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Le Pagelle

Bollette di fuoco da Amet, ma anche fiori nel deserto: ecco le pagelle di Giovanni Ronco

I casi dell'assistente sociale Gemma Mele e del "buon samaritano" Lorenzo Fasanella

GEMMA MELE, voto 10: l'assistente sociale del Comune di Trani, molto conosciuta in città (andrà in pensione ad ottobre), non si è risparmiata in tempo e fatica, ed accompagnata da Carlo Di Meo (voto 10 estensibile per l'occasione) vigile utilizzato per gli spostamenti in auto del personale, senza chiedere nulla e senza farsi pubblicità (ora gliela facciamo noi che come sempre siamo venuti a conoscenza di una storia "di Palazzo", anche se stavolta di matrice umanitaria e non politica). La dottoressa si è recata prima a Bologna per prendere ed accompagnare dalla mamma con problemi di tossicodipendenza, una neonata di pochi mesi. Analoga opera di bene Gemma Mele l'ha compiuta per una bimba altrettanto piccola, da Terni, verso una comunità ad Ostuni. Circa tremila chilometri, col fido e noto Di Meo, per avvicinare mamme e figlie in questa spietata e torrida estate. FIORE NEL DESERTO.

LORENZO FASANELLA, voto 10: sarà una coincidenza ma dopo l'appello di Pinuccio Tarantini rivolto al sottoscritto perchè snobbasse i casi pietosi della politica locale, fioccano le storie di cittadini comuni meritevoli di lode e voto alto, per ordinarie e straorinarie storie di solidarietà. È infatti il caso del concittadino Lorenzo Fasanella, il quale trovatosi per ragioni familiari presso l'ospedale di Andria, si è imbattuto nel caso della ragazza polacca Justyna Plonka che, mentre percorreva un tratto di strada sotto il sole rovente presso Melfi, veniva colta da malore per forte colpo di calore. Da Andria la ragazza sarebbe poi stata trasferita a Bisceglie nella Casa della Divina Provvidenza, ad insaputa del fidanzato, Bartek Profus, che era con lei nel frattempo ed aveva "riparato" presso un vicino hotel adiacente il nosocomio andriese. Resosi conto che la fidanzata non era più in quell'ospedale, il giovane si sarebbe trovato in balia delle onde e del panico, in quanto nessuno sapeva parlare né il polacco né l'inglese. Chiesto "il cambio" ad un parente, il nostro Lorenzo si è offerto di accompagnarlo a Bisceglie (che il ragazzo non sapeva nemmeno dove fosse), nella struttura in cui era stata ricoverata la sua fidanzata. Era anche il giorno del suo onomastico, lo scorso 10 agosto. CALICE DI BONTÀ.

AMET & BOLLETTE, voto 0: ma non c'è niente da fare. Mi ero quasi convinto a seguire gli inviti a snobbare la politica, ma ecco le segnalazioni dei cittadini, giunte anche quando ero in vacanza, delle bollette "fuori di testa", inviate a decine e decine in questi giorni. Ecco perché non posso snobbare la politica: perché anche da quella "sbobba" e dalle ordinarie storie di squallore e retroscena pietosi, viene fuori una cartina di tornasole che consente ai cittadini di capire chi e come li governa, tra quelli che loro stessi avevano scelto e scelsero e sceglieranno, per rappresentarli: è una questione di impegno civico nei loro confronti (dei cittadini): è il mio modo di fare politica da questa parte della barricata. Come fai a non ironizzare (denunciando) su un ente che invia a tanti cittadini bollette già pagate ma col nome di un altro (e che si chiede di pagare); oppure bollette già pagate e che si chiede di pagare. File allo sportello, reclami, tanti cittadini che affogano nel nervoso e nella rabbia dell'ennesimo disagio di questa estate in cui ci si vanta per le acque reflue, per il depuratore e per i fondi del contratto di quartiere, ma si continuano a perdere di vista le priorità dell'ordinaria amministrazione (parcheggi – ora Giuseppe Tortosa non segnala più? – Benedetta fu l'STP – viabilità – idem; salute pubblica – discarica ; strade sporche, servizi ai cittadini: zero). Ed ora anche, come prima e più di prima con la sfida tecnologica Amet che suona come stridulo sberleffo: da una parte le App, dall'altra le bollette ad capocchiam. BOLLETTA DI CALORE.

SMENTITE E DINTORNI, voto 0: quando, raramente, ricevo qualche smentita dai politici, mentre mia madre si preoccupa perché davvero crede, come scrivono gli stessi politici, che la mia credibilità sia intaccata (e pure quella della testata per cui scrivo), io stappo sempre una bottiglia, perché trenta secondi dopo la smentita, addetti ai lavori, o anche semplici cittadini lettori, cominciano a fare indagini personali sulla questione trattata dalla smentita. Dopo di che brindiamo insieme. È bello vedere che ora i politici si siano messi a rilasciare "certificati" di credibilità ai giornalisti. Per fortuna resto convinto che quel certificato lo debbano rilasciare i cittadini che alla fine sono i veri giudici, la vera utenza: devono guardare i risultati della politica e del suo operato e quello di un giornalista e di un'intera redazione giornalistica che lavora rivelando retroscena e fatti che non verrebbero mai a sapere. Così quando chi smentisce, invece di dimostrare la sua tesi, si allontana dal discorso centrale facendo riferimento al giornalista che scrive cose che poi non si verificano (è vero il contrario ed i lettori lo sanno: vedi salti della quaglia, poltrone promesse ed arrivate, assessori assegnati e perfino la candidatura di Bottaro a sindaco – allora diedi la notizia nel mio blog-), non offre nulla al cittadino, ma apre un contrasto personale. Ecco perché non controreplico alle smentite, come mi avevano chiesto diversi lettori. LA SMENTITA E' NOTIZIA DATA DUE VOLTE.
  • Giovanni Ronco
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