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Sanità

Liste d’attesa sanitarie, recuperato il 95% del target: oltre 59mila prestazioni anticipate

A due mesi dall’avvio dei piani sperimentali contattate più di 118mila persone

A due mesi dall'avvio dei piani sperimentali di recupero delle liste d'attesa sono 118.578 le persone complessivamente contattate, 107.589 per visite ed esami e 10.989 per ricoveri ospedalieri. Pertanto, entro il 29 marzo è stato raggiunto il 95% del target assegnato alle aziende.

Complessivamente sono state anticipate 59.640 prestazioni. I rifiuti ammontano a 34.421, di cui 29.976 riguardano le prestazioni specialistiche. Tra le 24.040 persone contattate che hanno motivato il rifiuto il 62% (14.794) ha confermato l'appuntamento esistente, il 28% (6.798) rifiuta per aver già eseguito la prestazione, il 10% (2.378) dichiara che la prestazione non è più necessaria.

In totale sono state anticipate ed erogate 49.636 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Le prestazioni con priorità U recuperate ed effettuate in totale sono state 1.850, le prestazioni B 27.809, per le prestazioni D 9.947 e le prestazioni P 8.040. Sono state recupere anche 1.994 prestazioni per la stadiazione e il follow up di malattie neoplastiche e per il completamento di percorsi diagnostico-terapeutici di patologie croniche.

Le Aziende sanitarie hanno avviato anche l'anticipo delle prestazioni prescritte nel 2026, che ormai rappresentano circa il 36% degli esami e delle visite erogate (18.039): l'attività riguarda prioritariamente i codici di priorità U e B (che ammontano al 67% del totale delle prestazioni erogate) ma anche i codici di priorità D e P.

Circa il 28% delle prenotazioni del 2026 anticipate riguarda la diagnostica per immagini (radiografie, ecografie, TC e RMN), il 32% prime visite specialistiche. Dei 747 interventi di cataratta anticipati, 305 sono stati prescritti nel 2026, con un anticipo medio di circa un anno rispetto al primo appuntamento ottenuto.

Proseguono anche le attività di monitoraggio dell'andamento delle prescrizioni a partire dal mese di gennaio 2026, con la finalità di raccogliere dati su cui impostare gli interventi di miglioramento dell'appropriatezza dei percorsi clinici: i dati consolidati di febbraio, mese in cui sono partiti i piani sperimentali di recupero delle liste d'attesa, mostrano che le prescrizioni con codice di priorità U e B, su cui si è concentrata l'attività di recall, non sono incrementate rispetto al mese precedente. Analizzando le prestazioni con codice Urgente e Programmato la percentuale di quelle prenotate entro i tempi previsti dalla normativa è rimasta invariata a livello regionale. Sostanzialmente stabili, nel complesso, anche i tempi di attesa per le prestazioni con codice di priorità Breve e Differibile.

Entro metà aprile si consolideranno anche i dati relativi alle attività di recupero delle prestazioni effettuate a marzo, ma sulla base degli elementi sin qui ottenuti sono già in corso gli approfondimenti per definire le iniziative da realizzare con l'obiettivo di ridurre i tempi di attesa con strategie mirate per tipo di prestazione e per azienda
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