Ospedale di Trani
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Chiusura dell'ospedale di Trani: tutte le fasi politiche, da Fitto ad oggi

Lettera in redazione di Luigi Magnifico

Credo che vada accolto in tutta la sua drammaticità il grido d'allarme lanciato dal Direttore Daloiso sulla Gazzetta del Mezzogiorno di Domenica, sulla situazione della sanità nella nostra Provincia. Purtroppo devo constatare che i politici nostrani intervengono sempre sulle singole situazioni locali non perdendo mai di vista i propri bacini elettorali, infatti non è cosa rara che i nostri rappresentanti a tutti i livelli fanno proposte differenti a seconda dove si trovano. Se la politica deve marciare a seconda il consenso del momento stiamo sicuramente messi male.

E' opportuno ricordare che il Governatore Fitto venne sia a Trani che a Terlizzi a spiegare le ragioni del piano sanitario e il perché di alcune chiusure, a Trani andò liscio a Terlizzi invece fu aggredito. Fitto perse le elezioni contro Vendola per poche migliaia di voti più o meno i voti che perse a Trani, Terlizzi e qualche altra realtà simile.

Eppure i due Governatori hanno usato uguale binomio chiusura degli ospedali e apertura dei servizi sul territorio. Risultato: le chiusure continuano e sul territorio non si apre nulla, o molto poco. Ricordo che il dott. Morlacco responsabile della ristrutturazione sanitaria con Fitto rimase per alcuni anni anche con Vedola. Insomma due filosofie diverse, stesso esecutore.

In questo quadro i Pugliesi assistono quotidianamente attraverso la stampa, dei vari scandali finanziari nelle ASL, compresi sprechi, mancanza di trasparenza negli appalti, insomma riceviamo una qualità di assistenza molto scadente con costi elevatissimi. Naturalmente facciamo salvo i molti punti di eccellenza che abbiamo. Non parliamone dell'emergenza estiva, su questo leggetevi l'articolo di Daloiso di domenica, ivi compreso il dramma dei dializzati.

Un'altra sciocchezza politica fu compiuta con l'abolizione in Puglia del Ticket sulle medicine che ora stiamo pagando a caro prezzo, compreso le fasce più deboli di pensionati e ammalati, pare che non finisce qui, qualcuno parla di tichet sui ricoveri.

E' mio convincimento, che una donna incinta con un percorso normale di gestazione, le famiglie devono avere il diritto di decidere che il figlio/a possa nascere nella propria Città; per ragioni comprensibili legati alle proprie radici. A Trani sono anni che non nasce nessuno ( eccetto un paio di casi). Allora è indispensabile mantenere nelle proprie Città un punto nascite. Tra l'altro non si ingolfano altre strutture inutilmente e i costi sono modesti. L'alternativa è tornare al passato, partorendo in casa con l'assistenza del Medico e dell'ostetrica, evitando così costosi ricoveri molte volte davvero inutili. Lasciando l'ipotesi ricovero quando il Medico lo ritiene.

E' altresì mio convincimento, che non è possibile avere tutti l'ospedale sotto casa, mi permetto di rilanciare una mia vecchia proposta: un Policlinico per la nostra provincia, eliminazioni di tutti gli ospedali e servizi efficienti e capillari su tutto il territorio provinciale compreso un qualificato pronto soccorso in tutte e dieci le Città.

Certo, questa proposta rompe sicuramente vecchi schemi campanilistici, ma guardiamo prima l'Efficienza e l'Economicità poi magari ne riparliamo. Teniamo presente che la mobilità sanitaria è ancora elevata verso altre Provincie e Regioni.

Ecco, se alziamo il tiro e facciamo una proposta complessiva e unitaria del territorio, evitiamo manifestazioni delle singole realtà che di solito sono perdenti. Invito i nostri rappresentanti politici a cimentarsi su un'unica proposta unitaria, abbandonando definitivamente i propri campanili che sono serviti più a dividere che ad unire.

- Luigi Magnifico
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