Le Pagelle

Settembre, è di nuovo tempo di pagelle

Le pagelle di Giovanni Ronco

Gaetano Quagliariello, voto 9: è forse un'altra faccia del berlusconismo (forse per questo Repubblica se ne occupa poco, rispetto ad altri esponenti). Nella serata di presentazione del suo libro, "La persona, il popolo e la libertà", a Palazzo Beltrani, col sindaco Pinuccio Tarantini, nell'ambito della manifestazione promossa dal nostro assessorato alla Cultura, guidato dal prof. Andrea Lovato, dimostra che si può parlare in modo pacato ed elegante di principi storico sociali, in tal caso riferibili ad una visione di destra, senza ricorrere necessariamente alla barzelletta o al complimento per la vamp in prima fila. Risponde alle domande rivolte (anche ad una del sottoscritto, provocatoria, sul caso Boffo) con schiettezza e ammettendo che quello fu un prodotto di cattivo giornalismo. Pur forte di un'impronta accademica, evita lezioni magistrali e tratta il pubblico senza guardarlo dall'alto verso il basso, come qualche suo collega politico o universitario. In tempi in cui si parla di berlusconismo in crisi, questa è manna per chi spera, da quella parte, in un tipo di rappresentanza diversa. Sol levante.

Bollenti spiriti e Nichi Vendola, voto 8: è una delle migliori risposte, con schiaffo senza mano, di Nichi Vendola ai suoi colleghi di futura (?) coalizione, di sponda PD, che continuano ad arricciare il naso, forse anche per paura, rispetto ad una leaderschip che se non gli riconosceranno, il buon Nichi finirà per prendersi con la forza di eventuali primarie, come già accaduto in passato per la Puglia. Che Trani, stavolta, non si lasci sfuggire le occasioni provenienti da una delle migliori mosse del governo Vendola per promuovere lo sviluppo e l'impresa fra i giovani. Al momento, a sinistra Vendola è l'unico personaggio degno di poter nutrire ambizioni di successo, parola da troppo tempo assente nel vocabolario PD, per penuria d'idee e performance prive di carisma. Narrazione da leggere.

Attestazioni di stima post mortem per Francesco Salerno, voto 3: le levate di cappello post mortem non bastano. Le parole ipocrite di molti ex colleghi di coalizione e/o di partito mettono i brividi: ci ricordiamo ancora poco più di un anno fa, in occasione delle elezioni nella Bat, che lo videro protagonista, delle espressioni ai limiti dell'offesa, una delle più gentili era "vecchio", che partivano dalle tribune di coloro i quali ora ne sottolineano il prezioso apporto, le capacità e altro ancora. Commedia umana.

Franco Caffarella, voto 7: la querelle con Ninni De Toma gli ha come dato una scossa adrenalinica che ora lo porta, dopo un periodo di "letargo" politico pubblico, a sfornare un intervento alla settimana, attraverso note a base di "rilievi" nei confronti dell'attuale maggioranza. Ora non dovrei esprimermi, se no dicono che prendo la palla di cristallo (che battuta vecchia …) ma non posso esimermi di prevedere, per il buon Franco, o un ritorno a sinistra, magari in Sinistra e Libertà, come ha fatto Zaccaro ad Andria, tra l'altro uno che fisicamente gli assomiglia sempre più, o meglio ancora, un ritorno in grande stile nel giornalismo, magari come direttore di un bel nuovo giornale d'impronta politica. Mi ricordo quando fui "diretto" da lui, ad inizio carriera: imparai un bel po'. Amarcord.

Mobilio sede Bat, voto 4: sarà pure elegante quanto volete, ma sostenere certi costi per la scrivania e l'armadio del presidente Ventola, ci sembra davvero uno spreco. Brillasse almeno per rendimento, questa neo provincia, col suo gran capo canosino, potrei pure capirlo; ovvero almeno cerchino di meritarselo, il mobilio elegante e costoso. Provincia orpello.

Bisceglie e Bat, voto 5: la nascita di due comitati due, nella vicina Bisceglie, che puntano a raccogliere firme perché la cittadina esca al più presto dalla BAT, è sintomatico di una provincia che non decolla e che non riesce a creare un armonioso coro polifonico in riferimento alle qualità e alle caratteristiche peculiari di ogni singolo centro. Fatta eccezione per la spartizione del potere e degli uffici tra Andria e Barletta, il resto della provincia appare come un'anonima espressione territoriale, ingentilita dalle bellezze artistiche e ambientali di Trani, che per valorizzarle non avrebbe avuto poi tanto bisogno di diventare capoluogo, per quello basta una buona amministrazione comunale. Il fatto che un centro vivace come Bisceglie, che tra l'altro contempla la presenza di tre esponenti politici di spicco come Napoletano, Amoruso e Silvestris, esprima il desiderio di sottrarsi alla Bat, non è affatto un buon segno. Il fatto che Trani abbia un ruolo tanto marginale in fatto di rappresentanza istituzionale è un segno ancora più negativo. Provincia carretta.

Inizio anno scolastico, voto 5: premesso che anche a Trani i precari della scuola, di cui in pochi si occupano, abbondano, dobbiamo sottolineare che le scuole della nostra città, per quanto riguarda i dirigenti, da qualche anno a questa parte, non brillano per situazioni fortunate: troppa gente che va e che viene, troppi trasferimenti e addirittura scomparse premature come nel caso dell'ottimo preside Moccia, che in passato aveva diretto la scuola Giustina Rocca. Alla fine, poiché anche nella scuola è una questione di manico, questo via vai e la piaga delle reggenze, con dirigenti che controllano contemporaneamente tre o quattro scuole, non permette di realizzare programmazioni fruttuose a lungo e medio termine e lascia ai cosiddetti vicepresidi quel potere che non sempre sanno gestire o che diviene motivo di lotte interne per l'accaparramento dello stesso, triste surrogato di soddisfazioni economiche che mancano in modo cronico nel settore. Desolazione.

Prof. Andrea Lovato, voto 9: è avvantaggiato dal trend dell'amministrazione Tarantini che ha puntato tutto o quasi sulla cultura. Ma dal canto suo ci mette competenze ed equilibrio, oltre ad un eloquio avvolgente e rassicurante e ad un'apprezzata ostinazione nel promuovere manifestazioni che valorizzino i libri (vedi l'ultima "Ottobre piovono libri") e la quasi rinata biblioteca della nostra città. Il suo amore per la cultura ed il suo impegno lo pongono come in una stanza insonorizzata e ovattata al cospetto della patetica bassa e rumorosa cucina della politica locale. Un piccolo invito: per l'anno prossimo si attivi per l'organizzazione di una grande mostra d'arte di richiamo nazionale, che porti visitatori a Trani per tutto l'anno e non solo per un pomeriggio o una serata. Rianimatore.

Consiglieri comunali muti, voto 2: stavolta non voglio fare nomi per non infierire, appellandomi, una tantum, al motto secondo il quale "si dice il peccato, ma non il peccatore", ma vorrei denunciare la presenza di consiglieri comunali che non fanno uno straccio d'intervento durante le periodiche e rare riunioni della maggiore assise cittadina o che se si pronunciano, lo fanno una volta ogni morte di papa. E va bene che ora guadagnano meno rispetto al passato, ma si ricordino di parlare almeno nel momento in cui ripensano ai concittadini che li hanno votati, parenti compresi. Morti d i sonno.
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