Toni e timbri

Doni riflessi

Toni e Timbri 9 – di Tony D’Ambrosio

Provate a immaginarlo. Provateci. Provate a capire dove s´arresterebbe la vostra frustrazione e dove inizierebbe la vostra felicità. Provate a fare i conti con qualcosa che è meglio non approfondire. Perché è sempre meglio star zitti e non vedere il massacrante rapporto fra la coazione multilaterale che l´accettazione delle regole e la convenzione democratica provoca ai cittadini dell´Esserci, e la protensione eternamente egoista, l´inerzia terribile che mai s´aggiorna dell'Uno contro Uno fra me e il Mondo che si verifica al cittadino di un Essere che non E´ più? E allora insisto, provate a immaginare una persona amata. Amata molto. E provate a immaginar per gioco di doverle regalar qualcosa. Voi sì, voi dovete regalar qualcosa a chi sapete voi. Ma non sarete gli unici, altri dovranno regalar qualcosa, diciamo una decina. Disporrete tutti della stessa cifra, né alta né bassa. Provate a immaginare ora quando verranno aperti questi doni. Lo si farà all'istesso istante. Ma la convergenza di questa affettività centripeta, cioè lei, la gratificata, non saprà mai, non dovrà conoscer mai l´autore dei regali. Non verranno notificate ad alcuna coscienza affettiva tutte le energie ideative ed amorose, i sentimenti e le idee, l´identità specifica del nostro amare, del perché si ama. Facciamo finta, sì, facciamo finta che in quest´unico gesto si riveli e sintetizzi la natura di un´amore, la quintessenza di una condivisione, senza che qui si possa dare volto, però, a questa identità, all´identità di un gesto che contiene identità, che `fa´ identità, che "nasce" identità. Provate a vedere, provate a vedere gli occhi di una donna che amate scartare il vostro presente così preciso, così ardito o necessario: il più preciso, il più ardito o necessario. Provate a sentir profondamente come lei non saprà mai che è vostro quel momento, è suo e vostro quel momento di conoscenza, provocazione, passione, paradosso od umorismo. Come ci rimarreste? Eh, come? Non vi importerebbe nulla? Vi dispiacerebbe un po´, verrebbe a mancare il riflesso riconoscenziale, scheggia di luce che illumina un pochino l´Io? O vi farebbe disperare tutto questo, statuiti voi, magari, nel celebrar col dono l´irresistibilitò del vostro bene, la sua necessità, la bellezza di un privilegio meritato, o la paura di vederlo svanire, questo privilegio? A conti fatti, conoscendo queste regole, obbligati a fare un dono, sarebbe sempre lo stesso il dono che fareste? Proprio lo stesso lo stesso lo stesso?

Tony D'Ambrosio
Toni e timbri

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