Striscioni per salvare l'ospedale di Trani
Striscioni per salvare l'ospedale di Trani
Enti locali

«Per l’occupazione in ospedale spesa una somma irrisoria»

Il comitato L328 difende l’operato dell’amministrazione e attacca tutti i contestatori. Ce n'è per tutti: da Laurora a Negrogno, passando per Santorsola

«Gli insetti pungono non per cattiveria, ma perché vogliono vivere anche loro». Con questa metafora di Nietzsche, il comitato L328 stigmatizza le dichiarazioni di sdegno sui rimborsi per l'occupazione in ospedale. «Gli autori di queste dichiarazioni hanno messo su un avvilente ed irrispettoso fuoco incrociato di giudizi assolutamente infondati, contro il nostro comitato e contro l'amministrazione della città. Giudizi, finalizzati , forse, solo ad ottenere il proprio quarto d'ora di visibilità».

Nel ringraziare il Comune («E' stato special guesta di ogni iniziativa, mostrandosi sempre disponibile ad investire, per la salute di Trani e dei tranesi»), il comitato analizza le voci di spesa rimborsate alla Made in Puglia: «La determina prevede un rimborso spese per manifesti (200), furgone annunci (6 giorni), camion vela (9 giorni), stampa e distribuzione volantini (20.000). Le informazioni tra parentesi le aggiungiamo noi a corredo e per trasparenza, ma volendo, potremmo aggiungere anche i 500 fischietti per il corteo, il noleggio delle casse, dei microfoni e del video proiettore e sottolineare che tutta questa macchina organizzativa è stata messa in piedi nell'arco di meno di 48 ore. Sfidiamo chiunque a trovare qualcuno che sia pronto a mettere a disposizione tale e tanta professionalità e tali e tante attrezzature in così poco tempo, ad un costo così irrisorio».

Il comitato poi passa al regolamento dei conti, attaccando in primis Carlo Laurora: «Il profumo di un inaspettato successo ha inebriato molti animi in quei giorni di lotta, tanto che Carlo Laurora, che oggi resta sgomento di fronte ad una spesa di appena 2000 euro e che pure, dall'alto della sua esperienza, dovrebbe conoscere bene modalità e termini organizzativi di questo tipo di eventi, si consumava le mani per plaudire e osannare l'iniziativa. Forse Laurora, all'epoca dei fatti, voleva indirizzare le sue manifestazioni di encomio solo verso i suoi sodali attivi nel comitato, per dare un po' di luce a quel partito che aveva da poco dimostrato di non godere affatto del favore dei cittadini tranesi. Forse, oggi, per lo stesso fine critica quell'iniziativa che tanto ha osannato appena un mese fa. Non entriamo nel merito della questione perché, lo ripetiamo ancora una volta, il nostro comitato è apolitico e apartitico, ma se dovessimo farlo, ricorderemmo a Carlo Laurora che c'è stato anche un tempo in cui Trani ha avuto un suo rappresentante in Consiglio regionale. Chi l'ha visto?».

Il comitato dedica qualche riga anche a Mimmo Santorsola. «Siamo abituati alle sue uscite e a quelle del suo partito, tese per lo più ad arrogarsi meriti di battaglie non combattute, per altro, su un terreno a loro amico, su cui avrebbero potuto ottenere molto, se solo davvero avessero voluto». Molte più righe vengono invece spese per Rino Negrogno: «Rispediamo al mittente e con gli interessi le dichiarazioni di un militante dell'estrema sinistra e, cosa ancor più importante in questo contesto, dipendente del servizio 118. Anziché spendere una parola sulla situazione ospedaliera attuale e futura, concentra la sua attenzione su un modesto contributo che il Comune ha elargito ad una società di servizi che si è encomiabilmente occupata, per un lungo periodo, dell'organizzazione logistica delle varie manifestazioni di sensibilizzazione e protesta sull'ospedale San Nicola Pellegrino. Come dire: Negrogno vede una pagliuzza (presunta) negli occhi altrui e non si sofferma sulla trave presente nei suoi».

Il comitato non accetta da Negrogno lezioni di rivoluzione «perché – si legge nella nota - potremmo agevolmente dimostrare che la sua favoletta non attacca. Se avesse voluto insegnarci qualcosa, avrebbe dovuto combattere al nostro fianco, senza bandiere e senza colori politici, perché noi non siamo militanti e nemmeno rivoluzionari, siamo solo cittadini che rivendicano un sacrosanto diritto riconosciuto dalla Costituzione e che per questo diritto hanno sacrificato il tempo del lavoro, degli affetti, della famiglia, del riposo e lo hanno fatto in maniera totalmente gratuita e disinteressata. E non ci chieda Negrogno dove eravamo prima, quando danno si aggiungeva a danno in modo irreparabile, perché ci viene troppo facile girare la domanda ad un vecchio rivoluzionario che chissà per quale ragione questa rivoluzione, tanto amata e sbandierata, non l'ha mai fatta».

Infine, tornando alle cose pratiche, il comitato annuncia che, nei primi giorni di maggio, sarà organizzata una conferenza stampa con il direttore generale della Asl, Giovanni Gorgoni, incentrata sul piano di riconversione e rilancio dell'ospedale e che simbolicamente si terrà proprio nella sala conferenze dell'ospedale di Trani.
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