Reflusso gastroesofageo
Reflusso gastroesofageo
Salute d'asporto

Dal reflusso gastroesofaeo all'esofago di Barrett

Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca

L'esofago di Barrett è una complicazione del reflusso gastroesofageo, una condizione clinica in cui si ha la risalita di materiale acido dallo stomaco all'esofago. A causa della presenza del contenuto gastrico a livello esofageo, le cellule di rivestimento di quest'ultimo tessuto si adattano al nuovo ambiente variando la loro natura e cercando di proteggersi dall'acido diventano più simili a quelle intestinali/gastriche; questa condizione è nota come metaplasia intestinale.

Molto spesso risulta essere del tutto asintomatica, ma tale complicanza è considerata una lesione pre-cancerosa, poiché l'epitelio anomalo può andare incontro ad una incontrollata replicazione e sfociare in adenocarcinoma dell'esofago. Dal punto di vista statistico, l'esofago di Barrett si riscontra nel 15-20% dei pazienti affetti da malattia cronica da reflusso gastroesofageo (GERD), soprattutto negli uomini caucasici e con età maggiore o uguale a 50 anni.

È intuibile come i fattori di rischio siano legati al reflusso, dovuto sia da una alimentazione scorretta che da disfunzioni organiche della valvola gastroesofagea, dall'alcol, dal fumo, dal sovrappeso e dell'aobesità.

La diagnosi della lesione è effettuata mediante esame endoscopico e biopsia.
Il trattamento prevede sia il controllo dei sintomi del reflusso gastroesofageo che la guarigione dell'esofagite. Vengono utilizzati i farmaci inibitori della pompa protonica, che permettono di ridurre l'acidità gastrica, mentre nei casi più gravi si procede con l'asportare o distruggere il tessuto anomalo attraverso tecniche endoscopiche.

La dieta da seguire deve rispettare alcune semplici regole:
Essere ipocalorica (soprattutto se il paziente è in sovrappeso/obeso)
Evitare cibi acidi, agrumi, caffè, spezie, pomodoro, alcol, bevande gassate
Scegliere carni magre e poco lavorate
Moderare formaggi e latticini e scegliere delle tipologie con pochi grassi
Evitare i pasti abbondati, soprattutto poco prima di coricarsi.
Bere acqua diluendola nell'arco della giornata e bere poco sui pasti
Preferire uno schema dissociato, ovvero un pranzo caratterizzato dalla presenza di carboidrati ed una cena caratterizzata dalla presenza di proteine
Fare attività fisica regolare
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