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Casa di Riposo "Vittorio Emanuele II". Foto Adriana Fabrizio
Attualità

L’ex Convento dei Cappuccini volta pagina: c’è la svolta per la messa in sicurezza. Trionfa la linea del Comitato: «Ora una RSA per Trani»

Dopo il crollo del solaio svelato dai droni dei cittadini, Palazzo di Città affida la progettazione dei lavori per oltre 32mila euro.

Undici anni di abbandono, silenzio e rimpalli di responsabilità non sono bastati a cancellare la memoria storica e l'utilità sociale di uno degli immobili più cari alla cittadinanza tranese. L'ex Casa di Riposo Comunale "Vittorio Emanuele II", per tutti semplicemente i "Cappuccini", si appresta a vivere il primo capitolo di una complessa ma fondamentale operazione di salvataggio.

La svolta è impressa nero su bianco nella determinazione dirigenziale n. 856 dell'11 giugno 2026 dell'Area III Patrimonio e Lavori Pubblici del Comune di Trani. Il provvedimento dispone l'affidamento del servizio di ingegneria e architettura per la progettazione di fattibilità tecnico-economica ed esecutiva, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza per l'intervento di messa in sicurezza dell'immobile situato in via Cappuccini 1. Un atto formale, certo, ma che rappresenta una vittoria concreta e morale per il "Comitato in difesa della Casa di Riposo", la cui caparbietà ha impedito che sulla struttura cadesse definitivamente l'oblio.

La radiografia del provvedimento e i dettagli tecnici
L'incarico professionale è stato affidato all'operatore economico "D.M.P. degli ingg. Bacco e Ciciriello" di Andria, che ha offerto un ribasso del 20% sulla base d'asta tramite la piattaforma MePA (Trattativa diretta n. 6320827). I numeri dell'operazione sono dettagliati e certificano l'impegno finanziario immediato dell'Ente per € € 32.454,77. Il procedimento, istruito dal Responsabile del Procedimento, l'ing. Giovanna De Mango, e firmato dal Dirigente dell'Area III, l'ing. Luigi Puzziferri, non graverà sulle tasche dei cittadini come spesa corrente, ma attingeranno direttamente dalle casse degli oneri di urbanizzazione del corrente esercizio finanziario, anche questa è una bella notizia.

L'occhio del drone e l'ispezione acrobatica: la spinta del Comitato
Se si è giunti a questa determinazione, lo si deve a un vero e proprio "pressing" civico e tecnologico. Il "Comitato in difesa della Casa di Riposo", infatti, non si è limitato alle pur giuste rimostranze verbali: attraverso l'utilizzo mirato di un drone, l'organismo cittadino è riuscito a mappare dall'alto le condizioni della copertura, documentando fotograficamente il crollo di una porzione del solaio. Questa indagine indipendente ha rivelato come l'acqua piovana stesse letteralmente scavando l'edificio dall'interno, provocando la vistosa e preoccupante macchia di umidità sul prospetto laterale di via delle Tufare, minando la stabilità complessiva del complesso.

L'effetto domino delle denunce del Comitato è stato immediato con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani (SABAP-FG), che con nota prot. 5629, interviene ufficialmente chiedendo al Comune chiarimenti urgenti sullo stato di degrado e sulle azioni conservative da adottare, il Consiglio Comunale che nella seduta del 26 Gennaio 2026 registra l'intervento del Dirigente al Ramo, ing. Puzziferri, che pur predicando prudenza, perchè il Comune non intendeva accollarsi un immobile fatiscente senza prima averne stimato i rischi, decide così di pianificare un'ispezione approfondita anche tramite l'ausilio di una società di edilizia acrobatica per saggiare le condizioni delle murature alte. Arrivando poi all'atto del 19 Maggio 2026, quando viene firmato il verbale di formale riconsegna dell'immobile dall'ASP al Comune di Trani, che ne acquisisce la piena disponibilità giuridica e materiale, e di conseguenza dispone con la determina nr.856 dell'11/06/2026 la messa in sicurezza.

Il ruolo del nuovo Commissario ASP e l'accesso agli atti, oltre la nostalgia: la proposta di una RSA e il nuovo Welfare
Un elemento di novità fondamentale in questa complessa partita è stato l'insediamento del nuovo Commissario Straordinario dell'ASP, l'avvocato Stefano Chiariello, nominato il 29 ottobre 2025. Dimostrando una netta inversione di tendenza rispetto al passato, Chiariello ha preso possesso della struttura già il 28 novembre 2025, denunciando immediatamente al Comune il pericolo di crolli.

Il Commissario ha apertamente auspicato una proficua collaborazione tra il Comitato e le Istituzioni, legittimando l'operato dei cittadini. Dal canto suo, il Comitato ha continuato a vigilare presentando istanze di accesso agli atti a cascata (indirizzate persino al Presidente della Regione Puglia e al Servizio Inclusione Sociale) per chiarire la catena di custodia del bene e pretendere la massima trasparenza sulle relazioni tecniche pregresse.

La visione del Comitato in difesa della Casa di Riposo si distingue per pragmatismo e lungimiranza. Fin dalla sua nascita, l'obiettivo non è mai stato la riapertura nostalgica della vecchia struttura assistenziale, i cui standard strutturali sono ormai superati dai requisiti previsti dalle normative moderne. «Una Casa di Riposo comunale - dicono dal Comitato - rappresenta una risorsa fondamentale per le fasce sociali più deboli, per le persone sole e con limitate possibilità economiche. La sua chiusura nel 2014 ha lasciato una ferita aperta». In una città come Trani, specchio di una popolazione nazionale che tende progressivamente all'invecchiamento, la mancanza assoluta di una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) pubblica è diventata un'emergenza sociale non più procrastinabile. La proposta del Comitato è dunque duplice e sposta l'asse del dibattito sul futuro dei servizi sociali tranesi:
  1. Istituire una RSA ex novo nel territorio comunale, capace di dare risposte mediche e assistenziali strutturate agli anziani non autosufficienti ed indigenti.
  2. Riconvertire lo storico immobile di via Cappuccini per scopi sociali, culturali e associativi alternativi, strappando al degrado anche l'antico e prezioso agrumeto interno.
I prossimi passi: la burocrazia prima del cantiere
È bene specificare che la determina n. 856 non coincide ancora con l'apertura fisica del cantiere di restauro. Gli ingegneri Bacco e Ciciriello dovranno redigere i progetti (tecnico-economico ed esecutivo) che dovranno poi essere obbligatoriamente sottoposti al vaglio e all'autorizzazione della Soprintendenza, trattandosi di un bene storico tutelato (ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. 42/2004). Solo dopo questo decisivo imprimatur e l'indizione di una nuova gara d'appalto – rivolta a ditte specializzate iscritte nella categoria di restauro OG2 – si passerà ai lavori materiali. La strada è ancora lunga e tortuosa, ma il rimpallo di responsabilità è finito: l'ex Convento dei Cappuccini è tornato al Comune, e i cittadini, con il Comitato in prima linea, hanno dimostrato che quando la partecipazione è competente, la burocrazia non può fare altro che arrendersi ed attivarsi.
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