Celiachia
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Salute d'asporto

L'altra faccia della celiachia: la gluten sensitivity

Ci spiega cos'è il biologo Giuseppe Labianca

Sono sempre più in aumento i casi di celiachia, una malattia immuno-medita che si manifesta con sintomi intra-intestinali (diarrea, crampi addominali) ed extra-intestinali (stomatite aftosa), in risposta all'assunzione di cereali contenenti glutine, come ad esempio grano, segale e orzo. Il glutine è il complesso proteico dei cereali, da cui deriva la gliadina, la molecola che causa la reazione infiammatoria a livello intestinale. In questi casi l'evidente e ricorrente presenza dei sintomi a seguito di ingestione di glutine consente al medico la diagnosi, ottenibile per mezzo della gastroduodenoscopia con biopsia e, di conseguenza, il trattamento farmacologico e dietetico.
Labianca
La gluten sensitivity (GS) è definita come sensibilità al glutine non celiaca, ovvero questi soggetti presentano una sintomatologia simile e spesso sovrapponibile alla celiachia ed anche alla sindrome del colon irritabile (gonfiore, sonnolenza, diarrea, stipsi, dolori addominali, cefalea, depressione, ecc) ma non c'è atrofia dei villi intestinali né risposta immunitaria da parte dell'organismo. Un'altra differenza è che la GS non sempre comporta una reazione sintomatologica importante, ma in molti casi si manifesta con sintomi vaghi, come ad esempio gonfiore addominale, nausea e mal di testa.

La GS si manifesta dall'età adolescenziale all'età adulta, mentre è estremamente rara in età pediatrica; si stima sia da 3 a 6 volte più frequente della celiachia e in pratica si può affermare, con buona approssimazione, che se il numero di celiaci attesi in Italia è di circa 600.000, i pazienti con GS sono circa 3.5 milioni.

Come si identifica oggi la gluten sensitivity? Non sono disponibili marcatori specifici, quindi la diagnosi di sensibilità al glutine non celiaca avviene per esclusione. I pazienti che, pur presentando sintomi simili a quelli della celiachia e indotti dal glutine, non risultino, dopo esami ematici e biopsie endoscopiche, né celiaci né allergici al grano, sono classificati come sensibili al glutine. Quindi sono i sintomi a guidare lo specialista e a valutare l'introito di glutine tollerabile da parte del soggetto.
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