Storie di città

Disegnando pareti: al via il tour dei nuovi Gardenya

Rosa Barca e le nostre storie di città

Disegnando pareti. Ecco da dove si ricomincia per sentirsi a casa. Lo sanno bene i Gardenya, la nota band tranese che, dopo un anno di silenzioso e produttivo allenamento musicale, riparte proprio da una stanza, per fissare nuove dimensioni musicali e di vita. Invasioni ed evasioni melodiche, effusioni sonore dal sapore rock, corde malinconiche e scariche di adrenalina: questi gli ingredienti del loro nuovo tour.

Ad un anno dall'ultima esibizione live, li ritroviamo attori e registi di una musica che è evoluzione, che è espressione di una evidente maturità artistica e biografica. Formatisi ufficialmente nel 2003, i Gardenya raggiungono il successo a partire dal 2005, con l'ingresso nel gruppo della voce di Nico Landriscina. La band affronta varie e fortunate partecipazioni a concorsi, manifestazioni e concerti, per poi passare alle registrazioni di vari demo ed alla realizzazione di due videoclip: Mellon e Con me non dormi, in rotazione da oltre un anno su Italia 1 nel programma Talent1. Tante le novità, frutto del percorso maturato in quest´anno di fermo dalle scene. Tra queste, la nuova formazione: oltre a Marco Porcelli alla chitarra, ci sono Natale Capurso alla batteria, Nico Landriscina alla voce , l'ingresso del nuovo bassista Antonio Russo, perfettamente integratosi nello stile melogrounge del gruppo e partecipe attivamente nella composizione dei nuovi brani.

Oggi la band ha prodotto ben otto canzoni, esito di un lungo e faticoso lavoro. Nate in sala prova, improvvisate qua e là, in cerchio con una chitarra in mano, sono il risultato di un grande spirito di collaborazione tra tutti i componenti del gruppo. «Sono venute fuori – dice il leader dei Gardenya - venature musicali che prima non c'erano. Io per primo, in molti pezzi, suono la chitarra acustica. Si tratta di una parte di me che da tempo volevo che esplodesse». I nuovi demo sono istantanee dal respiro centrifugo: si incontrano e si scontrano note che indossano la gonna, che hanno un telecomando, diventano polvere, si fanno elettricità, si commuovono. Divertire e divertirsi, ricucire cicatrici, urlare, protestare, guarire ferite, amare, ricordare o, più semplicemente, emozionare e farsi emozionare:questo è ciò che vogliono i Gardenya di oggi quando salgono sul palco.

La musica deve produrre un turbinio inarrestabile di sensazioni,deve funzionare, deve arrivare a tagliare lo stomaco. Il successo del primo live del 27 agosto a Trani è testimonianza di questo desiderio di arrivare come saetta negli animi e sconvolgere. Li abbiamo visti rimettersi in marcia con lo stesso impeto con cui li avevamo lasciati, impegnandosi loro stessi nell´organizzazione del concerto in piazza Teatro, occupandosi di tutti i particolari burocratici e tecnici che un evento del genere comportava grazie anche all´aiuto del Comune di Trani.

Progetti per il futuro? «Non mancano – dicono - ma preferiamo non esporci, restare con i piedi per terra. Per ora siamo impegnati in sala registrazione, poi ci dedicheremo al tour, facendoci trascinare da tutto ciò che è musica». Il mouse del rock si impegna a far camminare, fianco a fianco, il bianco ed il nero del sempre più smodato sistema operativo della vita. La musica dei Gardenya è proprio questo, è unire ed avvicinare ciò che sembra apparentemente lontano ed irraggiungibile e che con un microfono diventa vicino di casa. Perché – si sa - la musica è un vero e proprio collante esistenziale.
  • Gardenya
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