mare chiazze
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Cronaca

Un tratto del mare di Trani tra i peggiori della Puglia

E' l'allarme lanciato questa mattina da Goletta Verde. Oscar dell'inquinamento di Legambiente per la nostra città

Sono 9 i punti critici emersi in Puglia dal monitoraggio effettuato dal laboratorio mobile di Legambiente, quattro dei quali risultati fortemente inquinati. Sotto accusa foci dei fiumi, canali e scarichi non depurati. Massima allerta per il prelievo effettuato sul Lungomare di Trani che anche quest'anno desta serie preoccupazioni per gli altissimi livelli batteriologici riscontrati. Questo in sintesi è quanto emerso oggi in conferenza stampa a Bari dal monitoraggio scientifico di Goletta Verde, la popolare campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate solca il mare italiano per monitorarne la qualità delle acque e dei litorali, realizzata anche grazie al contributo del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, di Corepla, Consorzio Ecogas e Novamont. Ad illustrare i dettagli della istantanea scattata dai tecnici di Legambiente sul livello di inquinamento microbiologico delle acque regionali, questa mattina erano presenti Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, Angela Barbanente, Assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia, Giorgio Assennato, direttore Generale ARPA Puglia, Annalisa Perelli, responsabile relazioni esterne Novamont e Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU.

Il prelievo pugliese che vince l'oscar dell'inquinamento è quello realizzato nel comune di Trani, dove il campionamento realizzato presso lo scarico di fogna che insiste sotto l'arco nei pressi della Villa Comunale riporta valori di inquinamento microbiologico talmente alti da risultare non quantificabili.

«Anche in Puglia non possiamo che evidenziare la situazione di inquinamento causata da alcune foci, indice di una mancata depurazione nell'entroterra, e da scarichi fognari non a norma o abusivi - dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. Un problema che purtroppo accomuna l'Italia intera. E' dal 1998 che il nostro Paese avrebbe dovuto mettersi in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la copertura del servizio in Italia arriva appena al 70% degli abitanti, lasciando una ampia parte della popolazione sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il termine ultimo per adeguarsi - continua Ciafani - era stato fissato a fine Dicembre 2005, ma a molti anni di distanza il "Belpaese" si ritrova con un sistema ancora deficitario e con l'ennesima procedura d'infrazione europea aperta a suo carico. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta Ufficiale europea del 29 gennaio 2011 sono 168 i Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto trattamento dei reflui urbani. Oltre il danno economico dovuto all'infrazione, ci sono poi le gravi conseguenze ambientali e sanitarie: questa situazione incresciosa riguarda anche 12 comuni della Puglia censiti dalla Commissione Europea, che si affiancano ad altri abitati non ancora allacciati alla rete di fognatura e depurazione che scaricano abusivamente nell'ambiente. Chiediamo pertanto alle autorità competenti di sanare quanto prima per sanare queste situazioni».

«Le criticità ancora presenti sul fronte della depurazione non mettono in discussione comunque la qualità ambientale del nostro mare - commenta Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia -. Esempi evidenti delle pratiche virtuose che già caratterizzano il nostro territorio, sono le località pugliesi premiate con le vele della Guida Blu 2011 di Legambiente e Touring Club Italiano, la bussola per le vacanze sostenibili che anche quest'anno torna a segnalare le migliori località di mare per trascorrere una vacanza all'insegna di natura e acqua pulita, ma anche eccellenze enogastronomiche, paesaggi mozzafiato, luoghi d'arte e ambiente tutelato. Nella classifica di quest'anno - continua Tarantini - la Puglia rimane stabile al secondo posto dopo la Sardegna per numero di vele. Sono 36 le località pugliesi e 32 le spiagge, che Guida Blu 2011 consiglia di visitare per paesaggi, accoglienza turistica, fondali particolarmente interessanti, luoghi d'interesse storico-culturale e pulizia del mare e delle spiagge. Mentre scendono a due i comuni che quest'anno premiamo con le 5 vele: Ostuni e Otranto, già premiate lo scorso anno. Siamo sicuri che sia possibile fare sempre di più e continueremo ad impegnarci sotto tutti i fronti per valorizzare il vero tesoro della regione: la sua meravigliosa risorsa naturale».

Il Monitoraggio scientifico - I prelievi alla base delle considerazioni di Legambiente, vengono eseguiti dalla squadra di tecnici, l'altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l'ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell'acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

In allegato i risultati delle analisi compite da Goletta Verde con i 9 peggiori tratti di mare in Puglia.
  • Mare
  • Legambiente
  • Guida blu
  • Arpa Puglia
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