Toni e timbri

L'urbanistica del Cosmo

Toni e Timbri 35 - di Tony D’Ambrosio

Giammìo Giammai era sul viale del tramonto. Era stato il più stupido sindaco di Zigghezzagghe. Ma talmente stupido che un giorno disse :"Ma ‘chi' circonda ‘cosa'? Un lago è circondato dalla terra, o la terra è circondata dai mari che sono circondati dall'aria?". Si era durante un consiglio comunale, uno di quei consigli comunali che aumentano la voglia di vivere, di essere al mondo, di respirare. Capìto Così e Sesto Senso erano i consiglieri più attivi di quelle assemblee: facevano parte del gruppo "Cappelletti in brodo da pensare", una fazione mista che si proponeva come orientamento l'Elasticità. Elasticità in tutti i sensi: di essere e non essere, di votare e non votare, di girare o andare dritti. Erano così elastici che proposero, per decoro geometrico e lindore del sistema nervoso, un quartiere a sole strade dritte ed un quartiere a sole strade storte.

Giammìo Giammai, quel giorno, ben prima della famosa imprecazione di cui sopra, ascoltava tutto quanto si diceva nel "foro intettettuale" (il nome proprio della Sala del Consiglio – avete letto bene sì, ‘in-tette-ttuale': la strana deformazione avvenne per uno stupido refuso del padre della sala, che quando andò al municipio a denunciarne la nascita, confuso dalle prosperità dell'haddetto – anche lì vi fu un refuso, della madre, che pensò bene di iscrivere così all'anagrafe la figlia, dopo aver udito il padre rispondere ad un parente incuriosito dal nome che si stava per dare al nascituro, citando una volontà già espressa dalla moglie, "Ha detto Caterina" – va bene insomma questa Haddetto aveva, come s'è capito, un seno meraviglioso, sicché il padre della Sala del Consiglio comunale fece scrivere intettettuale anziché intellettuale, tutto qui), insomma Giammìo Giammai, ascoltando con sovrana attenzione le parole dei due consiglieri, capì quanto l'iniziativa della bipartizione urbanistica fosse non solo geniale, ma foriera, altresì, di un interessantissimo sviluppo tecnologico. Eh sì perché costruire un quartiere di sole strade dritte poteva voler dire costruire autovetture senza sterzo: mi avete capito bene: senza sterzo. Con tutte le derive eco-tecniche che questo avrebbe significato. Scomparsa dei semiassi, del volano, del volante, e totale abbattimento dello stress da guida. Bisognava subito mettersi all'opera.

Rifondazione dei piani regolatori, revisione dell'assetto urbanistico, pianificazione di modelli rinnovati, rivisitazione ingegneristica della meccanica mobile, riconnotazione psicologica della dualità spazio-temporale e della dualità cartesiana, furono le parole chiave che di lì a qualche mese dopo imperarono a Zigghezzagghe. Sembrava niente, ed era tutto: un quartiere di sole strade dritte, ed uno di sole strade storte. Così a prima vista si potrebbe dire un assetto a perpendicoli da una parte, ed una struttura viaria a cerchi concentrici dall'altra. Buona la seconda, raggio di curva costante ed immobile. Ma per la prima no, non si intendeva questo: era un deja vu. Giammìo, ottemperando alla genialata delle autovetture senza sterzo, senza semiassi ed assi, fece immaginare la progettazione e la costruzione di un quartiere dove non vi fossero incroci: non si doveva, non si voleva, non si poteva girare. In tal modo si sarebbe goduto dell'abbattimento mostruoso del rischio di incidenti, con rifondazione di un senso trasparente della vita (ciò che è, è davanti, non dietro un angolo che non c'è più). Con questo spot elettorale rubò la paternità dell'idea a Capìto Così e Sesto Senso, i quali pensarono bene – ma questo ad altro capitolo – di orientarsi dall'altra parte. Per la precisione, Giammìo Giammai, Sindaco uscente, era il segretario del partito Non Azione Non Riflessione Non Saggezza E Occupazione, e va anche aggiunto come la determinazione dei nomi dei due partiti di riferimento di Zigghezzagghe (che in fondo era come dire A e non-A), si era concretata durante una particolare mattina di non so che mese, ormai diversi anni fà, quando agli oppositori del Partito ARSNO (azione riflessione saggezza non occupazione), durante uno sfaccendato consiglio comunale, venne domandato quale fosse il senso delle loro dispute, cioè su quale incarnato ideologico-sociale si distinguessero da quelli della controparte. Nessuno fu in grado di dare una risposta. Fu lì che decisero di determinarsi politicamente solo attraverso la negazione del concetto opposto. Eh sì perché quando il giovane Panciariccia chiese ai suoi dirimpettai di ricordargli almeno quale fosse il loro nome (stiamo parlando di qualche anno fà), questi non si ricordavano più nulla. Si guardarono negli occhi e, sbigottiti, non seppero rispondere. Il problema vero sopraggiunse quando, per render la pariglia, questi ultimi domandarono ai primi quale fosse il senso di tutte quelle parole: perché azione? E riflessione? E saggezza? E non occupazione? Neanche Panciariccia, per quanto giovane ed energico, seppe rispondere come si doveva. Il Graziassai buonanima si peritò in improbabili spiegazioni. La realtà è che nessuno ricordava il significato di quei termini. Dissero che ‘azione' stava per bontà, e riflessione per coraggio, e saggezza per bonomia, e non occupazione per libertà...

Insomma si procedette per la progettazione di un quartiere senza incroci. Capìto Così e Sesto Senso si imbavagliarono per protesta. Quelle elezioni le vinse Giammìo Giammai con lo spot ‘Ciò che è, è davanti, non dietro un angolo che non c'è più'. Erano ormai passati tanti anni, e si doveva cambiare Sindaco. A quello uscente venne recapitata la missiva che proponeva la costruzione del porto d'aria. Piacque assai. Giammìo non si sarebbe più potuto ricandidare. Bisognava trovare un uomo di forte personalità, qualcuno che sapesse davvero portare avanti il compimento di un'opera così ambiziosa e, consentitemelo, necessaria. Nei quadri del partito che si opponeva a quello capitanato dal nostro amato Panciariccia (impelagato a qualche metro di distanza...), non c'erano figure forti, in grado di sopportare l'impatto così altisonante e generoso di un simile progetto. Ci voleva un uomo nuovo. Sicuro di vincere. Panciariccia era un forte avversario. Andava neutralizzato. Tony stava ancora dormendo. Geppino smise di scrivere, si accese un sigaro, sorrise. "Li facciamo cadere in un grande buco nero, Panciariccia e tutti quelli del partito?".
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Il paese di Zigghezzagghe

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