Senatrice Segre
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"Io scorto Liliana", le iniziative dell'associazione Il presidente Sandro Pertini di Trani a sostegno della senatrice Segre

Cittadinanza onoraria e braccialetti colorati in segno di solidarietà

I componenti dell'Associazione "Il Presidente Sandro Pertini" di Trani a riguardo delle polemiche per assegnazione della scorta delle forze dell'ordine alla senatrice Liliana Segre hanno ritenuto di intraprendere due iniziative.

La prima è la richiesta di cittadinanza onoraria perché Trani ha tutti i titoli. Infatti è da sempre ritenuta culla di civiltà, cultura e tolleranza. Vogliamo rammentare che è esistito tutto un quartiere ebraico ed attualmente sono presenti 3 sinagoghe fra cui la più importante d'Europa che è la sinagoga (detta "grande") con documentazioni di storia ebraica , la sinagoga MUSEO S.Anna, la sinagoga Scalanova aperta al culto ebraico nonché la chiesa ortodossa di S.Martino ed il luogo di culto di religione musulmana.

Tutte pacificamente conviventi con i luoghi di culto cattolici. Per questo suo humus chiediamo che il consiglio comunale si faccia promotore della proposta di conferire la cittadinanza onoraria alla signora Liliana Segre perché è una donna la cui storia dovrebbe essere SOLO onorata da un Paese con un stato di diritto come il nostro.

La seconda iniziativa che abbiamo intrapreso è quella di "Io scorto Liliana" che è un progetto che circola liberamente in Italia a seguito di un'idea del giornalista Luca Bottura per esprimere la vicinanza alla senatrice per quanto successo prima in Parlamento al momento del voto quanto 98 parlamentari (tutti del centrodestra) si sono astenuti dal votare la commissione da lei proposta per servire a contrastare l'intolleranza, il razzismo, l'antisemitismo e l'istigazione all'odio e violenza.

E poi per le polemiche sulla scorta assegnatale: "non ho mai fatto politica e ragiono in termini etici e morali. Mi sono rivolta alle coscienze e pensavo che una commissione contro odio doveva essere accettata da tutti. E la commissione serve perché non si può rimanere indifferente. E lo dico io che l'odio ce l'ho scritto sul braccio".

La nostra iniziativa nel filone di guardia civica è consistita nell'acquisto di braccialetti di silicone, color arancione con la scritta "IO SCORTO LILIANA" ed ha voluto rendere visibile tra simili il nostro afflato di civiltà "marchiandoci" un polso per mostrare -nel nostro piccolo- tutta la solidarietà per ergere una barriera, un muro a coloro che ritengono normale offendere una donna di 89 anni che i fascisti allontanarono dalla scuola per consegnarla ad Hitler.

Siamo naturalmente consapevoli che non solo noi e coloro che indosseranno il braccialetto hanno questo coinvolgimento ed in ogni caso gli incassi di questa iniziativa, veicolata dal crowdfunding gofundme, andrà al Museo della Resistenza.

Certamente siamo rimasti impressi dalle parole di questa signora quando con sguardo fiero ma con la sensibilità ad ascoltare tutti durante un'intervista sulle minacce di morte che continuavano a pervenirle, ha espresso tutto il suo rammarico per il voto sulla commissione parlamentare voluta contro l'odio in generale e i fenomeni di intolleranza: "ho molta simpatia per i carabinieri, ma certamente che io, una vecchietta che non odia nessuno, avessi bisogno di una scorta non me l'aspettavo proprio."

Eppure a fronte di quella parola orribile "ODIO" tutti dovevano sentire il dovere di combatterla democraticamente e doveva scattare l'applauso di tutti e quasi doveva innescarsi una specie di gara a proporre iniziative da tenersi contro l'odio. Specie in questo periodo storico che è caratterizzato da un debordante vortice di fenomeno di insofferenza ed intolleranza anche al semplice ragionare ed invece le istituzioni democratiche che dovrebbero essere i primi argini all'insorgere di odio, violenza sociale e discriminazione di stampo razzista, si sono purtroppo divise.

Facciamo nostre le parole del Presidente Mattarella: "se gli interrogativi dei bimbi, di tanta gente che chiedono solidarietà contro intolleranza e odio, non sono astratti né retorici ma sono concreti" e quindi riteniamo che sia doveroso soffermarsi chiedendoci cosa può migliorare la nostra vita che non può che essere una buona educazione al Bene.

- Il presidente Nicola Cuccovillo
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