Mazza e panella

Amen deo e gli zombie 2.0

Mazza e panella, #13

La classe dirigente che sta crescendo all'ombra di un centro – sinistra etero diretto, nei vari Comuni, da Emiliano e De Caro, trova a Trani una forte anomalia, che vede il sindaco "Amen deo" ormai non più protagonista, nemmeno come "zampa" maculata di Emiliano, a sua volta nei panni del pinguino maculato Maurice, nel cartone "Vita da giungla alla riscossa", ma vittima definitiva ed ormai in coma politico irreversibile.

Vi è a Trani una variante impazzita e pericolosa, un sottogruppo geneticamente modificato, un drappello di zombie 2.0, non certo come quelli lanciati da Romero ne "La notte dei morti viventi", ma come quelli ancor più cattivi e velocissimi delle nuove pellicole, pronti "a giocare a Bari e Napoli", stavolta nel vero senso della parola. Tra consulenze strappate ad STP (Bari) per i propri cari e nomine, poltrone,deleghe e assessori strappati al sindaco (Napoli), insieme al montepremi e tutto il cucuzzaro, gli zombie 2.0 hanno sbranato palle e interiora di "Amen deo" e Roberto "Vodaconsulence", che fino ad un anno fa erano due astri nascenti della politica tranese, agli occhi dell'opinione pubblica.

A fronte dell'affermazione di tale grumo, di tale spregiudicato sotto-gruppo dirigente, appassiscono tutti gli altri soggetti che avrebbero potuto affermarsi all'ombra del nuovo corso del centro – sinistra e in cui la maggioranza della città aveva creduto: i consiglieri più anziani passano per dei rompipalle ormai avvizziti, le cui rimostranzeod osservazioni derivanti giustamente dalla loro esperienza contrapposta ad un quadro desolante, entrano da un canale uditivo ed escono dall'altro; altri consiglieri anziani, se non vivono di pallide illusioni in vista d'un futuro inesistente e dopo aver già perso tante battaglie, stanno come in una riserva zoologica ad aspettare che il tempo passi inesorabile, come un gorilla che vidi l'anno scorso allo zoo di Fasano; alcuni giovani o sono ridotti ad ameba senza vertebre, nomi che restano sugli elenchi degli eletti pubblicati nelle bacheche del Comune e dagli organi di stampa, o sono, quando hanno qualche velleità di affermazione o tentano di pensare con la propria testa, gente da allontanare con isolamento, non condivisione di scelte, richieste e/o ipotesi di espulsione dai propri gruppi. Ergo, non resterebbe loro che, pur tenendo conto del mandato ricevuto dai cittadini, passare all'opposizione. Nodo enorme: il passaggio tra coerenza e possibilità di continuare a lavorare per il bene della città è labile, stretto, pieno d'insidie e insulti ed ora riguarderà in particolare le consigliere Zitoli e Barresi, ree di non aver ubbidito all'ordine di non presentarsi all'ultimo consiglio di venerdì scorso. Per noi stavolta però queste hanno avuto il coraggio d'opporsi alle scuse dell'ultim'ora, da giustifica sul diario per mancata preparazione (Giustifico mio figlio per non aver potuto studiare in quanto ieri sono stato al consiglio provinciale). Le motivazioni offerte per giustificare il rinvio erano e sono politicamente deboli: assenza del sindaco (già avvenuta altre volte; assenza di consiglieri e/o assessori: precedenti a go go).

Piuttosto si pensa che le recenti nomine, in particolare del nuovo presidente Amet e del nuovo assessore al contenzioso potessero probabilmente essere oggetto di pesanti attacchi e strumentalizzazioni da parte dell'opposizione. In effetti ci sembra che, obiettivamente, i curricola dei prescelti per le ultime nomine siano troppo "leggeri" per ruoli tanto pesanti e delicati . Una fonte interna al centro – sinistra, che per ampie fette non approvava l'ultima nomina, così si esprime, crudamente, sul problema: "Tranquillo, penso che il sindaco non gli darà deleghe effettive". Le divisioni nella coalizione di governo montano e non vorremmo che il sindaco fosse all'ultimo stadio, quello del "sì a chiunque"… Non vorremmo che fosse nella fase "crak" di un poltronismo salvifico e benefico solo per le parti politiche che lo sostengono (o che lo azzannano?) ma letale per la città. Se, tanto per fare un esempio, fosse stato così convinto della nomina di Mazzilli, perché aspettare tanto per la revoca a Pappolla, che ci sembra non abbia comunque demeritato? In vista di possibili elezioni nazionali anticipate e forte delle possibilità parlamentari, fattegli balenare dai vertici del PD, nel quale passerà prossimamente, (tutte notizie ampiamente da noi anticipate) in vista di dimissioni anticipate, Amen deo sembra stia accontentando chiunque purchè non gli rompano gli zebedei e perché lo appoggino nella prossima eventuale competizione elettorale nazionale? I prossimi assessori preannunciati per i prossimi mesi ci daranno conferme in tal senso?

Anche nell'opposizione troviamo vittime: da fonti molto attendibili, sembra che l'ala conservatrice tranese di Forza Italia abbia chiesto a Vitali la testa del segretarioFabrizio Sotero, "reo forse di essere troppo attivo ultimamente", da quanto ci dice quest'ultimo; la spaccatura tra consigliere De Toma e nuovo gruppo è ormai insanabile e sabato mattina, in occasione della conferenza stampa per la presentazione del tavolo pro referendum dei partiti del centro – destra, è andata in onda un'altra puntata della fiction "Non aggiungere un posto al tavolo", con bisticcio su chi si dovesse sedere tra quelli di FI – consigliere De Toma o segretario Sotero-(poi è rimasto don Pasquale). Luca Volpe poi ci ha personalmente contattato per denunciare una frase offensiva nei suoi confronti da parte di uno dei rappresentantipolitici seduti a quel tavolo: " Levati dai coglioni testa di cazzo, che fotografi? Non vedi che non c'è nessuno? E poi potevi fare a meno di organizzare quella cosa in contemporanea … (lo stesso giorno, ma di pomeriggio, Luca V. aveva organizzato l'Aperi-no, incontro conviviale in un noto bar cittadino per discutere sui motivi del no, nda): signore e signori, va ora in onda, "Non aggiungere un posto al tavolo, parte II.

Nel frattempo anche Pasquale De Toma recentemente, non ha nascosto velleità di candidatura a sindaco per la nostra città: data la sua vicinanza a Nicola Giorgino, ci viene in mente una suggestione, un'ipotesi che non sappiamo quanto troverà aderenza in futuro, dato che il quadro del centro – destra è liquido, mobilissimo e ci sono varie opzioni in rampa di lancio, fra cui l'idea di un candidato donna, che in verità non ci dispiacerebbe affatto. Chiudo dunque con l'idea venuta in mente: non è che Giorgino, già galvanizzato dalla nomina a presidente BAT, dopo aver visto Emiliano "Maurice", pinguino maculato, che ha messo una zampa su Trani con Amen deo, vuole fare la stessa cosa con Don Pasquale Sagrestano, protettore dello Scranno? Intanto "Amen deo" vigila ieratico dalla sua Torre d'Avorio sullo sgretolamento socio – culturale della città e su quel vistoso rigonfiamento dei pantaloni di alcuni suoi alleati. Sono i loro portafogli.
  • Stp
  • Amedeo Bottaro
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