Standing Ovation

"Guida di Trani" nel nome di Capozzi e Vecchi

Le recensioni di Giovanni Ronco

Cinque anni fa, gli amici dell'associazione Traninostra, allora presieduta dalla dott.ssa Lucia Fiore e supportata in quel tempo in iniziative stimolanti come quella di cui stiamo per parlarvi, da Vittorio Tolomeo, con la collaborazione, nella realizzazione del progetto editoriale di Francesco Petrarota, decisero di portare a termine una piccola grande impresa: rieditare, con un' edizione rimodernata nell'edizione ma intatta nella grafica, la famosa "Guida di Trani" scritta da Salvatore Carlo Capozzi e stampata e pubblicata, nel lontano 1915 da Valdemaro Vecchi, insigne tipografo ed editore.

L'iniziativa di Traninostra risale al 2012, ma resta valida in quanto si decise di pubblicarla anche sulla "rete informatica", come recita una nota di premessa. L'occasione è propizia per ricordare in un colpo solo due grandi personaggi della storia e della cultura tranese, che vengono ancora una volta riportati alla memoria ed alla conoscenza del grande pubblico da una di quelle operazioni culturali che forse in passato, e quando fu effettivamente realizzata, passò abbastanza inosservata. Ora cerchiamo di riparlarne dando il giusto merito sia ai protagonisti di oggi che a quelli di ieri. L'edizione ristampata fedelmente è un'opera di rara completezza e rigore strutturale e contenutistico. Nei decenni a seguire molti studiosi e appassionati della Storia di Trani non hanno potuto fare a meno d'inserire nelle proprie consultazioni e note bibliografiche, questo gioiello editoriale che porta in sé i caratteri dell'eleganza e della sobrietà tipici del Vecchi e la competenza dello storico Capozzi, capace di riversare in questo excursus ogni dettaglio, ogni opera d'arte, ogni monumento, ogni via storica, con una vicenda e personaggi alle spalle, ogni famiglia tranese portatrice d'un marchio di nobiltà morale ma anche formale, attraverso il proprio Palazzo, dimora ed emblema d'una narrazione meritevole di racconto e studio.

Particolarmente toccante e profetico, il Capozzi, nell'analisi di opere d'arte e luoghi, palazzi e vie che poi i tranesi non avrebbero saputo mantenere, in alcuni casi, in quello stato di dignità e trattamento adeguato all'elevatezza e alla preziosità degli stessi: un esempio su tutti, il Teatro Comunale perso e mai più restituito alla Città. O ancora: il Porto, luogo in cui ha espresso la propria forza economica e commerciale e passaggio per tanti personaggi storici, nella lunga lista dei "buoni" e dei "cattivi" della vicenda tranese, ora ridotto, specie d'estate, ad una maleodorante pizzeria a cielo aperto. Nel nome e nella memoria d'una grande Trani, nel nome d'un grande tipografo editore come il Vecchi, di cui tornerò a parlare più diffusamente in altra occasione, nel nome d'un prototipo della cultura tranese basata sulla vera ricerca e non sul micidiale "copia e incolla", una delle ultime testimonianze d'una Trani al centro della Storia.
Guida di Trani
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