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Politica

Procacci chiama, solo Florio e Papagni rispondono

I tre candidati in piazza della Repubblica per un confronto politico tra la gente

Solo sei sedie, un megafono e il coraggio di confrontarsi apertamente, su temi, idee, progetti e priorità amministrative per il futuro di Trani: non si tratta di una tribuna politica ma dell'invito che il candidato sindaco Antonio Procacci ha fatto ormai da settimane ai suoi avversari. Di cinque competitors, gli unici a rispondere 'presente' all'invito di Procacci sono stati Tonino Florio – candidato sindaco di una coalizione moderata di centrodestra composta da tre liste civiche – e Antonella Papagni, del "Movimento 5 stelle". I tre hanno risposto alle domande che i cittadini stessi hanno loro rivolto:

Il futuro dell'ospedale "San Nicola Pellegrino" è stato oggetto delle battute iniziali, in particolare a Procacci e Florio – Papagni ancora assente – è stato chiesto: «Cosa si potrebbe fare? Chi sono i responsabili di questa vergogna?». Il giornalista è stato il primo a prendere la parola: «La verità è che qualcuno si è venduto l'ospedale già vent'anni fa. Oggi avremmo bisogno di strutture all'avanguardia, personale medico preparato e collegamento fra i reparti. L'unica cosa da fare è sbattere i pugni sui tavoli della Asl e della Regione, per provare almeno ad avere un poliambulatorio efficiente». Così, invece, Florio: «Sono d'accordo con Procacci: oggi per l'ospedale di Trani non si può fare granché. Effettivamente doveva esserci una nostra presa di posizione già vent'anni fa, quando ci fu il riordino ospedaliero. Tuttavia, alcuni giorni fa ho denunciato alla "Corte dei conti" gli sprechi di denaro pubblico per la realizzazione di due sale operatorie modernissime e mai utilizzate, un vero e proprio scempio che va accertato e punito. Per il resto, ora si può solo pensare ad un punto di primo soccorso». Antonella Papagni, appena arrivata, interviene: «Le scelte fatte in passato sono irreversibili».

Un ex dipendente dell'Amiu prende la parola, chiedendo ai tre candidati quali sono le sorti della discarica e dell'Amiu. Florio: «I lavoratori dell'Amiu sono encomiabili perché continuano a lavorare con solerzia, nonostante non sia stata ancora concessa loro l'indennità di premio. Purtroppo, la situazione attuale della discarica è il frutto di una gestione incontrollata. Se ci fossero stati maggiori controlli, anche a livello regionale e da parte degli enti competenti, ora non avremmo questa situazione. Anche la raccolta differenziata è stata condotta in maniera isterica, così come la raccolta porta a porta. Dobbiamo – prosegue Florio – cercare di coniugare due obiettivi: la salute dei cittadini e lo stipendio per gli addetti ai lavori». Così, invece, Papagni: «La falda è inquinata, siamo secondi solo a Taranto per le patologie tumorali. Bisogna solo bonificare la discarica e chiuderla». Non dello stesso parere Antonio Procacci: «La discarica non si può chiudere dall'oggi al domani, ma va messa in sicurezza immediatamente. Oggi noi conferiamo i nostri rifiuti nella discarica di Massafra, ma sapete quanto ci sta costando? Circa otto milioni di euro. Oggi – conclude Procacci – pensare di chiuderla sarebbe pura follia. Ci vuole un approccio realistico della questione».
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