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Trani la città dei cantieri

Intervento di Mauro Spallucci (OMI Trani)

"Trani mediterranea" è veramente in costruzione? Dopo l'apertura dei cantieri edili, dei cantieri sociali, dei cantieri culturali, dei cantieri della partecipazione attiva, potrebbero nascere a Trani i cantieri del bene. E' necessario che in questi cantieri si lavori a pieno ritmo. In questi cantieri saranno chiamati le persone capaci di guardare dentro se stessi e capaci di cambiare testa e cuore per scegliere bene ciò che davvero importa e vale nelle vite personali e comunitarie che conduciamo. Questa è una via dura esigente, diritta e soprattutto senza bivi ambigui.

Però è la via indispensabile che non può e deve ridursi a teatro di baruffe stile "guardie e ladri" o, peggio, a scontri tra guardie mentre i ladri di beni comuni e di onestà se la ridono. Ovviamente per essere efficaci servirà la concordia. E' illogico che la nostra città ed i suoi cittadini siano divisi mentre dovremmo pensare a delle soluzioni condivise per le molteplici sfide e necessità di cui la nostra amata città ha estremo urgenza e bisogno. Ovviamente non possiamo prevedere il futuro né indovinarlo. Ma possiamo immaginarlo e costruirlo.

Visto che il futuro di Trani può essere opera degli attuali tranesi. La sfida è ancora una volta "Politica" e non soltanto economica. Infatti la politica deve orientare il futuro a favore della comunità. Occorre una visione di questo futuro. Possiamo chiederci di cosa dovrebbe dotarsi la città per vivere da protagonista del domani e non finire per essere una colonia che consuma beni venduti da altri ed affinché i nostri figli non fuggano?

MI domando, per esempio, se ci sono in città i servitori della città che fanno il loro dovere. Ed i servitori del bene comune cittadino sono i dipendenti del comune, delle municipalizzate, delle scuole, delle associazioni che ricevono contributi comunali, dei presidenti e consiglieri di amministrazione che offrono intelligenza, tempo e cuore verso gli altri. Basterà la semplificazione delle procedure per evitare che il burocrate da strumento del potere (esercitato in nome della comunità) continui a trasformarsi in detentore di potere personale (ed alcune volte per fini poco nobili).
Ovviamente per rispondere serenamente alle riflessioni innanzi dette è bene che ciascuno rifugga da atteggiamenti di schieramento, a logiche di amico/nemico e senza farsi trascinare in personalizzazioni che pure molti vorrebbero imprimere. Senza trattare come nemici della democrazia o della città coloro che sostengono tesi opposte. Senza pensare che chi nutre perplessità su alcune decisioni o delibere sia considerato un nemico del cambiamento. Demonizzare chi la pensa diversamente da te può suscitare l'applauso di chi ha interessi oppure non sa tenere la schiena dritti ma non è stato mai utile alla crescita democratica. A Trani come altrove.

Trani ha costruito nella la sua storia millenaria senza mai perdere la propria anima e facendo incontrare le diverse culture. Dando innanzitutto accoglienza ai forestieri, anzi integrandoli e facendoli diventare protagonisti della città. Protagonisti a pieno titolo del cammino verso lo sviluppo e la crescita dimostrando nei fatti che, a differenza di quanto avviene altrove, in quanto a Trani nessuno è dimenticato.

Ovviamente il dialogo tra i cittadini non è soltanto uno scambio intellettuale ma un percorso che si accetta di fare insieme. Poiché per ricostruire la città si ha bisogno di tutti. Per ora ne basterebbero, a mio avviso, 500 persone, adulte e mature. Si tratta dell'1% della popolazione capaci di rimboccano cuori, mani ed intelligenze creative generando i cantieri del bene. Non ci sarà nessuna crescita se si continua a litigare oppure a compiere azioni o fare delibere errate. Nella consapevolezza che al centro del nostra città bisogna mettere il lavoro nella sua accezione più ampia: libero, creativo, partecipativo e solidale, intellettuale, industriale, artigiano, agricolo, marittimo, informatico, ecc.

Soltanto riconoscendo il contributo delle persone già motivate che si può avviare la costruzione del futuro. Ciascuno con la propria cultura, intelligenza, creatività aprendo così una nuova stagione di rinascita. I benpensanti tranesi sanno che piegarsi al volere della maggioranza può non essere la politica migliore. Qualche volta una minoranza scelta potrebbe sapere meglio quali idee hanno il potenziale per far crescere e sviluppare la città. L'opposizione leale è un valore in quanto coesione e dissenso possono sembrare contradditori, ma è la combinazione di questi due elementi che fa arrivare sul tavolo di chi ha il dovere di decidere idee nuove.

Per trattenere anzi contenere o meglio evitare una cultura non democratica che può diventare un culto personale. Evitando così che si verifichi un ambiguo ed increscioso contesto: a parole ci si mostri disposti a prendere in considerazione argomenti e proposte ma si rimane attaccati al proprio punto di vista. Ovviamente questa strategia (o meglio questa democrazia sostanziale) funziona solo se chi dissente viene apprezzato e rispettato in modo chiaro e trasparente poichè se all'interno chi di decide il futuro della nostra città non c'è grado di tolleranza (puranche) verso le cattive idee la conformità comincerà a rialzare la testa: situazione da evitare, ovviamente, per non ritornare al passato. Se si vuole veramente cambiare è indispensabile ascoltare chi dissente perché potrebbe rappresentare la chiave per promuovere un pensiero originale di alto livello. Mirando, con l'apertura dei cantieri del bene, alla giusta altezza.

Le sfide che la nostra città ha dinnanzi sono grandi e certamente temibili, ma potranno essere sormontate e vinte solo se le sapremo affrontare con un sano realismo fatto di chiarezza di idee e lucidità d'intenti. Trani, nonostante le difficoltà che non sembrano mai tramontare, una bella città che ci invidiamo. Dobbiamo essere capaci di riconoscere il molto di buono che esiste e che è in grado di produrre nonostante spesso qualcuno voglia far prevalere immagini di sconfortante pessimismo annegate in una incomprimibile tentazione autodenigratoria. L'operosità popolare che si sviluppare con i cantieri del bene deve essere servita dai politici in azione e non imbrigliata.

I cantieri edili, sociali, culturali, di partecipazione attiva, possono diventare degli atelier per essere strumenti contro la crisi. Soltanto così' si potrà aggiungere una nuova tessera nella costruzione di Trani mediterranea.

Mauro SPALLUCCI - OMI TRANI
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