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Ricostruire Trani partendo dalle nostre radici

Lettera in redazione di Mauro Spallucci

Che cosa permette (a me...come a tutti) di costruire ponti con tutti senza essere distrutti? Che cosa è accaduto perché si arrivasse all'attuale situazione generale? Che cosa spiegare ai nostri figli che hanno bisogno di capire quali sono le radici da cui può fiorire un rapporto diverso tra le persone? Che cosa è rimasto della società di trent'anni fa? Che cosa bisogna fare per far rinascere il desiderio di stare insieme in una comunità?

Ecco, quindi, le nostre radici, il nostro terreno comune, la nostra casa comune. Ma le nostre radici vanno riscoperte e coltivate sul serio, prima che alberi apparentemente sani e frondosi cadano improvvisamente. È necessario farlo perché i nostri figli non debbano essere costretti a nutrirsi di slogan e surrogati. Per ricostruire il futuro che ha due nemici: lo scetticismo e la rassegnazione: lo scetticismo sul fatto che un "futuro" possa esserci, la rassegnazione che nasce dalla convinzione che il futuro dipende sempre dagli altri.

Ecco allora la necessità della scuola per i ragazzi ed i giovani e dei luoghi di discernimento, di ascolto, di incontro per gli adulti e la classe dirigente. Per costruire e per ricostruire i pilastri, per riscoprire le pietre nuove che possano reggere i pilastri del futuro, i nostri figli, i nostri giovani hanno bisogno che chi "li guidi" resti autentico, i nostri figli, i nostri giovani si lanciano con freschezza ed entusiasmo se ci vedono come esempi. Essere di esempio più con i comportamenti che con le idee, per coltivare terreno, giardino, casa comune, per fare ciò è necessario il concorso di tutti con delle premesse necessarie ed indispensabili. I cristiani siano liberi da certi pregiudizi sociali ed i laici siano liberi dai pregiudizi materialistici, per costruire un nuovo slancio costruttivo possibile.

Gli adulti - cioè noi - dovremmo oggi darci un compito. Non facile, ma una sfida avvincente. Far buon uso della nostra esperienza, intelligenza, formazione per riunire il reale e l'ideale e far sì che pensiero ed azione si muovano con un unico movimento. Essere "coraggiosi" nell'incontro tra l'intelligenza, ragione, fede. Insieme per conquistare il nuovo che non si misura né si manipola, ma che nasce dalle cose che i nostri occhi vedono e le nostre mani toccano. Se saremo in grado di fare ciò, allora potremo mostrare che l'azione si concilia con l'ideale. Ed il tutto sarà più reale della stessa realtà. Una delle glorie dell'Italia ed anche della nostra città è la nostra "democratizzazione" dell'educazione. Non sciupiamola. Usiamola insieme per spingerci in avanti in una rinnovata primavera. Per una nuova ripresa. Come dei pionieri.

Mauro Spallucci
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