro e lo sviluppo, anche se non capisco perché, ciclicamente, ci si butti, qui a Trani, in accordi e investimenti per settori che non riguardano le vocazioni tranesi. I grandi investimenti e accordi con le grandi cordate vanno fatti nel settore turistico, dei grandi centri benessere, dei parchi di divertimento a tema o generalisti, delle arene cinematografiche d'estate, delle balere all'aperto sulle spiagge, laddove si può, dei locali alla moda che attirino gente da tutta la Puglia; e ancora di un centro sportivo attrezzato, grande e che garantisca massima igiene con piscine olimpioniche e annesso acquapark.

Questi non sono interventi da libro dei sogni ma seri investimenti per diventare un vero polo turistico. Preferiremmo gli input al lavoro seguendo la nostra antica vocazione (Trani paese allegra core), piuttosto che ingrigirci nella polvere rossa (vedi Barletta e problemi annessi alla cementeria) e nel trionfo dell'edilizia e dei comignoloni.
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