Gravidanza
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Salute d'asporto

Nutrizione in gravidanza

Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca

La gravidanza, calcolata a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione, è di circa 280 giorni, ovvero 9 mesi; è una condizione fisiologica in cui i fabbisogni nutritivi cambiano affinché possa svilupparsi il feto e la mamma possa essere pronta per l' allattamento.

Il periodo gestazionale comporta un aumento di peso fisiologico compreso tra i 7 e i 12 kg, ed è importante non eccedere in quanto un peso eccessivo potrebbe essere causa di:
- Diabete gravidico
- Ipertensione arteriosa
- Macrosomia del feto

Oltre ad avere un impatto negativo sul bambino ed un maggiore rischio che sviluppi sovrappeso ed obesità.

Una buona alimentazione è essenziale, quindi, per garantire il buon esito della gravidanza.

Uno degli aspetti da chiarire subito è che una donna in gravidanza non deve mangiare per due, come la tradizione popolare porta a credere. In questo periodo c'è un aumento del fabbisogno calorico poiché si ha la necessità di costruire nuovi tessuti, la placenta, aumentare i volumi dell'utero, il volume sanguigno ed il tessuto adiposo e nel secondo e terzo trimestre, avviene un aumento del metabolismo basale.

Questa richiesta aumentata è di circa 150-200kcal nei primi 5 mesi di gravidanza, fino a raddoppiare nell'ultimo trimestre. L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di consumare 4-5 pasti al giorno, bere almeno 2L di acqua al giorno, evitare bevande alcoliche, non consumare proteine animali crude e lavare accuratamente i vegetali da consumare crudi.

I carboidrati rimangono la fonte principale di nutrimento, ma essendo anche i maggiori responsabili dell'aumento di peso devono essere calibrati sullo stato ponderale e sul livello di attività fisica. Inoltre, nella scelta degli alimenti è utile privilegiare cibi a basso indice glicemico, preferendo pertanto alimenti come la pasta integrale, i legumi, i cereali, ecc., ed eliminare gli zuccheri semplici.

La dieta dovrà prevedere un apporto di fibre di circa 30 grammi al giorno, prevalentemente di tipo solubile, deve pertanto essere consigliato il consumo di frutta e ortaggi, che aumentano l'apporto non solo di fibre ma anche di vitamine ed oligoelementi. Bisogna però tener conto che la fibra ostacola l'assorbimento di alcuni nutrienti, quindi non bisogna eccedere con le quantità.

I grassi devono essere accuratamente scelti, in quanto è preferibile introdurre gli acidi grassi omega 3, ed in particolare il DHA, utile nella formazione delle strutture neurologiche. Le fonti alimentari da preferire sono olio extravergine di oliva, frutta secca, semi oleosi e pesce grasso (limitando i pesci di grandi dimensioni).

Le necessità proteiche in gravidanza aumentano per due fattori: il mantenimento di una massa proteica che si accresce progressivamente nella madre e nel feto, e la sintesi delle proteine che si depositano nei tessuti neoformati. Sarà il nutrizionista e/o il medico a stabilire l'apporto proteico più adatto alla gestante, ma sicuramente la scelta alimentare più giusta è selezionare fonti proteiche come pesce magro, uova, legumi e carni magre.

È essenziale garantire l'apporto di vitamine e soprattutto acido folico e ferro, in quanto il primo entra in gioco nella costituzione degli acidi nucleici e previene la formazione della spina bifida, mentre il secondo (spesso carente nelle donne e ancor più in gravidanza) interviene nella formazione dei globuli rossi.

Infine un parametro importante da non trascurare è lo stato di idratazione, sfruttando alimenti come acqua, infusi, frullati e consumando un massimo di due caffè al giorno.
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