Un caffè con...

Un Caffè con Dino Marinaro

Le interviste del direttore di traniweb

Lei è diventato una calamita per querele. Rischiamo qualcosa anche con questa intervista?
No. Mi auguro di no. Tutte quelle che ho ricevuto sono di natura strumentale. La prima è stata superata bene. La sentenza ci ha dato ragione, siamo stati assolti perché il fatto non sussisteva.

Di quale querela sta parlando?
Di quella che gli amici di Forza Trani e di Alleanza Nazionale hanno fatto, in campagna elettorale, al presidente di "Prima di tutto Trani" per una lettera su questioni collegate all'Amiu. Si sentirono offesi e querelarono il mio amico Antonio Cirillo. Il Tribunale ci ha dato ragione. E non avevamo dubbi su questo.

Poi ce n'è una del comandante di Polizia municipale sulla questione degli incarichi legali affidati ai forestieri.
La mia era una critica politica. Come consigliere comunale penso di avere il diritto di poter fare della critica politica, su fatti poi incontrovertibili. Se le cose scritte non fossero vere, allora giustificherei la querela. In quella lettera, seppur con qualche lieve forzatura, sono espressi dei fatti che corrispondono a realtà. Faremo la causa comunque. E vedremo cosa deciderà il Tribunale.

Non c'è due senza tre...
Si, ne ho un'altra pendente, legata, come la prima, alla campagna elettorale per le amministrative. Un candidato di una lista della coalizione di centrodestra si sentì offeso per una mia denuncia contro ignoti e mi ha querelato. Non ho ancora capito il perché sia stato rinviato a giudizio. Risolveremo anche questa faccenda.

La sua è stata una campagna elettorale molto "animata". A capo di una lista civica, dichiarandosi "contro i partiti e contro quei partiti gestiti da politici non tranesi". Qualche giorno fa è stato nominato segretario cittadino di un partito che ha sostenuto Pinuccio Tarantini alle ultime amministrative. Cosa è cambiato da ieri a oggi?
Dino Marinaro è sempre lo stesso. Alle ultime comunali sono stato costretto a fare una lista civica perché difficilmente avrei trovato posto nelle liste dei partiti della coalizione di centrodestra. Dopo le dimissioni di Tarantini avevano eretto una barriera nei miei confronti, una barriera che ritengo debba essere politicamente superata perché Dino Marinaro era, è e sarà sempre, un uomo di centrodestra. In questo anno e mezzo di amministrazione sono stato all'opposizione ma in maniera critica e costruttiva, senza mai far sponda con il centrosinistra. Non ho mai partecipato a conclavi del centrosinistra, non ho mai condiviso la loro linea politica, ho sempre tenuto la barra dritta.

Appena nominato segretario cittadino della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Lei ha rilasciato una dichiarazione che cito testualmente: "Dino Marinaro resterà all'opposizione almeno fino a quando quest'amministrazione non cambierà in maniera sostanziale, se non radicale". Ci spieghi.
Mi riferivo alla Giunta comunale. Il dottor Tarantini ha un esecutivo che non funziona. Abbiamo un'amministrazione comunale che non funziona. Non lo dico io, lo dicono i fatti, anche recenti, che si stanno verificando in città: dalla perdita di un'infinità di finanziamenti all'assenza di progettualità. Abbiamo assessori che vanno radicalmente cambiati con persone più idonee all'attività politica e amministrativa. Ne abbiamo alcuni che si vedono a Palazzo di Città solo quando c'è riunione di Giunta, altri che vanno in Comune dieci minuti al giorno, altri ancora che non ci vanno per niente. Un'amministrazione non può essere retta da questa gente ed i risultati, scarsi, si vedono. Bisogna darsi una mossa.

Quindi Lei propende per un cambiamento radicale più che sostanziale.
Si. Anche il dottor Tarantini ha la grande opportunità per cambiare. Il Pug ormai è in dirittura d'arrivo, il suo obiettivo principale è virtualmente raggiunto, viva Tarantini che c'è riuscito. Ora può tornare ad essere il Tarantini del 2003, quello che conoscevamo, che amava Trani. Oggi molta gente ha cambiato idea su questo suo sentimento verso la città, è bene che lo capisca e che si dia da fare. Quanti assessori ha nominato? Nove? Beh, li cambiasse tutti e nove. Tutti, così non si offende nessuno.

I primi nomi del rimpasto Le piacciono?
Non corro dietro le voci. Di solito all'inizio si fanno i nomi da bruciare. Non so nulla sui papabili. Mi auguro solo che sappiano scegliere bene, che sappiano costruire una squadra vera e non un gruppo inesperto da lasciare alle grinfie di una sola persona. E non sto parlando del sindaco.

Le devo chiedere un giudizio sulle ultime vicende che hanno caratterizzato il dibattito politico locale. La consulenza legale alla Chiarello all'Amet e le nomine parentali nei collegi dei revisori di Amet ed Amiu.
Dei singoli non voglio parlare. Anche se parenti o compagni di studio, i nominati sono tutte persone rispettabili e capaci. Il problema è aver trasformato un'eccezione in qualcosa di più grosso, ossia l'aver esagerato nel nominare un cospicuo numero di persone vicine, vicinissime, a questo o a quel consigliere. Così si finisce sotto schiaffo, dando modo alla gente di parlare e malignare sull'etica dei consiglieri comunali.

Non ha risposto alla prima parte di domanda...
Dobbiamo capire il perché si sia giunti al conferimento di una consulenza esterna ad Amet e quali saranno le mansioni delle nuova figura contrattualizzata. Si dicono tante cose in giro. Un anno fa, qualcuno tirò fuori la storia che si volessero vendere a privati delle quote di Amet. Se n'è parlato sui giornali, se n'è parlato in Consiglio Comunale. Non vorrei che questa assunzione fosse finalizzata alla ricerca di compratori per Amet. Sarà mia premura far luce sulla vicenda.

E' sempre attento alle vicende di Amiu?
Ci sono due grandi nodi da sciogliere, legati alla ricicleria ed alla vicenda del biogas, due situazioni in fase di parenne stallo e su cui si dovrebbe procedere. Sulla ricicleria, voglio raccontare un aneddoto di qualche tempo fa che la dice lunga sulla preparazione dei nostri assessori. L'assessore all'ambiente, ossia quello preposto a seguire la vicenda dell'impianto, invitato da noi in commissione per relazionare sulla questione, si presentò ai consiglieri dicendo di non saperne assolutamente nulla. Ci dette appuntamento alla riunione successiva, convocata quindici giorni dopo, per argomentare e darci informazioni. Lo stiamo ancora aspettando.

Veniamo alla vita di Palazzo. Mi facevano notare che le sue note annoverano, puntualmente, tra i destinatari, anche la Prefettura. Non si fida molto della comunicazione all'interno del Comune?
Il discorso è diverso. Il Comune non risponde mai alle mie interrogazioni. A fronte di tante richieste di chiarimenti e spiegazioni, ho ricevuto solo una risposta dall'ufficio tecnico ed una dall'assessore alla Cultura, oltre che una querela dal Comandante di Polizia municipale.

Qualche mese fa, in una nota segnalò problemi e colpevolezze di ogni singolo assessorato. A distanza di tempo siamo curiosi di sapere se ha cambiato giudizio. Vogliamo provare?
Proviamo.

Sull'assessorato al Contenzioso, Contratti e Appalti, disse: "Si procede male, a passo di lumaca o non si procede affatto". Conferma il giudizio?
Cito due casi. Biblioteca e refezione. Per la Bovio abbiamo perso un finanziamento di centinaia di migliaia di euro che difficilmente si potrà reuperare, almeno per ora. Sulla refezione continuiamo a navigare a vista. Fino a martedì mattina non era pervenuta nessuna offerta per la proroga del servizio fino alla fine di dicembre. Presumibilmente, il servizio di mensa comincerà a gennaio, se tutto andrà bene e ci sarà un aggiudicatario. Qualcuno ha voluto boicottare una gara d'appalto che era pronta da aprile.

Andiamo avanti. Urbanistica, Viabilità, Lavori Pubblici, Centro Storico. Denominatore comune della sua critica era Afftatao, che Lei ha definito "Unico ingegnere imperante".
Sono anni che mi sgolo a dire che l'ufficio tecnico ha bisogno di almeno altri tre dirigenti. Il soprannome dell'ingegnere Affattato è l'Immenso. E' una persona validissima, capacissima, intelligentissima, ma si deve rendere conto, lui e l'amministrazione, che la giornata è fatta solo di 24 ore. Per svolgere tutti i compiti che gli hanno riposto fra le mani avrebbe bisogno di almeno 72 ore al giorno. Il motivo per cui è tutto fermo in questa città è la presenza di un solo dirigente in quella ripartizione. Decine e decine di carte al giorno da guardare, studiare, firmare. Non ha il tempo per far tutto. E non si riescono a rispettare le scadenze.

Nascono da queste oggettive difficoltà vicende come quelle del Cimitero.
Direi proprio di si. Anche sul Cimitero sono anni che denuncio determinate situazioni. La magistratura è intervenuta su una parte di queste, ravvisando situazioni di una drammaticità estrema, dal punto di vista ambientale e del decoro dei nostri defunti. La responsabile del Cimitero e la Asl hanno denunciato a più riprese i problemi, ma le richieste sono rimaste in qualche cassetto dell'ufficio tecnico. Per fortuna l'intervento della magistratura ha mosso le acque. Ma i problemi non finiscono qui: c'è da affrontare il problema dell'illuminazione, vanno verificati gli impianti di acqua e fogna, da risolvere il problema dei parcheggi, delle fosse comuni, delle edicole private e degli uffici. C'è tanto da fare. Suggerisco a Tarantini di pensare ad un assessore al Cimitero, per risolvere nel giro di qualche mese l'emergenza e ridare dignità a quel luogo.

Insomma, pollice verso sull'operato dell'ufficio tecnico. Tutta colpa del tempo che manca ad Affattato?
Le colpe vanno anche agli assessori che si interfacciano con quella ripartizione. Acella, ad esempio, non ha brillato molto.

In quella famosa nota, parlando dei Lavori Pubblici, Lei scrisse: "Acella, se ci sei, batti un colpo".
Come lavori pubblici siamo a zero. Ne dico una per tutte: Palazzo Carcano. I lavori sono fermi da anni. Perché? Di chi è la responsabilità? Suggerirei al capogruppo di Alleanza Nazionale di chiedere anche in questo caso una commissione d'indagine.

Di certo gli assessori non sono aiutati dalla macchina comunale.
E' una questione di scelte di uomini, soprattutto di funzionari e di dirigenti. I dipendenti sono frustrati per via di situazioni che tutti conosciamo. Alcuni impiegati non sono mai in ufficio, nessuno controlla, nessuno verifica i carichi di lavoro. Servirebbe più controllo nel Comune, più qualità.

Allora il City manager serviva realmente? L'ultimo è durato pochissimi mesi.
Aggiungo: e meno male! Il ruolo di City manager non si improvvisa. Bisogna avere le capacità per farlo e, soprattutto, l'esperienza. Un politico non può occupare quel ruolo, anche il più bravo e capace del mondo. Il Direttore generale deve dedicare tutto il tempo all'attività amministrativa, non può fare il direttore del Comune e badare contemporaneamente alle vicende del suo partito politico. Senza voler denigrare il lavoro di Laurora, resto dell'avviso che quello non fosse un posto per lui. Non si nasce City manager dall'oggi al domani. E' una figura che può essere utile alla causa del Comune di Trani, ma bisogna trovare una persona giusta, con, alle spalle, esperienze analoghe.

Tarantini pare abbia deciso di non avvalersi più di un Direttore generale. Esperimento bocciato?
Non c'è più Laurora e non c'è più il City manager. Avevano un accordo politico pre elettorale. Con le sue dimissioni, la casella è stata annerita definitivamente.

In attesa della verifica politica, anche la casella dell'assessorato alla Polizia municipale, all'Annona ed al Personale è rimasta annerita.
Mi sto ancora chiedendo come si faccia a restare per tutto questo tempo senza un assessore in un settore così importante della vita amministrativa. Devo pensare che il sindaco nutra così tanta fiducia nel dirigente che abbia ritenuto di lasciargli tutto questo potere nelle mani. Le cose però non sono andate così bene: stiamo avendo dei grossi problemi per una difficoltà oggettiva nel non poter gestire due ripartizioni senza il sostegno di un riferimento politico. Il sindaco ha tante incombenze, non può certo occuparsi di tutti i problemi dell'assessorato che ha assunto in pectore diversi mesi fa. Non dimentichiamoci che Tarantini non è un politico a tempo pieno, di mestiere fa il medico. E, come Affatato, non ha tutto questo tempo a disposizione da dedicare all'attività di medico, di sindaco e di assessore facente funzione.

E senza assessore, da quella ripartizione vengon fuori provvedimenti come quello dei T-red.
Mi auguro che non aprano mai le buste. E' un provvedimento poco redditizio per il Comune, oltremodo penalizzante per i cittadini, vantaggioso solo per chi vincerà l'appalto. Perché non hanno pensato di affidare il servizio ad Amet che ha anche la gestione dei semafori?

Ma Amet non ha già troppi guai a cui pensare? Perché dargli quest'altra incombenza?
E' tutta una questione di organizzazione. Non sarebbe un guaio, ma un'opportunità, economica e lavorativa, per allargare le competenze dell'azienda e dare risposte in ambito occupazionale.

Torniamo agli assessorati. I servizi sociali.
Esistono?

Non lo so. Dica Lei.
Abbiamo come assessore una donna su cui non ho nulla da eccepire sotto il profilo umano e professionale. Ma, con tutto il rispetto, non ha assolutamente quella capacità politica necessaria per ricoprire un ruolo delicatissimo, che richiede, oltre all'umanità che alla signora non manca, un impegno del tutto particolare. L'assessore Cicolani paga anche la lentezza di un ufficio organizzato malissimo e che non ha ancora le idee chiare sul da farsi.

Insomma. Non salva nessuno. Lovato?
Anche Lovato ha i suoi problemi. E' fra i più attivi, va avanti e indietro, si danna l'anima. Ma poi si ritrova coinvolto, con altri, nel marasma della refezione e della biblioteca. E' un'altra vittima della burocrazia dell'apparato comunale.

Visibelli?
Non so cosa faccia. Mi dicono che è sempre al Comune e che è sempre molto impegnato. Altro non so.

Le ho chiesto di Visibelli perché in quella nota sugli assessori non ne aveva fatto menzione.
Il suo assessorato è inutile, le deleghe a lui conferite potevano benissimo essere spalmate da altre parti.

Tralasciamo la domanda su D'Ambrosio, le chiedo un flash sull'assessore alle Finanze.
Ma si è dimesso? Mi era giunta voce che Pappalettera si fosse dimesso.

Siamo quasi in chiusura. Apriamo una piccola finestra su un caso sollevato da Traniweb nei giorni scorsi, quello relativo alla distribuzione in città della posta. Sono giustificate le lamentele dei cittadini sul servizio?
C'è un problema ascrivibile al personale addetto al recapito che è sottostimato. Per far fronte al problema, si fa ricorso, spesso, a ragazzi che provengono da agenzie interinali, giovani volenterosi che non hanno grande esperienza, spesso non sono neanche del posto e, quindi, non conoscono la città. Alcune volte non si presentano neanche, creando un disservizio e costringendo altri portalettere a sobbarcarsi la corrispondenza di più zone. C'è il volenteroso che non si ritira se non ha completato tutto il giro, come c'è chi, alla scadenza dell'orario di lavoro, si ferma e riporta indietro la posta senza aver finito di consegnarla. E non gli si può dir nulla.

Capitolo provinciali e chiudiamo. A Trani ci sono quattro collegi. Nel PDL vi contenderete un posto con gli altri partiti minori della coalizione?
Mettiamo un punto fermo. Il Popolo della Libertà è stato costituito da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Democrazia Cristiana per l'Autonomie. Poi si sono aggiunti tutti gli altri partiti "minori". E' chiaro che ci siederemo ai vari tavoli e valuteremo caso per caso. Io stesso mi darò da fare per incontrare quanto prima i segretari cittadini degli altri partiti per cominciare a ragionare sulle candidature. Ribadisco però che la Democrazia Cristiana per le Autonomie è parte costituente del PDL. Con Berlusconi e Fini c'era Rotondi, poi si sono aggregati tutti gli altri.

Come fa a sedersi ed a dialogare con il centrodestra locale quando in consiglio comunale è all'opposizione? Operazione di equilibrisimo?
In Consiglio comunale ho sempre votato secondo coscienza e mai seguendo la linea del centrosinistra. Sono un uomo di centrodestra, mi sento a mio agio nel Popolo della Libertà e continuerò a mantenere una posizione critica in ambito locale fino a quando non avverrà un rinnovamento radicale dell'esecutivo. Nonostante tutto, non avrò difficoltà nel partecipare agli incontri con le altri parti politiche del centrodestra in vista delle Provinciali. Sono due questioni del tutto indipendenti e separate.
8 fotoUn Caffè con Dino Marinaro
Un caffè con Dino MarinaroUn caffè con Dino MarinaroUn caffè con Dino MarinaroUn caffè con Dino MarinaroUn caffè con Dino MarinaroUn caffè con Dino MarinaroUn caffè con Dino MarinaroUn caffè con Dino Marinaro
Dino Marinaro, nuovo segretario cittadino della Democrazia cristiana per le Autonomie, è l'ospite di questa settimana della rubrica "Un caffé con...", firmata dal direttore Biagio Fanelli. Marinaro e Fanelli si sono incontrati all'interno del bar "Beltrani".
  • Dino Marinaro
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