
Cronaca
Lo scorso anno corse a Boston: «Oggi, enorme tristezza»
Don Raffaele Sarno racconta: «Sarei arrivato al traguardo all’ora delle bombe». Domenica c'è la maratona di Londra: il sacerdote vuol esserci per lanciare un segnale di speranza
Trani - martedì 16 aprile 2013
10.14
Bombe sulla maratona di Boston: 3 morti, fra cui un bambino di 8 anni, oltre 140 feriti. L'America piange per un nuovo attentato, tutto il mondo piani e si interroga. Le prime due esplosioni a Copley Square sono avvenute alle 14.50, le 21 in Italia. Don Raffaele Sarno era davanti alla televisione. Gli si è gelato il sangue. Lo scorso anno il sacerdote tranese, maratoneta doc, aveva corso a Boston per la prima volta. Immediatamente Don Raffaele ha controllato i suoi tempi con quelli dell'attentato: per concludere la maratona di Boston, Don Raffaele (partito alle 10.40) impiegò, a causa del caldo, 3 ore e 40 minuti: come dire, quest'anno sarebbe giunto al traguardo in contemporanea con le esplosioni.
E' rimasto seduto in poltrona, nella sua stanza, in silenzio, davanti alla tv, a guardare e riguardare le immagini. «Provo un'enorme tristezza per ciò che è accaduto» dice alla nostra redazione. «Quella di Boston – racconta – è una maratona faticosissima. Lo scorso anno trovammo una temperatura elevata, faceva un gran caldo. Ricordo la grande attenzione degli organizzatori alle condizioni di noi atleti, la gente ci incitava, ci dava ghiaccio, gelati, tutto ciò che potesse servirci per refrigerarci e vincere la calura. Si avvertiva durante tutto il percorso quel clima di festa popolare unico, spezzato ieri da un vile ed inspiegabile attacco. Sono davvero triste».
Il prossimo 21 aprile, Don Raffaele Sarno, insieme ad altri tre tranesi (Beppe Nugnes, Antonio Cortellino e Antonio Sciardò) sarà a Londra per correre la 33ma edizione della Virgin London marathon, una delle più prestigiose maratone al mondo, inserita nel circuito delle world marathon majors insieme a quelle di Berlino, New York, Chicago e, appunto, Boston. Dopo quello che è accaduto, cosa farà? «Ieri sera – dice – mi sono sentito con un alto componente della nostra mini delegazione. A Londra si doveva andare con le famiglie, con i bambini. Non vi nascondo che c'è paura e preoccupazione. Io dico che bisogna andare comunque: correre per lanciare un segnale di speranza e vincere la paura».
E' rimasto seduto in poltrona, nella sua stanza, in silenzio, davanti alla tv, a guardare e riguardare le immagini. «Provo un'enorme tristezza per ciò che è accaduto» dice alla nostra redazione. «Quella di Boston – racconta – è una maratona faticosissima. Lo scorso anno trovammo una temperatura elevata, faceva un gran caldo. Ricordo la grande attenzione degli organizzatori alle condizioni di noi atleti, la gente ci incitava, ci dava ghiaccio, gelati, tutto ciò che potesse servirci per refrigerarci e vincere la calura. Si avvertiva durante tutto il percorso quel clima di festa popolare unico, spezzato ieri da un vile ed inspiegabile attacco. Sono davvero triste».
Il prossimo 21 aprile, Don Raffaele Sarno, insieme ad altri tre tranesi (Beppe Nugnes, Antonio Cortellino e Antonio Sciardò) sarà a Londra per correre la 33ma edizione della Virgin London marathon, una delle più prestigiose maratone al mondo, inserita nel circuito delle world marathon majors insieme a quelle di Berlino, New York, Chicago e, appunto, Boston. Dopo quello che è accaduto, cosa farà? «Ieri sera – dice – mi sono sentito con un alto componente della nostra mini delegazione. A Londra si doveva andare con le famiglie, con i bambini. Non vi nascondo che c'è paura e preoccupazione. Io dico che bisogna andare comunque: correre per lanciare un segnale di speranza e vincere la paura».
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