Un caffè con...

Un Caffè con Mimmo Briguglio

Le interviste del direttore di traniweb

Domenico Briguglio, consigliere comunale. Ma di quale partito?
In quota al popolo. Lo conferma la mia storia politica.

Lei dunque non è un consigliere del Pd?
Assolutamente no. Nessuno può vantarsi di avermi in quota.

Come spiega questo continuo girovagare politico? Opportunità o fuga da logiche di partito che non le appartengono?
Sono fughe dalle logiche di partiti che antepongono gli interessi personali agli interessi del popolo.

Nel corso della sua storia è passato con disinvoltura da destra a sinistra. Troppa?
Rincorro progetti politici e la gente premia le mie scelte. Non è un caso che sia, da sempre, fra i più suffragati in città.

Non a caso si è candidato un sacco di volte, cimentandosi in tutte le competizioni elettorali possibili.
La classe politica tranese non è mai riuscita ad esprimere un candidato all'altezza della situazione. Siamo stati, sempre, sotto le grinfie di politici di altre città. Le mie continue candidature vanno lette come un costante messaggio ai cittadini: se si vuole, si può cambiare, portando alla ribalta un politico di Trani. Credo di averlo dimostrato, ottenendo candidature di prestigio, fra cui quella al Senato, alla Camera dei Deputati, alle Regionali. Non è roba da poco. Se i tranesi non si vendono, possiamo avere l'opportunità di non venedere la città ad altri.

Adesso arrivano le prime elezioni Provinciali della Bat. Lei era partito con una provocazione, ipotizzando per sé una candidatura alla presidenza di stampo tranese. Adesso un candidato tranese c'è, ma è De Feudis.
Se la sua candidatura fosse confermata, ne sarei contento. Barletta ha espresso un candidato presidente, Andria probabilmente esprimerà il suo. Altre città con meno storia delle nostra hanno proposto dei nomi, non a caso il candidato del Pdl è canosino. Solo Trani si era tirata fuori dal discorso. Il che significa non avere una classe politica all'altezza. In politica, però, le sorprese sono sempre dietro l'angolo.

Nell'area di centrosinistra, c'è stata la fuga in avanti dell'Italia dei Valori che ha proposto De Feudis alla luce delle esitazioni del Pd. Si sta ripetendo, in ambito provinciale, quello che è accaduto a Trani alle ultime amministrative?
A Trani non siamo mai riusciti a decidere perché non abbiamo persone che sappiano farlo. La politica è fatta in piccoli sgabuzzini dalle solite persone contro cui mi sono sempre battuto, sia a destra che a sinistra.

La sua è una critica al Pd?
Sicuramente sì. Abbiamo visto che cosa è stato in grado di fare in questi anni. Alle ultime comunali, la mia sarebbe stata un'ottima candidatura a sindaco. Non hanno voluto, perché non mi piegavo alle loro decisioni. Ci hanno messo sei mesi per scegliere un nome. A quaranta giorni dalle votazioni è spuntato l'agnello da sacrificare, Carcano. Ed il risultato lo avete visto tutti.

Eletto nella lista dei Socialisti, mesi dopo ha abbracciato il progetto del Pd.
Ero transitato nel Pd per ordini superiori, non certo per mia volontà. Nessuno, però, mi può gestire. Nei quattro anni precedenti, avevo svolto un grande lavoro sul territorio con il partito dei Socialisti Autonomisti. Dopo il passaggio, obbligato, nel Pd, mi sono reso conto che il modo di far politica era diverso.

La rottura definitiva fra Lei ed il Pd è stata sancita al momento dell'elezione del vice presidente del Consiglio. Il suo intervento in aula non piacque assolutamente ai dirigenti del partito.
Ricordo quell'episodio. L'opposizione doveva trovare convergenza su quella nomina perché è l'unica che permette di esercitare un controllo politico sulla maggioranza. Storie di botteguccia hanno fatto sì che esplodesse il caso, non l'unico a dire il vero.

Ma quali sono i mali del Pd tranese?
Esiste il Pd a Trani? Non lo vedo fare battaglie costruttive, non vedo alcuna progettualità. Un'assenza completa.

Eppure l'attuale capogruppo è fra i più accaniti critici dell'amministrazione Tarantini.
E' l'unico a fare opposizione, ma senza render conto al partito. E' una lotta politica personale. Avrà i suoi motivi per portarla avanti.

In Consiglio Comunale è fra i più assenti. Anche nelle commissioni si è visto raramente. Perché?
Non accetto logiche perverse. Quando ho fatto il Presidente del Consiglio, ricordo le continue esortazioni nel far svolgere le Commissioni. E difficilmente si tenevano nonostante la valenza politica. Da quando i consiglieri comunali non percepiscono più lo stipendio ma vanno avanti con i gettoni di presenza, assistiamo a convocazioni quasi giornaliere di riunioni di Commissione. Non c'è un progetto politico serio da portare avanti, ma solo una corsa all'emolumento. Lo stesso discorso vale per le riunioni di Consiglio comunale dove l'opposizione dimostra di non avere alcuna progettualità. Contro una maggioranza così forte dal punto di vista numerico, non si può campare solo di rimostranze. Bisognerebbe andare oltre la critica, costruire e proporre un'alternativa politica. Non serve a nulla limitarsi a dire che è tutto sbagliato.

Ma per far questo servirebbe un'opposizione unita. Invece oggi abbiamo tante opposizioni.
Ha ragione. Alle ultime amministrative si è andati spaccati, ancora oggi in Consiglio Comunale sopravvivono tanti partitini che non hanno nessun tipo di collante amministrativo fra loro. Questo modo di far politica non fa onore alla città.

Cosa bisogna fare?
Cambiare gli uomini. Gli attuali dirigenti fanno parte della vecchia guardia, sono portatori di vecchie logiche. Non fungono da sprono né per i giovani politici e né per i meno giovani che sono animati dalla voglia di fare realmente politica.

Tornando al discorso delle Commissioni, La sua ha competenza in materia di polizia municipale e di personale. Le pongo alcune domande su argomenti attinenti. Cominciamo dai T-red.
Trani non ha bisogno di questi apparecchi. L'amministrazione non può far cassa ai danni dei cittadini con gli autovelox.

Personale. Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi mesi. Di contro, i dipendenti hanno rimarcato che nulla è stato fatto per migliorare le condizioni lavorative, prendendosela con i dirigenti. Lei che pensa? Il malfunzionamento della macchina amministrativa va attribuito all'organo politico o all'organo dirigenziale?
L'organo politico dovrebbe essere al di sopra di tutto. Se c'è un indirizzo ben preciso, i dirigenti non possono che adeguarsi. Sulla questione dei dipendenti sono dell'avviso che, per avere, bisogna anche dare. Ma c'è troppa confusione per far coincidere le due cose.

La giunta è monca da diversi mesi. E' un freno per la città?
Non è un assessore, in più o in meno, a determinare la velocità dell'amministrazione. La giunta, anche così, può fare ciò che vuole, nel bene o nel male. Tanto l'opposizione non c'è.

Cosa pensa della proposta di convocare mensilmente dei Consigli Comunali riservati soltanto ai preliminari ed alle interrogazioni dei consiglieri?
Sono favorevolissimo. E' una proposta che va avanti fin dai tempi in cui il sottoscritto era Presidente del Consiglio Comunale. Il consigliere ha il diritto e la necessità di esprimere le problematiche e di chiedere chiarimenti al sindaco ed alla giunta. Aspettare quattro o cinque mesi per avere a disposizione un spazio di qualche minuto mi sembra decisamente penalizzante.

Voterà il Pug?
Non ho idea di come sia fatto. Sto aspettando le osservazioni. Se sarà necessario, lo farò sicuramente.

Che idea si è fatto del piano urbanistico?
L'unica domanda che dobbiamo porci è quella relativa alle ricadute, economiche e sociali, che il piano avrà sul territorio. Vorrei che si evitasse di mettere su soltanto edifici. La città ha bisogno di risposte in campo occupazionale e di aree che favoriscano la nascita di importanti insediamenti industriali ed artigianali.

Il problema del lavoro è parecchio sentito. La storia della Franzoni è sintomatica. Cosa può fare l'amministrazione per dare risposta a chi è inoccupato?
L'amministrazione deve chiarire cosa vuol fare, concretamente, per il rilancio del turismo. Per prima cosa andrebbero sbloccate tutte le pratiche in giacenza a Palazzo di Città per l'apertura di nuovi alberghi e ristoranti. In secondo luogo, bisognerebbe spingere i giovani verso forme di lavoro alternative, in ambito artigianale, sfruttando la vocazione marinara della città e la peculiarità del nostro porto. E, cosa non marginale, dare ascolto alle associazioni, rendendole partecipi delle decisioni.

Come si fa turismo a Trani?
In maniera disorganizzata. Molti Comuni riescono a sponsorizzare la propria città attraverso le agenzie di viaggio, noi no. Ci manca spirito di iniziativa.

Il presidente del Senato, Schifani, ha detto che è arrivato il momento di costruire nuovi casinò soprattutto nel centro e nel sud del Paese motivando la sua idea col fatto che potrebbero suscitare benefici per l'economia di settore. A Trani se n'è parlato in passato. Che ne pensa?
Ero Presidente del Consiglio quando si discusse la possibilità di aprire un casinò a Trani. Non se ne fece nulla anche a causa dei forti contrasti con la Chiesa. Credo che Trani sia l'unica città della Regione che possa ambire ad una candidatura di questo tipo. L'idea sarebbe da riproporre, i tempi sono cambiati, sicuramente maturi. D'altronde oggi si spendono più soldi con i gratta e vinci che davanti ad una roulette, si pratica più gioco d'azzardo nei tabaccai che nei casinò, luoghi ben vigilati e off limits per i residenti. Il Comune di Sanremo incassa qualcosa come 800 milioni all'anno dal casinò.

A noi i soldi servirebbero eccome, alla luce dei conti in rosso del Comune. Un problema, quello economico, che accomuna molte altre amministrazioni. E quasi tutte stanno avallando il discorso della vendita di beni immobili.
M'interessa poco ciò che fanno gli altri. Trani potrebbe far cassa anche senza vendere. Le possibilità di introitamento ci sono. A Trani si ingaggiano lotte con i commercianti per l'occupazione di suolo pubblico. Sono a favore di una politica di liberalizzazione: diamo a tutti la possibilità di investire come meglio si crede, gli imprenditori pagherebbero volentieri più tasse.

Un'idea molto di destra.
E' l'idea di uno che sa bene cosa significhi non poter lavorare.

E come la mettiamo con la scarsa capacità d'accoglienza ed i noti problemi infrastrutturali del territorio?
Se si creassero delle attrattive sul territorio, se la Bat diventasse un luogo turistico d'interesse, il discorso cambierebbe.

Emergenza rifiuti. Da questa settimana a Trani arrivano 130 tonnellate di rifiuti in più al giorno. Il dibattito resta aperto: discarica o termovalorizzatore?
Ho chiesto vanamente in Consiglio Comunale che fine abbia fatto quel progetto di Amiu sullo smistamento dei rifiuti. A Trani non dimentichiamoci che non è mai entrata in funzione la ricicleria. In passato ammetto di aver osteggiato il progetto del termovalorizzatore. Riconosco che questi impianti, adesso, hanno livelli così elevati di sicurezza che mi farebbero propendere per il sì.

Cosa pensa del fatto che la Provincia di Bari abbia deciso, senza preavviso, di disporre dell'impianto di Trani per scaricare tutti i rifiuti del Bacino Bari 4?
Mi devo ripetere: non abbiamo una classe politica all'altezza. Trani resta una città suddita delle decisioni altrui. Non a caso il nostro Santo Patrono era amante dei forestieri.

All'Amiu, l'amministratore delegato ha rimesso le deleghe e si va avanti senza. La giunta è decimata e non ci sono state sostituzioni. Siamo all'immobilismo?
Questi deficit dovevano essere contestati dall'opposizione che è del tutto assente.

Ripete sempre questa frase. Non salva proprio nessuno della minoranza?
No. Assolutamente no. Qualche consigliere si dimena, ma l'opposizione si fa in ben altra maniera. Dovremmo esprimere in fatti concreti ciò che l'amministrazione non è in grado di fare. Non mi sembra sia mai successo. Siamo di fronte ad un'opposizione sterile.

Elezioni provinciali, la campagna elettorale è alle porte.
Meglio sarebbe stato se questa Provincia non fosse mai nata. E' composta da città con culture diverse, che parlano lingue diverse. Nel giro di dieci chilometri avremo tre capoluoghi che mai riusciranno ad andare d'accordo. Poi vengono tutti gli altri Comuni con le loro differenze. Con queste premesse sarà veramente difficile partire. Alla base della nuova Provincia non c'è mai stato un disegno politico comune tra le forze politiche.

E Domenico Briguglio che farà?
Sicuramente non starà a guardare. Cercherò di ritagliarmi uno spazio nel prossimo consiglio provinciale, restando al di fuori dalle logiche dei partiti.

Con chi?
In tanti mi stanno offrendo la candidatura. Per opportunità loro, sia chiaro. La decisione finale, però, spetta al sottoscritto. Devo scegliere qual è la compagine più seria.

Non ha preclusioni di alcun tipo?
Non ho alcun tipo di preclusione. E' il progetto che m'interessa. E non farò sconti a nessuno.

Cosa pensa dei candidati alla presidenza? Salerno, ex diessino, si è messo in proprio, trovando convergenze bi-partizan.
Un po' mi riconosco in quello che ha fatto. Ha avuto il coraggio di esprimere una posizione chiara, di affrontare questa battaglia da solo, senza guardare in faccia nessuno.

Quindi si candida con le liste di Salerno?
Non ho detto questo. Mai dire mai comunque.

Ai tranesi vuol dire qualcosa?
Di non prestarsi più ai soliti giochetti elettorali, di andare alle urne non per ricambiare un favore o perché si candida un amico, ma per esprimere un voto diverso, valutando i programmi e gli uomini. Se Trani non saprà scegliere bene i suoi politici resterà il fanalino di coda della sesta Provincia.

Teme errori nelle scelte dei candidati da parte partiti locali a tutto vantaggio dei candidati delle altre città?
E' già successo in passato, vittima anche il sottoscritto. Può succedere anche stavolta. La possibilità che si rimanga al palo è concreta. Nelle altre città sono più furbi. Farsi la guerra reciproca a Trani sarebbe un errore imperdonabile.
10 fotoUn caffè con Mimmo Briguglio
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Domenico Briguglio, consigliere comunale d'opposizione, è l'ospite di questa settimana della rubrica "Un caffé con...", firmata dal direttore Biagio Fanelli. Briguglio e Fanelli si sono incontrati negli studi di Radio Canale 93 stereo.
  • Domenico Briguglio
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