Avviso di chiamata

Corrado Brascioletto, qui si parve la tua nobilitate

​Tra i De Niro da cesso di casa e l'Urlo di Nico, addio ai preliminari delle nullità?

Ma in effetti che ci voleva a fare una nota di solidarietà nei confronti di Damascelli? Bastava sedersi a tavolino o chiamare uno dei tanti giornalisti a progetto, cui tra l'altro era stato promesso di fare l'Ufficio stampa di Palazzo, che poi non ha fatto nessuno, almeno ufficialmente, e dettare: «Caro Nico, ti siamo vicini». Invece no. Lo scorno del giovane consigliere, paragonabile a "L'Urlo" di Munch, è stata la naturale conclusione della storia. Ma cosa ha impedito di scrivere quelle due parole? Damascelli, in riferimento al grave episodio dell'attentato al suo stabilimento e alla mancanza di solidarietà, parla chiaramente di motivi politici e d'invidia? Ma quali sono i motivi politici? Passi per l'invidia: tanti voti, tanto successo, considerazione alta da parte di Schittulli e altro ancora: Trani non si smentisce su questo punto: prima invidiare, dopo filosofare. Ma quello che più ci preoccupa è il richiamo ai motivi politici: l'assessore Ceci, nuovo cinghiale puntato dal fuoco amico dei cacciatori famelici, uomo di riferimento di Damascelli, è una delle cause di quella mancata solidarietà? Nel senso che quell'assessorato, fatto ultimamente oggetto di attacchi, potrebbe far gola a qualcuno? I lavori pubblici sono pur sempre una bella piattaforma di lavoro (questo è uno degli eufemismi più azzeccati della mia carriera). Non sappiamo, la buttiamo lì in attesa di chiederlo di persona agli interessati nel Cordialmente che sta per ritornare, il talk di Traniviva che cerca di sapere sempre qualcosa di più, in modo un po' ficchetto, lo ammetto. Nello scorso numero di Avviso sollevammo per primi il problema dello scorno nero di Nico e dopo una spigolosa, in tal senso, intervista a Teletrani, l'ultima puntata dello sfogo damascelliano andrà in onda proprio oggi nel Consiglio comunale in programma.

Bilancio da votare, da non votare o da rinviare? Meline, palle in tribuna? Palle a terra, come quelle dei tranesi in questo momento? Lima, Corrado, lo stesso Damascelli, Savino, Paolillo (che, come da noi anticipato da svariate settimane, sta per entrare nell'UDC alla Spina, ergo all'opposizione), oltre a due consiglieri di maggioranza che per motivi "personali" non dovrebbero presentarsi (uno di questi dovrebbe essere Nico Di Pinto), compongono la formazione che fa paura a Riserbato. Il biglietto della famigerata formazione, con unici dubbi su Lima, è già da diversi giorni in mano a Gigi R.. Tra uscite dall'aula ad hoc, assenze e dissidi (quello più esplicitato è di Corrado a cui diciamo: qui si parve la tua nobilitate), la formazione fa tremare i polsi ai governanti tranesi. Non tanto per la votazione del bilancio in se (che potrebbe essere rinviata ad arte o votata con numeri esigui) quanto per le prospettive sempre più anguste di un governo che proceda sempre più tra singhiozzi, minacce, recriminazioni contro il passato, assessori criticati dal fuoco amico (mai un buon segno per il futuro): basti pensare alle stilettate contro Sotero per le spese del TIF; quelle contro Uva per una gestione dei servizi sociali di corto respiro (un sussidio a te, uno a te, una bolletta a te, una a te, troppo facile da fare,- sempre secondo il fuoco amico-) senza un programma a lungo termine e coordinato, articolato sulle vere piaghe della città; per finire con i mugugni in casa di PDL contro lo stesso Di Marzio (mugugni in parte pubblici ed espliciti, come da Corrado Brascioletto; altri altrettanto affilati ma fatti in stile De Niro nel film Taxi Driver: "Ehi dici a me? Stai parlando con me?" davanti allo specchio del cesso di casa). Cari tranesi, questa amministrazione ve la meritate.

Oggi probabilmente diremo addio ai preliminari, dolce termine di richiamo sessuale, ma che in verità in questi anni ha rappresentato nei consigli comunali la manfrina e lo sproloquio, la tattica del rinvio e la vetrina della nullità, il gorgheggio e lo sberleffo, la barzelletta umana, la macchietta, la gag, l'improvvisata e la commedia, la tragedia dei politici ridicoli, ma anche la suburra dialettica in cui anche noi abbiamo sguazzato felici di poterci sentire migliori rispetto a tanta bassezza esibita, tanta mediocrità. Addio preliminari dei guitti? Ma i nostri eroi sapranno rendere esilarante anche il Question Time.
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