Avviso di chiamata

Tiro al piccione

Si è scatenata una vera caccia all'assessore

Negli ultimi mesi si è scatenata una vera caccia all'assessore ai servizi sociali Rosa Uva. Un anomalo fuoco incrociato sia dall'opposizione, sia da meandri più o meno occulti del suo stesso partito, il PdL. «Quella sta pagando solo bollette» – «Pure io sono buono a fare l'assessore così» – «Assessore, lei fa solo sussidi a pioggia»: questi solo alcuni dei commenti pubblici e privati sull'operato dell'unico esemplare di "fimmina", come direbbe Camilleri, della giunta Riserbato. Stavolta nemmeno la nostra chiave critica e interpretativa dei fatti e misfatti della cosa pubblica tranese riusciva a decodificare il perché di tanta acredine, tanto "scuorno", nei confronti dell'assessora . Quando allora abbiamo chiesto alla diretta interessata il perché del fuoco incrociato, la risposta è stata candida e secca: «Gli attacchi da elementi interni al partito sono dovuti ad invidia; quelli esterni credo che derivino dal fatto che mentre fino a ieri si aiutavano sempre e solo le stesse famiglie disagiate, ora noi abbiamo cercato di allargare la cerchia ed il numero di quelle famiglie bisognose da aiutare e questo a qualcuno forse non va giù».

L'avevamo lasciata in grande spolvero durante le kermesse del Pdl alla presentazione dei candidati a Camera e Senato del suo partito (era stata inserita anche, seppur in posizione ineleggibile, in lista), la ritroviamo alle prese con la bassa, ma necessaria, cucina, della politica tranese, tra invidie di partito e attacchi dell'opposizione. A tal proposito la Nostra aveva anche intrapreso un'iniziativa fuori dai soliti canoni: aveva invitato per chiarimenti, nel suo ufficio, i partiti dell'opposizione che l'avevano attaccata. Buco nell'acqua: all'appuntamento non s'è presentato nessuno, tranne il nostro Biagio Fanelli, unico spettatore non pagante e curioso di vedere cosa si sarebbero detti. Alla fine si sarà preso un caffè con l'assessora rampante. Bene comunque, ma che maleducati quelli dell'opposizione, Pd e Udc, in testa, bidonare una signora così... La prossima volta un po' di bon ton, suvvia...

Le ultime donne a comparire sul proscenio politico tranese erano state Ines Fabbretti e Pina Chiarello, che hanno chiuso, almeno per il momento, la propria esperienza pubblica: una ha lasciato il Pd in piena bufera post – primarie, e non si è più vista, l'altra non è stata eletta nel PdL. All'orizzonte altre donne non se ne vedono e non vi nascondo che sarebbe salutare, a giudizio del sottoscritto, una maggior presenza di queste nella politica, a cominciare magari da qualcuna che possa essere candidata alla poltrona di primo cittadino. Invece niente, nemmeno una grillina. Mi segnalavano ultimamente una coppia di donne abbastanza attive come responsabili del movimento donne Udc, Francesca Lestingi e Donata Di Meo, ma penso che anche loro risentano dell'idiosincrasia tra cittadini e partiti (vedi anche l'ultima non sufficiente prova elettorale del loro partito). Certo l'altra metà del cielo della politica tranese non se la passa benissimo. Basti pensare ad un'altra delle ultime specie di donna in giunta, all'ultima vicesindaco, Giorgia Cicolani, mandata dal vecchio Pinuccio a presenziare quando c'era l'Inter che giocava e lui rimaneva a smoccolare a casa dinanzi all'ennesimo gol sbagliato. Se tutto va bene sono snobbate. Nel peggiore dei casi c'è il tiro al piccione. O tornano a casa o sono sole contro tutti. Un avviso di chiamata all'insegna della solidarietà. E buona Pasqua.
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