Una vita fa

Liquami, collettori e comportamenti sommersi

Nel 1986 si scoprirono 4 milioni di litri di fogna nera riversati giornalmente in mare

Immissioni abusive di liquami nei collettori alluvionali: sarebbe questa la causa madre che genera il proliferarsi di schiuma a mare. Non ha dubbi il Comune che ha chiesto all'Acquedotto di effettuare un sopralluogo nei collettori, i cui lavori di rifacimento furono ultimati a novembre del 1978 ad opera dell'impresa Fondile.

Molti attenti lettori hanno ricordato il sopralluogo compiuto nel collettore dall'ex sindaco Giuseppe Tarantini, accompagnato nella circostanza dall'allora dirigente dell'ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, e da un funzionario della ripartizione. In quella occasione (eravamo noi testimoni) non si registrarono casi di allacci abusivi ma è pur vero che si trattò di una passeggiata ispettiva del tutto sommaria e che riguardò soltanto uno dei due condotti, quello che sfociava sul lungomare Chiarelli, su cui adesso si punta l'indice.

La storia non è nuova, anzi è vecchissima. Sfogliando a ritroso le pagine di un Tranesiere, nel 1986 Raffaello Piracci scriveva: «Sono sommersi i collettori, ma ancora più sommersi pare che siano certi comportamenti: ogni tanto si grida allo scandalo, poi lo scandalo rientra, salvo riemergere all'improvviso e magari proprio in estate, quando il grado di saturazione delle acque non consente ai cittadini la fruizione del mare». Ieri come oggi, insomma.

Alle volte, in passato, effettuare sopralluoghi si è rivelato un boomerang per il Comune. Leggete bene: «L'autorità comunale – scriveva Piracci nel 1986 – in tempi alterni scaglia anatemi contro l'Acquedotto e magari su qualche privato. Poi si apprende che le immissioni abusive erano avvenute proprio d'intesa col Comune. In alcuni casi si è scoperto che l'immissione abusiva nei collettori dei liquami proveniva proprio da edifici comunali».

Probabilmente adesso le cose sono cambiate, però riteniamo sia utile raccontare di un intervento di pulizia realizzato nei collettori da operai dell'Amiu nell'agosto del 1986. La pulizia del primo collettore terminò il 18 ottobre. I tecnici al seguito delle maestranze valutarono in circa 4 milioni di litri il flusso di fogna nera che fuoriusciva da vari punti e che ogni giorno si riversava in mare. Il punto più critico fu individuato in prossimità dell'incrocio di via Comneno con piazzale Chiarelli: «una tubazione fognante è inglobata nel cemento sul piano di calpestio del collettore. Da qui fuoriescono liquami di fogna in direzione dello sbocco al mare».

Calcolando il cammino di espansione della città negli ultimi 30 anni, è scandaloso come, a nostra memoria, eccezion fatta per una passeggiata di mezzora, da anni e anni nessuno abbia mai provveduto ad effettuare un'ispezione e una bonifica dei collettori corredandola con un report informativo che avrebbe senz'altro cristallizzato molte verità oggi sommerse.
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