Chiaro e Tondo

Chiarello: soap & semaforo

Chiaro e Tondo 75

Come in una di quelle soap tipo "Incantesimo" o "Centovetrine", nelle quali certi personaggi, specialmente femminili, compaiono, scompaiono e poi, anche a furor di popolo, ricompaiono, ecco tornare in sella definitivamente Pina Chiarello, come assessore con delega al contenzioso. Nelle soap magari si parte tutti in barca, poi c'è una tempesta, la barca si rivolta e al ritorno non si trova più il dato personaggio. Dopo un po' di tempo questo torna misteriosamente sulla scena, riappare come un fantasma ai suoi cari ma è lì, miracolosamente salvo, grazie ad un tronco galleggiante, un anfratto della scogliera, una boa trovata provvidenzialmente. Paradossalmente e con la nostra immaginazione "drogata" anche da pellicole più o meno commerciali, sembra che per la Pina della politica tranese sia successo, fuor di metafora, un analogo accadimento. Appare e ricompare in diverse salse, look (per la nostra gioia di esteti sensibili al gentil sesso), partiti, idee e posizioni politiche. Sembra un semaforo che a seconda del colore presentato, avvii o stoppi i lavori di un'intera amministrazione. Inevitabilmente, con Tarantini al governo da un bel po' d'anni, questo semaforo ha incrociato più volte il nostro canuto Pinuccio, anzi è quest'ultimo che, in diversi incroci del suo cammino, s'è imbattuto, come un novello Ulisse contemporaneo, non in nave, ma con le sue amministrazioni in veste di veicolo poco suv come avrebbe voluto, ma molto "utilitario", in questo semaforo dalle fattezze femminili.

La Pina nasce indipendente, (semaforo giallo), poi si candida a sindaco e ci dà dentro di brutto contro gli altri candidati (Tarantini compreso: competition is competition: semaforo rosso), poi si avvicina all'area della destra, per un nuovo idillio (semaforo verde); poi ancora STOP cruento e rosso sangue in occasione delle dimissioni del Tarantini uno; ora rieccola con semaforo verde, verdissimo, finchè Zlatanuccio, capace di riabilitare chiunque con le sue prodezze dialettiche (è un fuoriclasse, ma non mercenario come il vero Zlatan, -mi dice di riferirvi-), magari non le farà di nuovo saltare la mosca al naso e saremo punto e daccapo, col semaforo rosso stampato in fronte. Me la ricordo nei suoi interventi in Consiglio comunale, quando debordava nella deformazione professionale dell'arringa e scoteva gli animi col suo occhio altero ed autoritario, da oppositrice senza se e senza ma, col suo tono perentorio e studiato, da donna padrona della situazione. Ora eccone un'altra che si istituzionalizza: addio arringhe, addio care e pepate polemiche, addio ricerca di cavilli per far saltare i provvedimenti dell'amministrazione, addio spirito battagliero. Ora, finchè tutto andrà bene, solo interviste ed interventi soft, polemiche zero, semaforo verde e come diceva il Califfo tutto il resto è noia.

Fuori dal cazzeggio, se no gli analisti seri mi buttano fuori dal club degli editorialisti, credo che questo sia l'ultimissimo tram per la Pina, se vuole evitare l'oblio politico, come è successo ad altre star della soap tranese e se vuole davvero lasciare un segno nella nostra città, dal punto di vista amministrativo. Dovrà fare davvero prodezze se vorrà giustificare, o meglio, ricambiare, la grande attenzione mostrata verso di lei, da parte dell'attuale compagine governativa locale, che non ha lesinato fiducia nei suoi confronti prima nominandola responsabile legale Amet, al prezzo di buttarsi nel fuoco delle polemiche, poi (record: due nomine per una sola persona, nel giro di pochi mesi, seppur con la prima in stand by), portandola nella nuova giunta sulla quale si potrà dare un giudizio compiuto tra sei sette mesi, anche perché mi sembra che, a parte la Pina, il giovane pelo politico dei nuovi assessori, non permetta né giudizi affrettati, né pregiudizi. Auguri e sperate nel semaforo verde fisso o lampeggiante. Ma non è che adesso richiama anche Triminì e De Feudis (Sergino)? Quant'è bello lu primo ammore, lu secondo e chiù bello ancora!
  • Pina Chiarello
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