Amedeo Bottaro in discarica
Amedeo Bottaro in discarica
Politica

Il caso della discarica, Maria Grazia Cinquepalmi ed il trucco dei 10milioni che ipoteca il futuro di Trani

L’analisi dell’avvocato ed il "gioco delle tre carte" tra Comune e AMIU: un debito occulto milionario mascherato da convenzione di fine mandato

La gestione della discarica di "Puro Vecchio" torna a scuotere i palazzi del potere a Trani, e questa volta non si parla solo di ambiente, ma di un vero e proprio "terremoto contabile". Al centro della denuncia dell'avvocato Maria Grazia Cinquepalmi c'è l'ultima delibera approvata dal Consiglio Comunale (con il solo voto contrario di Fratelli d'Italia), che ratifica una convenzione tra l'Ente e la partecipata AMIU. Secondo la Cinquepalmi, quella che viene presentata come una normale operazione di continuità gestionale è, in realtà, un'operazione di "cosmesi di bilancio" per nascondere un debito enorme: oltre 10 milioni di euro prelevati dal fondo vincolato per la post-gestione e mai restituiti. Attraverso un meccanismo di "compensazione" giudicato improprio, l'Amministrazione starebbe tentando di sanare un buco decennale scaricando oneri operativi insostenibili su AMIU, privandola della liquidità necessaria per gestire i rischi ambientali (percolato e biogas) dei prossimi trent'anni. Un "baratto" che, secondo l'esponente di centrodestra, mette in salvo gli equilibri politici di oggi a scapito della sicurezza dei cittadini di domani.
  • Il comunicato stampa
"Questa volta il gioco delle tre carte non funziona. Un consiglio comunale usato come "scudo" per atti gestionali del passato.
Il consiglio comunale ha approvato una convenzione tra comune di Trani e la partecipata Amiu, che non è un atto tecnico, ma un tentativo disperato di fine mandato per coprire un buco che denuncio da anni.
Il nodo è semplice e drammatico: nel 2016, un'ordinanza sindacale, ratificata dall'allora consiglio comunale, ha autorizzato il prelievo dal fondo post gestione della discarica di Puro Vecchio vincolato. Io pensavo che l'importo ammontasse a 9 milioni di euro, oggi apprendo che il prelievo ammonta a ben 10 milioni e 190 mila euro.
Oggi quelle responsabilità sono passate come per magia al consiglio comunale in carica. Quei soldi erano il salvadanaio vincolato per la sicurezza ambientale e gestione della discarica dei prossimi trent'anni. Oggi, a distanza di dieci anni, non abbiamo ancora una rendicontazione chiara di come siano state spese quelle somme.
Ma c'è di più. Le nostre rimostranze degli anni passati erano, e sono, più che fondate: il bilancio comunale non conteneva, e continua a non contenere, il debito di 10 milioni di euro nei confronti di AMIU. Questo è il punto politico e contabile centrale: il Comune ha un debito enorme verso la sua partecipata, ma ha scelto di non scriverlo nelle carte ufficiali per far apparire i conti in ordine. E oggi, in fretta e furia prima delle elezioni, qualcuno sta cercando di mascherare questo debito con una convenzione che definire assurda è poco.
Cosa state facendo con questo atto? State decidendo in maniera arbitraria che il Comune non restituirà quei soldi. Invece di un bonifico per rimpinguare il fondo post-gestione, proponete un 'baratto': AMIU dovrà chiudere il terzo lotto della discarica – con un progetto al ribasso da 9,8 milioni scelto solo perché la cifra 'pareggia' quasi perfettamente il debito – e il Comune compenserà la spesa con i debiti del passato. È un gioco delle tre carte sulla pelle della città.
Riporto le parole del sindaco: 'Noi alle future generazioni non stiamo lasciando niente, neanche i debiti che invece abbiamo trovato 10 anni fa'. La questione non è come la racconta:
  1. AMIU sta restituendo i soldi (3 milioni del 2014), ma il Comune non restituisce i 10 milioni.
  2. AMIU lavora, metterà in sicurezza il III lotto, ma il Comune non paga, usando il trucco del 'deconto'.
  3. Il Comune si libera di un debito occulto di € 10.190.000,00, scaricando tutta la responsabilità operativa e finanziaria su AMIU.
Inoltre, ribadiamo che i € 10.190.000,00 dovuti dal Comune di Trani ad AMIU sono destinati esclusivamente alla post-gestione. Qualsiasi tentativo di compensare tali somme con i costi di chiusura del III lotto risulta improprio, trattandosi di spese afferenti a una fase distinta. Comprendiamo perfettamente la vostra difficoltà: riportare oggi un debito di oltre 10 milioni nel bilancio comunale significherebbe ammettere anni di omissioni contabili e mettere in crisi gli equilibri finanziari dell'Ente. Ma nascondere la polvere sotto il tappeto di questa inutile convenzione di fine mandato non risolve il problema, lo sposta solo sulle spalle della futura amministrazione.

È bene che chi verrà dopo di voi sappia come stanno realmente le cose. Questa convenzione carica AMIU di oneri insostenibili e la priva della liquidità necessaria per gestire il percolato e il biogas per i prossimi decenni. State svuotando il futuro ambientale di Trani per salvare il vostro bilancio di oggi. La sicurezza dei cittadini e la stabilità della nostra azienda municipalizzata non possono e non devono essere merce di scambio per una chiusura di mandato che calpesta la trasparenza e la verità contabile. Maria Grazia Cinquepalmi (Trani 2026)
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