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Tranesi ambasciatori di pace, ecco il pensiero bis di Mauro Spallucci

Dopo il primo intervento sulla questione

Facendo seguito al precedente articolo denominato "Ambasciatori di Trani nel mondo" ed al consenso espresso da più parte, intendo chiarire ulteriormente il punto di riflessione con le seguenti considerazioni.

Gli ambasciatori della città di Trani devono avere dei requisiti. I sentimenti, che sono i nostri sentimenti di pace, devono essere al primo posto. Quanto più siamo consapevoli dei nostri sentimenti tanto più riusciamo a prendere in maniera più consapevole e da sani protagonisti le nostre decisioni. Poiché è dominio pubblico il convincimento che i sentimenti sono la chiave per comprendere ogni processo di discernimento. Ovviamente è indispensabile saper discernere tra emozioni e sentimenti. Mentre le emozioni sono strettamente legate allo stimolo che le ha prodotte il sentimento, invece, è un'interpretazione che si attiva a partire dallo stimolo: per questo permane anche quando lo stimolo scompare. Pertanto sono i sentimenti che permettono a ciascuno di conoscersi.

E dopo tutto ciò? Dopo ciò dobbiamo essere certi che la persona, chiunque sia e quindi anche il cittadino di Trani. deve scegliere tra chi "voglio essere" e chi "posso essere". Per poter essere di serio e sincero aiuto agli altri, alla comunità, al città serve innanzi tutto di dover o voler passare attraverso la consapevolezza dei propri sentimenti. La domanda sorge spontanea questo punto. Voglio bene alla mia città? Oppure voglio bene a me stesso, per soddisfare la mia ambizione, la mia sente di protagonismo (pur anche sano), al mio orgoglio, alla mia soddisfazione o peggio alla voglia del potere, del denaro, dell'orticello personale?
Ecco allora che riemerge la questione morale in politica come nell'impresa, nel volontariato, nelle professioni, pur anche nella Chiesa.

Per esempio i credenti in politica a Trani dove stanno, chi sono, cosa stanno facendo oppure cosa vogliono fare? La deriva che osservo è quella di vedere impegnate tante persone nel periodo pre-elezioni e poi? Molti sono i candidati alle cariche e pochi appaiono i candidati a un impegno che non include cariche, onori, prebende. E tutto ciò non aiuta a discernere, a distinguere perché addirittura si sta arrivando alla considerazione che l'impegno disinteressato appare "impensabile" al punto che chi si pone in questa prospettiva è spesso accusato di ipocrisia. Questa visione sostanzialmente deformata della politica sta contagiando anche i credenti. Invece.

Oggi da più parti si stanno maturando altre considerazioni ed una fra tutte diventa, a mio avviso, la più importante. Nei periodi storici laddove c'è stato l'impegno dei credenti si sono costruite comunità, bellezza, solidarietà, benessere. Quali sono allora le cause che tengono distanti tanti credenti dalla politica odierna? Forse parte della colpa è da attribuire al grigiore di gran parte della politica unita all'indecente spettacolo che molti credenti offrono. Cosa fare allora? Innanzi tutto prender sul serio le motivazioni vere dell'impegno Poiché è ora che i credenti tranesi decidano e scelgano l'impegno serio e costruttivo. In quanto il credente - tranese o non tranese poco importa - è innanzitutto un appassionato della Città degli uomini. A Trani come altrove. Perché abbiamo bisogno - come il pane - noi italiani di credenti impegnati nella ricostruzione del bene comune. Non soltanto nei campionati di calcio, ma nei campionati della vita in comune abbiamo bisogno di patrioti, di cittadini, di uomini e donne vere.

Mauro Spallucci - Organismo a Movente Ideale
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