Un caffè con...

Un Caffè con Vincenzo Ferreri

Le interviste del direttore di traniweb

Lei è tra i firmatari dell'appello per la costituzione del movimento "Per la sinistra" che nasce da una serie di esplosioni interne nei partiti della sinistra. Un regolamento di conti?
Direi di sì. Dopo la sconfitta elettorale dell'Arcobaleno, nel partito di Rifondazione Comunista è cominciato un regolamento di conti interno. Nel Congresso di Chianciano sono emerse due visioni della politica completamente differenti: una, che auspicava il ritorno alle tradizioni del Partito Comunista, l'altra, facente capo a Nichi Vendola, che spingeva per l'unità di tutte le forze politiche di sinistra per cercare di arginare un'ondata che ha travolto lo stato sociale ed i diritti dei lavoratori. Riteniamo sia necessaria un'unità di intenti tra forze che già lavorano insieme da diverso tempo. Anche a Trani è così. Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani e le tante associazioni ambientaliste hanno intrapreso, in passato, più di una battaglia comune, come ad esempio sull'Angelini, sull'inceneritore, sul mega porto. Il percorso indicato da Vendola a Chianciano, sostanzialmente, non costituisce una novità assoluta, ma la soluzione più naturale.

Una soluzione che, però, andrà a svuotare i vostri partiti di origine.
I partiti erano già svuotati. Negli ultimi anni, le sezioni erano praticamente deserte, un problema molto diffuso, non solo a sinistra. Da qui l'esigenza di formare un movimento che possa proporre un nuovo agire della politica. I partiti di riferimento, a livello nazionale, restano. Spero con dei cambiamenti all'interno, perché la struttura-partito è indispensabile per gli equilibri del Paese.

Chianciano è stato un punto d'arrivo traumatico per Rifondazione ed un punto di partenza per il nuovo progetto di Vendola. "Cominciamo non un partito ma un partire" ha detto Vendola. Verso dove?
Vogliamo metterci alle spalle il passato, tenendo presente gli errori commessi. Sentiamo l'esigenza di mettere in campo nuovi processi partendo da un dato di fatto, ossia la difficoltà della politica nell'intercettare i bisogni della gente. C'è bisogno di un nuovo associazionismo, di nuovi modi di fare politica, partendo da un confronto sulla questione morale, argomento principale degli ultimi tempi.

L'indagine che ha coinvolto l'assessore regionale alla sanità è l'ultimo caso in ordine cronologico.
Non commento il caso specifico. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso. Il problema della questione morale è più generale, coinvolge tutto il mondo della politica. Porto sempre in tasca un articolo de L'Espresso, del marzo del 2008, sui finanziamenti ai partiti da parte di aziende private. E già allora c'erano di mezzo Romeo ed i suoi affari. Romeo era tra i finanziatori dei maggiori esponenti politici di centrosinistra e non. Stesso discorso per Società Autostrade. Porto con me quell'articolo per puro orgoglio, perché sottolineava come Rifondazione Comunista fosse l'unico partito che rifiutava finanziamenti privati. Con questo non voglio dire che Rifondazione sia l'unica isola felice della politica. Il caso, però, dimostra che ci possono essere delle forze politiche in Italia che vanno avanti ignorando i favori delle lobby.

La scissione tra il gruppo di Ferrero ed i vendoliani ha aperto un dibattito molto spigoloso, non immune da critiche. Folena ha detto di rivedere un film già visto con l'Arcobaleno. Secondo Lei, che differenza c'è tra ieri e oggi?
La differenza è sostanziale. La Sinistra Arcobaleno nasceva da una fusione a freddo tra partiti politici già esistenti. Le candidature per le elezioni politiche furono imposte dall'alto attraverso una ripartizione con il bilancino tra le varie componenti politiche. Un sistema disgraziato, una delle operazioni più disastrose che la Sinistra abbia mai compiuto, che ha portato, ad esempio, Pecoraro Scanio a candidarsi in Puglia piuttosto che Vladimir Luxuria in Sicilia. Abbiamo pagato, più di altri, candidature, imposte dalla base, di politici non radicati sul territorio. Oggi, invece, facciamo un discorso diverso, inverso: ripartire dal basso, da un movimento che possa aggregare e avvicinare gente delusa e sfiduciata da questo modo di fare politica. In questi mesi abbiamo fatto una profonda autocritica, in alcuni casi sfiorando l'eccesso. Uno dei problemi principali evidenziati è l'attuale difficoltà nel comprendere le esigenze della gente. Da quando le sezioni si sono svuotate, i cittadini hanno perso interlocutori e riferimenti storici. Quando una persona ha un problema, non sa più a chi rivolgersi, si chiude in sé stessa.

Dovete anche cambiare il linguaggio.
E' stato un nostro limite. Ci siamo persi, per troppo tempo, in ragionamenti filosofici e molto complessi. L'impegno è di essere più chiari, di parlare di cose più concrete, più aderenti alla vita delle persone.

Ferrero ha detto che l'operazione di scissione di Vendola è stata fatta su commissione del Pd, per distruggere Rifondazione e per creare una Sinistra che faccia da copertura al centrismo di Veltroni.
Quando avvengono delle scissioni, i rapporti personali diventano molto difficili. La nostra storia politica depone contro quanto detto da Ferrero. Non riesco ad immaginare la mia presenza in un partito come il Pd. Il discorso, credo, valga per molti altri del movimento. Abbiamo una storia ed un'idea del mondo completamente diversa. Ds e Margherita avevano una visione della flessibilità del lavoro e della precarietà inconciliabile con la nostra. Se dovesse avverarsi la profezia di Ferrero, molti di noi non esiterebbero a ritirarsi dalla politica.

Esclude un riavvicinamento tra Partito Democratico e Sinistra?
Siamo consapevoli del fatto che, la Sinistra, in Italia, non potrà mai raggiungere, da sola, il 51% dei consensi. Con qualche partito bisognerà, dunque, dialogare. A differenza di Ferrero, da parte nostra c'è la disponibilità al confronto con le altre forze del centrosinistra, nella speranza che la loro visione del Paese possa cambiare. L'opposizione del Partito Democratico, oggi, non è per nulla incisiva.

A livello provinciale, fino a qualche settimana fa, eravate seduti al tavolo insieme al Pd. Solo opportunità?
Con il Pd e con il centrosinistra in generale, si possono trovare delle convergenze. Prendo ad esempio le questioni locali: con il centrosinistra tranese ci sono stati molti momenti di incontro, come nel caso del Pug e dell'inceneritore. A livello locale, provinciale e regionale si possono trovare molti più punti di contatto rispetto a quanto accade in ambito nazionale dove sono emerse criticità e modi differenti di agire.

Il tempo è tiranno. Fra qualche mese entrerà nel vivo la campagna elettorale.
Il percorso è tutto in costruzione. Le elezioni sono importanti ma non finirebbe il mondo se dovessimo prenderci i nostri tempi. Spero che l'Associazione "Per la Sinistra" diventi al più presto un partito e che riesca subito ad attecchire. Il Pd è in forte difficoltà, la linea politica del PdL registra battute a vuoto. Anche a livello di amministrazione locale, il centrodestra tranese non sembra godere di buona salute. Ci sono i presupposti per far bene, speriamo di riuscire a presentarci come lista unita, fermo restando che il percorso del movimento proseguirà anche dopo le elezioni.

Oltre alle elezioni provinciali, dietro l'angolo ci sono anche le Europee. Qualcuno ha detto che è meglio saltare il giro e schiarirsi le idee. Come pensate di dar vita ad un nuovo soggetto politico insieme a partiti che siedono in banchi diversi dal Partito socialista europeo?
Il movimento, se vuole entrare nel cuore della gente, deve bypassare questo tipo di problemi. Alla gente, credo interessi poco la collocazione finale dei parlamentari. Come ho detto prima, uno dei motivi determinanti della sconfitta dell'Arcobaleno va ricercato nella difficoltà, da parte della gente, di comprendere questo tipo di problematiche. I cittadini non arrivano a fine mese, non stanno certo a pensare alla collocazione dei parlamentari. Detto questo, nelle prossime settimane, affronteremo la questione tutti insieme.

Ha fatto più volte riferimento all'ultima debacle della Sinistra. Avete capito i motivi di una tale disfatta? Di chi sono le colpe? Del Pd? Dell'appello al voto utile? Solo vostra?
L'appello al voto utile di Berlusconi e Veltroni ha influito sul nostro risultato ma fino ad un certo punto. Gli elettori di Sinistra sono molto più attenti di altri all'operato dei propri rappresentanti istituzionali. Le responsabilità, pertanto, sono nostre. In questi ultimi anni, abbiamo registrato uno scollamento fra i nostri rappresentanti e le persone che ci votano, abbiamo dato poca importanza al territorio perché presi dal lavoro istituzionale. Un esempio, l'exploit della Lega nel nord Italia. Fino a dieci anni fa, il sindacato ed il nostro partito erano dei punti di riferimento imprescindibili per moltissimi lavoratori. Ora è tutta un'altra storia. Il modo di far politica è cambiato, noi siamo cambiati. Le Lega ha pescato nel nostro elettorato perché è presente sul territorio, fra la gente. Nelle fabbriche del nord c'è chi ha la tessera della Fiom e vota Lega. Solo una presenza capillare sul territorio può portare a questo. Le faccio un esempio pratico: il sottoscritto è delegato sindacale della Fiom in un'azienda. Ogni giorno posso contattare e discutere con molte persone. Nel partito un'operazione di questo tipo non è più possibile. Le sezioni sono composte, al massimo, da 5 o 6 persone. Non si ha più quella forza propulsiva per andare all'esterno a spiegare le proprie ragioni alla gente. Questa situazione è peggiorata per via dell'incidenza dalle televisioni, sempre pronte a lanciare messaggi, diversi dai nostri, che suggestionano notevolmente l'opinione pubblica.

Il rapporto con il sindacato?
I rapporti sono buoni, siamo gli unici a sostenerlo. Chi ha problemi, in tal senso, è il Pd

La possibilità di ricostituire una sinistra di governo è possibile?
L'associazione "Per la Sinistra" avrà tra gli obiettivi la partecipazione al Governo. Nascere per essere una semplice forza di testimonianza servirebbe a poco. Il fatto di non essere presenti in Parlamento ha fatto sì che non ci sia una vera opposizone al governo Berlusconi, che non ci sia una voce diversa dal coro. Il duopolio PdL-Pd viaggia su un'unica strada, le differenze sono poco marcate. L'ambizione dell'associazione e del partito che ne sarà, è di tornare ad essere protagonista al governo del Paese. C'è bisogno di tempo e di un confronto serrato con tutto il centrosinistra, ma a condizione che il Pd decida di cambiare linea.

In alcuni casi, centrosinistra e Sinistra riescono ancora a stare insieme. E' il caso della Regione Puglia. Merito solo di un leader carismatico più forte delle differenze?
La mia è una risposta di parte. Una fetta consistente del successo della giunta Vendola risiede nelle capacità del nostro presidente che ha dimostrato un pragmatismo non indifferente, intervenendo, molto spesso in prima persona, per dirimere le questioni più complicate. Detto questo, l'esempio della Regione Puglia dimostra come non vi siano difficoltà di convivenza se si incentra l'agire politico sulle esigenze delle persone, sulle difficoltà e sul riscatto delle Regioni, in particolare quelle del Sud. Con un po' di buon senso, ritengo che si potrà governare ancora insieme.

Problema della sanità. Vendola ha vinto le elezioni per reazione al piano di riordino ospedaliero di Fitto, che aveva creato molti malumori nelle comunità locali. Trani ne è un esempio. Tante promesse ma da allora poco è cambiato. Concorda?
E' innegabile che, in campo sanitario, la giunta Vendola stia affrontando le difficoltà maggiori. Manca ancora un anno e mezzo alla fine di questa esperienza di governo. Spero che nei prossimi mesi ci possa essere un'inversione di tendenza. La sanità, rappresenta uno dei problemi cronici del Meridione d'Italia, non credo possa bastare una legislatura per cambiare le cose.

La difesa d'ufficio non basta. Furono fatte delle promesse abbastanza precise.
Ripeto: manca ancora un anno e mezzo al termine della legislatura. Le somme vanno tirate alla fine. Le difficoltà nella sanità, però, non offuscano i meriti dell'esperienza di governo pugliese. L'operato della giunta Vendola rappresenta la punta di diamante dell'intero Mezzogiorno. Gli ottimi risultati conseguiti, vengono riconosciuti in tutta Italia. Penso, ad esempio, al modo di affrontare le questioni ambientali. La Puglia è una delle Regioni all'avanguardia in questo campo. E ancora, non possiamo dimenticare Bollenti Spiriti. Migliaia di giovani pugliesi stanno avendo la possibilità di studiare e formarsi fuori Regione. Nei prossimi anni torneranno per portare in Puglia le loro esperienze, maturate grazie a questa opportunità che il governo Vendola ha saputo fornire investendo parecchi soldi nell'istruzione dei suoi giovani.

Come valuta il dietrofront sui termovalorizzatori? E' una svolta ideologica?
E' una domanda da fare all'assessore Losappio. Personalmente, sono sempre contrario alla politica dei termovalorizzatori, anzi degli inceneritori. La prima battaglia che va fatta è di portare a due cifre, in tutti i Comuni, la raccolta differenziata, altrimenti non ha senso parlare della realizzazione di inceneritori nelle nostre città.

Si parla di voler arrivare al 55%. Utopia se si leggono i numeri di oggi.
Non credo. Ci sono Comuni, come Molfetta e Corato, che hanno fatto enormi passi in avanti. A prescindere dal colore politico, l'incremento dipende dalla volontà delle singole amministrazioni locali. Focalizziamo i nostri sforzi sull'aumento della differenziata prima di pensare a soluzioni diverse e più drastiche, atteso che non siamo in piena emergenza. L'amministrazione comunale di Trani deve far sì che la differenziata raggiunga risultati soddisfacenti, a due cifre, incentivando le persone attraverso il passaggio da tassa a tariffa. Solo così il cittadino sarebbe maggiormente incentivato a differenziare i rifiuti prodotti.

Torno alla domanda precedente: la Regione ha però riconosciuto che il ciclo dei rifiuti vada chiuso con impianti di termovalorizzazione.
Resto della mia idea. Se i Comuni si impegnassero a portare la differenziata a cifre importanti, l'impianto di termovalorizzazione a quel punto diventerebbe superfluo. Non sarà facile raggiungere gli obiettivi prefissati, c'è necessità che tutti i Comuni facciano la loro parte, così come la Regione e lo Stato.

Mentre noi amabilmente discutiamo, a Barletta bruciano i rifiuti in un impianto non preposto. A Trani sul progetto di realizzazione del termovalorizzatore si sono fatte manifestazioni di piazza. Adesso nessuno protesta.
Se a Barletta si bruciano i rifiuti in una cementeria, a maggior ragione non si può giustificare il progetto di realizzazione di altri impianti di incenerimento nella zona. Sul caso di Barletta, credo sia compito degli organismi competenti valutare l'impatto ambientale delle emissioni.

L'associazione "Per la Sinistra" si è posta una scaletta di priorità sulle questioni locali?
Il percorso dell'associazione è agli inizi. Nei prossimi incontri discuteremo delle priorità da darci anche a livello locale e amminitrativo. Colgo l'occasione del Caffè Con per invitare tutte quelle persone che si sentono di Sinistra a condividere il progetto ed a partecipare alle nostre riunioni.

Così ha parlato l'ex segretario di Rifondazione Comunista. Un'ultima domanda: il partito in cui Lei ha militato per 15 anni è diventato per davvero "una casa di spettri" come ha detto Nichi Vendola?
Negli ultimi mesi c'era assoluta incomunicabilità tra le varie correnti, vivevamo da separati in casa. Una parte ha deciso di restare, noi siamo confluiti in un movimento. Per il bene del Paese mi auguro che queste due forze, un domani, riescano a ritrovare la via del dialogo.
9 fotoUn caffè con Vincenzo Ferreri
Un caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo FerreriUn caffè con Vincenzo Ferreri
Vincenzo Ferreri, ex segretario di Rifondazione Comunista, tra i firmatari dell'appello per la costituzione dell'associazione "Per la sinistra", è l'ospite di questa settimana della rubrica "Un caffé con...", firmata dal direttore Biagio Fanelli. Ferreri e Fanelli si sono incontrati negli studi di Radio Canale 93.
  • Vincenzo Ferreri
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