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Amet, Zitoli (Lista Emiliano) chiede la revoca immediata degli aumenti salariali

La consigliera: «Stipendi più alti senza motivazioni dettagliate. La questione in Consiglio comunale»

Quando votai a favore del bilancio comunale, lo feci esprimendo palesemente l'impegno di monitorare l'amministrazione nelle sue diverse azioni, anche nelle municipalizzate. Mentre la maggior parte dell'attenzione politica e cittadina è a ragione concentrata sulle problematiche di natura ambientale, c'è chi, forse di proposito, forse per una favorevole congiuntura astrale, approfitta del momento per accelerare politiche di ristrutturazione interna in Amet in vista del mercato libero, su cui la nostra municipalizzata sarà chiamata a confrontarsi con il compito di rendere i propri prodotti davvero appetibili e vantaggiosi rispetto a quelli dei suoi competitori. Sin qui nulla quaestio.

Peccato che all'interno di Amet ci siano alcuni che ignorano o fingono di ignorare le tappe fondamentali di tali operazioni: secondo il regolamento sul controllo analogo approvato in consiglio comunale a fine maggio 2017, è il socio unico attraverso il Consiglio comunale o il Sindaco a dover dettare le linee guida all'Azienda e non è quest'ultima a notificare all'amministrazione e ai consiglieri decisioni o politiche aziendali intraprese. Giova forse ricordare che trattasi di azienda pubblica e non privata. A titolo esemplificativo si riportano alcuni passaggi su cui il presidente e il CdA tutto hanno mancato in questo importantissimo vincolo, ritenendo, forse per dimenticanza o incompetenza, di operare all'interno di un'azienda privata.

​Area personale e riorganizzazione aziendale
Il 20 novembre 2017 presso la sede della Provincia Bat - Vertenze collettive del III settore si è tenuta una riunione tra il Presidente Amet rag. Antonio Mazzilli e le organizzazioni sindacali non rappresentate nella Rsu Amet. Queste infatti hanno stigmatizzato il comportamento del presidente per una mancanza di relazioni sindacali, di dialogo su problematiche generali, ma soprattutto per la disparità di trattamento operata tra le stesse organizzazioni, per assenza di comunicazione e condivisione con i lavoratori sui criteri adottati e da adottarsi per l'imminente riorganizzazione aziendale.

Inizialmente questo punto potrebbe apparire di scarso interesse, come se fosse una qualunque divergenza tra CdA e lavoratori, ma a ridosso della pausa natalizia, ed in particolare nelle giornate del 13, 15 e 21 dicembre, si sono tenuti incontri sindacali con la Rsu all'interno della quale - si badi bene! - ci sono solo le sigle sindacali che hanno eletto i propri rappresentanti, che parlano dunque per una parte di lavoratori, ma non per tutti. E il bello arriva tra poco. Tali verbali mostrano un contenuto a mio parere fortemente discutibile: nella seduta del 15 dicembre, su proposta della Rsu, si propone di corrispondere salari aggiuntivi di 80 euro ad alcuni dipendenti senza inquadramento in una categoria superiore; 70 euro riconosciuti ad altri dipendenti senza indicare ulteriori mansioni, compiti e obiettivi da raggiungere che potrebbero giustificare tale somma; aumenti di categoria ad altri dipendenti, anche questi senza motivazioni dettagliate ed oggettivamente attendibili. Ancora, nel verbale del 21 dicembre si legge che la RSU invita il Presidente a procedere all'esame e al confronto sull'effettiva separazione funzionale, dando seguito all'esame delle diverse posizioni dei dipendenti destinati al settore vendita. Peccato che ci troviamo dinanzi a decisioni prese senza il preventivo coinvolgimento degli interessati.

E' altresì curioso venire a conoscenza di "battaglie navali" in corso, variate quotidianamente, su cui a proprio piacimento i dipendenti afferenti le sigle sindacali presenti in Rsu verrebbero assegnati al ramo distribuzione (quello più tutelato ovviamente), mentre gli altri con cui manca il confronto predetto sarebbero destinati al ramo vendita, che - inutile dirlo - sarà quello più suscettibile una volta entrati nel mercato libero. Come può un buon presidente d'Azienda creare un clima così teso all'interno del personale? Non sa che tutto questo crea solo nocumento all'Azienda stessa e alle sue performance?
E che dire della presenza costante in Azienda dei delegati della ditta Zecca? Oltre il vincolo contrattuale c'è qualcuno competente che controlla la protezione della banca dati Amet?

E dell'affidamento di mansioni superiori a firma del presidente (a proposito, può un presidente di municipalizzata firmare un affidamento di mansioni superiori o spetta al CdA o ad altra figura?) a qualche dipendente, cosa mi si risponderà? Inutile dire che quanto sinora esposto è stato richiesto da parte mia anche via pec, così da ottenere risposte ufficiali a futura memoria e beneficio pubblico. A seguito di tutte queste perplessità, che manifestano una chiara mancanza di rispetto del consiglio comunale, dei lavoratori tutti di Amet e della cittadinanza, chiedo al sindaco e al presidente Amet rag. Mazzilli la revoca immediata degli aumenti salariali e di categoria (sapete che negli enti pubblici si entra e si aumenta la categoria per concorso?), e la discussione del futuro Amet nella sede preposta, ossia il Consiglio comunale. Infatti solo quando quest'ultimo avrà ufficialmente deciso le sorti dell'azienda, come avvenuto per Amiu, solo allora il CdA, la Rsu e le organizzazioni sindacali tutte potranno discutere con procedure ad evidenza pubblica interna la riorganizzazione del personale e aziendale. In caso contrario potrebbero verificarsi tutte le condizioni per eventuali azioni di responsabilità.

PS: Siamo nel 2018 e i concorsi esistono già da un pezzo!

Francesca Zitoli,
consigliera comunale
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