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Salute d'asporto

La vitamina B12

Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca

La vitamina B12 è una vitamina idrosolubile, inattivata dalla luce e dal calore, presente esclusivamente nel regno animale, in particolare in, frattaglie, carne e pesce, molluschi, latte e uova.
Labianca
Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 nella popolazione adulta e pediatrica secondo i livelli di assunzione giornaliera raccomandati (LARN) dalla Società Italiana di Nutrizione sono riportati di seguito (linee guida 1996):

Lattante (fino a 12 mesi): 0,5 mcg/die
Bambino (età < 4 anni): 0,7 mcg/die
Bambino (età < 7 anni): 1 mcg/die
Bambino (età < 11 anni): 1,4 mcg/die
Adulto, bambino (età > 11 anni): 2 mcg/die
Gravidanza: 2,2 mcg/die
Allattamento: 2,6 mcg/die

È sintetizzata dai batteri, inclusa la flora batterica intestinale che ne produce comunque una quantità minima, dai funghi e dalle alghe; non è sintetizzabile da animali o piante, e per il suo assorbimento è indispensabile una glicoproteina, il fattore intrinseco, secreta dallo stomaco. Negli alimenti la vitamina B12 è legata alle proteine e necessita della presenza dell'acido cloridrico e della proteasi gastrica per essere resa disponibile all'assorbimento. Negli alimenti addizionati e negli integratori, invece, la vitamina B12 è aggiunta come cianocobalamina, in forma già "libera".

Questa vitamina è coinvolta nelle reazioni di sintesi del DNA e RNA. Una sua carenza provoca l'arresto della divisione cellulare. Una sua carenza è associata ad anemia macrocitica megaloblastica, glossite, aftosi, diarrea, malassorbimento. Poichè inoltre la vitamina B12 interviene nel metabolismo dei lipidi, un suo deficit si associa anche a sintomi neurologici, come parestesie, perdita della sensazione della posizione e delle vibrazioni, perdita della memoria, confusione, irritabilità, perdita della vista, delusione, allucinazioni e psicosi.

Nella reazione di trasformazione dell'omocisteina a metionina la mancanza di vitamina B12 porta all'accumulo di folato non utilizzabile ed omocisteina, che costituisce un marker sia per l'alterazione su base genetica del metabolismo della vitamina stessa sia per condizioni di deficit. L'aumento dei livelli di omocisteina costituisce un fattore di rischio cardiovascolare indipendente ed è stato messo in relazione anche con la malattia di alzheimer e con la capacità cognitiva dei pazienti anziani non affetti da demenza. Altre cause di ridotto apporto di vitamina B12 comprendono diete vegane e/o vegetariane, anemia perniciosa genetica o autoimmune o asportazione dello stomaco, gastrite atrofica, diverticolosi del tenue, ileite, fistole ileo-coliche, malattia di Chron, presenza di parassiti o cause iatrogene (da farmaci).

La carenza di vitamina B12 si manifesta con affaticamento, astenia, fluttuazioni dell'umore, perdita di memoria, debolezza agli arti, difficoltà di deambulazione, formicolio, paralisi; il trattamento prevede la somministrazione sotto forma di integratore o per via parenterale, ma è sempre consigliabile non assumerla in autonomia, ma rivolgersi al medico e/o nutrizionista.
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