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Da Trani a Taranto. Nicolangelo Lotito giura nei Carabinieri: dallo sport ai valori del servizio
Il giovane tranese, campione italiano di lotta e judo, ha prestato giuramento nell'Arma: dopo una carriera di successi sportivi, inizia ora il suo percorso in divisa al servizio dello Stato
Trani - lunedì 22 giugno 2026
6.26
Dalle pedane di gara alla divisa dell'Arma dei Carabinieri. È stata una giornata che ha segnato un passaggio importante nella vita di Nicolangelo Lotito, giovane tranese che lo scorso 19 giugno, a Taranto, ha prestato giuramento come Carabiniere, dando ufficialmente avvio a un nuovo capitolo del suo percorso umano e professionale. Un momento particolarmente significativo per la sua famiglia, per il mondo sportivo cittadino e per quanti hanno seguito negli anni la crescita di un ragazzo che ha saputo distinguersi per impegno, disciplina e spirito di sacrificio.
Il nome di Nicolangelo Lotito è infatti ben conosciuto nell'ambiente della lotta e del judo tranese. Fin da giovanissimo ha collezionato risultati di prestigio sotto la guida del maestro Nicola Loprieno, diventando uno degli atleti più promettenti della sua generazione. Tra le tappe più importanti della sua carriera sportiva spicca il titolo di Campione d'Italia conquistato nel 2017 e bissato nel 2018 nella categoria Giovanissimi, un successo ottenuto ad appena 13 anni che ne certificò il talento e le potenzialità. Nello stesso anno arrivò anche un altro prestigioso riconoscimento: la medaglia d'oro assegnata dal Comitato Regionale Puglia del CONI per la vittoria al Trofeo CONI, una delle più importanti manifestazioni sportive giovanili italiane, risultati che non sono arrivati per caso, ma attraverso anni di allenamenti, rinunce e dedizione. Valori che lo sport insegna e che oggi trovano naturale continuità nella scelta di indossare la divisa dell'Arma dei Carabinieri.
La cerimonia di giuramento svoltasi a Taranto, che ha molto inorgoglito tutta la sua famiglia e quanti lo conoscono, rappresenta infatti molto più di un semplice adempimento formale: è l'assunzione di un impegno solenne verso le istituzioni, la legalità e la collettività. Un passaggio che segna la trasformazione di un giovane atleta in un servitore dello Stato chiamato a svolgere un ruolo delicato e fondamentale per la sicurezza dei cittadini.
La storia di Nicolangelo Lotito racconta come lo sport possa rappresentare una vera palestra di vita, capace di formare non soltanto campioni, ma anche uomini pronti ad assumersi responsabilità importanti. Le stesse qualità che gli hanno consentito di salire sui gradini più alti dei podi nazionali oggi lo accompagneranno nel nuovo percorso professionale intrapreso nell'Arma: dallo sport al servizio dello Stato: una nuova sfida comincia, con la stessa determinazione che lo ha reso campione.
Il nome di Nicolangelo Lotito è infatti ben conosciuto nell'ambiente della lotta e del judo tranese. Fin da giovanissimo ha collezionato risultati di prestigio sotto la guida del maestro Nicola Loprieno, diventando uno degli atleti più promettenti della sua generazione. Tra le tappe più importanti della sua carriera sportiva spicca il titolo di Campione d'Italia conquistato nel 2017 e bissato nel 2018 nella categoria Giovanissimi, un successo ottenuto ad appena 13 anni che ne certificò il talento e le potenzialità. Nello stesso anno arrivò anche un altro prestigioso riconoscimento: la medaglia d'oro assegnata dal Comitato Regionale Puglia del CONI per la vittoria al Trofeo CONI, una delle più importanti manifestazioni sportive giovanili italiane, risultati che non sono arrivati per caso, ma attraverso anni di allenamenti, rinunce e dedizione. Valori che lo sport insegna e che oggi trovano naturale continuità nella scelta di indossare la divisa dell'Arma dei Carabinieri.
La cerimonia di giuramento svoltasi a Taranto, che ha molto inorgoglito tutta la sua famiglia e quanti lo conoscono, rappresenta infatti molto più di un semplice adempimento formale: è l'assunzione di un impegno solenne verso le istituzioni, la legalità e la collettività. Un passaggio che segna la trasformazione di un giovane atleta in un servitore dello Stato chiamato a svolgere un ruolo delicato e fondamentale per la sicurezza dei cittadini.
La storia di Nicolangelo Lotito racconta come lo sport possa rappresentare una vera palestra di vita, capace di formare non soltanto campioni, ma anche uomini pronti ad assumersi responsabilità importanti. Le stesse qualità che gli hanno consentito di salire sui gradini più alti dei podi nazionali oggi lo accompagneranno nel nuovo percorso professionale intrapreso nell'Arma: dallo sport al servizio dello Stato: una nuova sfida comincia, con la stessa determinazione che lo ha reso campione.

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