Amedeo Bottaro
Amedeo Bottaro
Mazza e panella

Sospetti e rivelazioni: lettera a strascico per Amedeo

Mazza e panella di Giovanni Ronco

Nell'articolo di ieri abbiamo dato in esclusiva la notizia dell'invio di una lettera ad Amedeo da parte di cinque consiglieri di maggioranza. A distanza di poche ore dalla spedizione, emergono nuovi particolari sui contenuti dello scritto. La nostra fonte, che già ci consentì la rivelazione ai lettori, oggi ci fa sapere che nella lettera si torna con insistenza su di un tema scivoloso e già contemplato da fette di opposizione: il nodo Guadagnuolo, manco a dirlo.

I consiglieri vogliono, sostanzialmente, che il sindaco dica loro il perché sulla riconferma, giacché per giustificare un tale atto, non ci sarebbero grandi risultati da vantare come alibi per l'azienda. Anzi. Ci sarebbe poi un passo particolarmente commovente per non dire pietoso. La nostra fonte ci riferisce che i consiglieri sarebbero arrivati a sostenere che se il sindaco non condivide con loro scelte e decisioni, loro non sarebbero più nelle condizioni di dare risposte ai cittadini. Non che ne abbiano mai date tante, ma riteniamo particolarmente inquietante questa affermazione perché certificherebbe il completo scollamento delle istituzioni cittadine. Proprio quelle poste dalla democrazia rappresentativa a guardia dei diritti e dei bisogni dei cittadini.

Ma è anche un'arma a doppio taglio che si ritorcerebbe sui consiglieri in quanto la domanda sorge spontanea: ma non hanno lor signori consiglieri, estensori della missiva, fior di assessori di riferimento, in grado di riferire loro e condividere e farli partecipi, di quanto avviene nelle riunioni di Giunta? Non è in quella sede che le decisioni vengono prese? Non sono gli assessori do riferimento a dover a loro volta coinvolgere i consiglieri? A meno che Amedeo non sia arrivato a farsi delle riunioni di Giunta in solitario... il che non é perché gli atti sono sotto gli occhi di tutti e gli assessori ci sono.

Non vorremmo dunque che certe sortite con lettera, siano più pretesti per ricercare dei cosiddetti casus belli, piuttosto che rimboccarsi le maniche. A noi l'unica lettera che piace è quella scritta in "Totò, Peppino e la malafemmina": -signorina, siccome ci sta una grande moria delle vacche....-. Non vorremmo che ora ci sia una grande moria di assessori.... Perché andare avanti nei sospetti reciproci e nell'incomunicabilità? Se non si lavora con serenità e non si condividono le scelte del sindaco, si abbia il coraggio dei fratelli Capone: Totò e Peppino andarono a portare di persona la lettera alla malafemmina, chiedendo di andarsene e lasciando il nipote che si doveva prendere "la laura". O si dimettano loro o il sindaco intervenga per chiudere con un minimo di dignità, davanti alla città, il suo mandato.
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