Acqua
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Salute d'asporto

Idratati ed in salute

Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca

Curare lo stato di idratazione è il primo passo per poter essere in salute. La disidratazione è una condizione legata ad una eccessiva perdita di acqua dai tessuti, spesso accompagnata dall'alterazione dell'equilibrio di elettroliti come sodio, potassio e cloro.

L'acqua è un nutriente essenziale per la vita, infatti nell'organismo umano rappresenta il componente in percentuale maggiore, permette lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo, svolge un ruolo essenziale nella digestione, nell'assorbimento, nel trasporto e nell'utilizzo dei nutrienti, oltre a garantire la giusta consistenza del contenuto intestinale.

Grazie all'acqua l'organismo elimina le scorie metaboliche e regola la temperatura corporea. Inoltre, agisce come "lubrificante" e ha funzioni di ammortizzatore nelle articolazioni e nei tessuti, mantiene elastiche e compatte la pelle e le mucose (la cui funzionalità dipende da un corretto grado di idratazione).

Il fabbisogno di acqua per adulti e anziani è approssimativamente di 1 ml di acqua per ogni chilocaloria alimentare introdotta nel corso della giornata o 30 ml/per kg di peso corporeo.

Il primo sintomo della disidratazione è la xerostomia, ovvero la secchezza del cavo orale, successivamente si ha secchezza di pelle e mucose (comprese quelle dell'occhio), compare senso di affaticamento, mal di testa, arrossamento della pelle, crampi muscolari, perdita di appetito, intolleranza al calore, apatia, fino ad avere vertigini, nausea e vomito, tachicardia, diminuzione del livello di attenzione e di concentrazione e sdoppiamento della vista, perdita di conoscenza e coma.

Una disidratazione dell'1% del peso corporeo si ripercuote sull'attività e sulle performance fisiche del nostro organismo, mentre se la disidratazione sale al 2% vengono alterati la termoregolazione e il volume plasmatico e comincia a manifestarsi il senso di sete. Con una disidratazione intorno al 5% compaiono crampi, debolezza, maggiore irritabilità, mentre intorno al 7% si possono avere malessere generale, profonda debolezza e anche allucinazioni. Con il 10% vi è concreto rischio di insorgenza del colpo di calore, e comincia a essere messa in pericolo la stessa sopravvivenza. Uno stato persistente di disidratazione compromette sia le capacità fisiche che quelle mentali del nostro organismo. Inoltre aumenta il rischio di calcoli renali, il rischio di contrarre tumori del colon e dell'apparato urinario (vescica, prostata, reni) e il rischio di prolasso della valvola mitrale. Curare l'idratazione è un'arma importante per prevenire numerose condizioni cliniche e per poter essere in salute.
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