Agorà

La politica riacquisti dignità

La città guarda con fiducia e speranza

La città guarda con tanta fiducia e speranza a tutti i politici impegnati in città. E la gente chiede soprattutto uno stile senza le solite indulgenze, chiede di non rassegnarsi a bassi compromessi. Nell'avere la stima e la fiducia di molta gente ai cattolici tranesi in politica vengono chiesti comportamenti lontani da logiche utilitaristiche. Vengono richiesti, a chi si spende per tutti, di avere a cuore il bene della nostra città, riconquistando così anche credito in quella parte dei cittadini che non crede più nella politica e nei politici. Vengono chiesti semi gettati su una terra che aspetta la pioggia. Soprattutto i giovani che non conoscono la storia, perché non sanno che la vita di un paese si può costruire con l'amore alle cose, alla gente, al lavoro. Non hanno visto che la politica si può fare con il rispetto dell'altro, che la vita pubblica va vissuta come un servizio, che ha bisogno di fedeltà, di passione, di una strada onesta perché sotto gli occhi di tutti, perché deve essere esempio. E allora come fare?

Il fatto è che, per comunicare tutto ciò, c'è bisogno di tempo e pazienza, nonché di una consapevole volontà di dire qualcosa di importante e preciso in ambito civile, morale, emotivo, sociale. C'è bisogno di parlare insieme, di dialogare. Dialogando con umiltà, accettando di mettersi in ascolto dell'altro, rinunciando ad ogni pretesa di aver ragione a prescindere, facendo tacere i pregiudizi, accogliendo con fiducia l'altro, mettendosi in gioco, liberi da false resistenze e rendendosi capaci di accogliere il vero da qualunque parte provenga.

Il dialogo non elimina, anzi accresce il senso di responsabilità che ciascuno deve avere nei confronti del bene comune. Chi non vuole condividere le proprie ragioni per vivere, credere, sperare, chi non ha passione per la verità, è difficile che sappia o possa dialogare. Perché nel dialogo il cuore si apre. Le condizioni per cambiare oggi ci sono, basta saperle vedere, ma al bene comune devono contribuire tutti. Basta avere un'altra concezione della politica, della convivenza civile, da tempo intossicate con dosi di veleno non più sopportabili. Basta avere la capacità di guardare insieme ai problemi veri, di impegnarci per risolverli, per assicurare un possibile nuova amministrazione cittadina che sia di tutti, e per guardare con fiducia al futuro. Evitando la retorica.

Soprattutto per i giovani, la riconquista della dignità della politica, liberata dalla faziosità e dall'opportunismo, costruirebbe un primo formidabile incentivo per una nuova partecipazione alla vita collettiva, che unisca entusiasmo e voglia di fare, idealità e razionalità. Sono questi gli ingredienti necessari per una comunità che si impegni in favore del bene comune, a cominciare dal sostegno ai più deboli. Mettendo insieme persone, intelligenze, consolidando amicizie nate dal pensare insieme. E da questi incontri condividere il necessario cambiamento, articolato in chiare scelte: l'inseparabilità dell'impegno in politica da un ethos personale perché si risponde alla propria coscienza prima che al proprio elettorato; un rapporto di vicinato con la gente, di ascolto; la dialettica politica deve essere sempre subordinata alla ricerca di convergenze possibili per cercare il bene di tutti e di ciascuno; occorre abbandonare la logica del tutto e subito, tipico delle promesse elettorali; lo scopo primario dell'impegno è il bene di tutti, anche dell'avversario politico.

Ripenso a quando Don Milani ha scritto ai suoi «Me ne importa, mi interessa». Già. Anche a me tranese me ne importa, mi interessa. Mi interessa il bello e la buona musica. Mi interessa che il dipendente non venga umiliato. Mi interessa che l'immigrato non venga mortificato. Mi interessa che i miei figli vivano felici. Mi interessa che i nostri giovani vivano senza cedere a mortali inganni. Mi interessa che la mia città sia amministrata da persone perbene. Mi interessa che in politica ci siano galantuomini. Mi interessa. Ecco. Un altro buon inizio. Incredibile. Ma ancora possibile.
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