Sequestro del depuratore di Tranu
Sequestro del depuratore di Tranu
Politica

Mare: aspettando la verità del Comune, ecco quella dei Verdi

«Sul depuratore enormi mancanze del Comune dal 2003 ad oggi». Di Gregorio e Laurora ripercorrono parte della vicenda dal punto di vista amministrativo

L'amministrazione comunale ha convocato una conferenza stampa per venerdì mattina alla luce dell'ennesimo intervento della magistratura sul depuratore. L'operazione verità sulla vicenda, lanciata dal sindaco Riserbato e dall'assessore De Simone, viene preceduta da un'altra operazione verità, stavolta di Michele Di Gregorio e Franco Laurora.

I Verdi ripercorrono le tappe della vicenda depuratore, sottolineando le diverse iniziative di denuncia che il partito ambientalista ha posto in essere a partire dagli anni '90 fino ai giorni nostri. «In una delle ultime note – scrivono i due esponenti – a giugno del 2009 avevamo, per l'ennesima volta, formalizzato richiesta di chiarimenti agli amministratori pubblici, denunciando all'opinione pubblica la condanna del Comune al pagamento di ben 437.413 euro, oltre le spese legali e quelle per il collegio arbitrale, a titolo di risarcimento in favore dell'associazione temporanea d'imprese composta dalle aziende Siam Sud di Massafra e Società Montaggi e progetti di Modugno in un procedimento giudiziario relativo al contratto firmato il 20 ottobre del 2003 per l'adeguamento alle norme Cee del depuratore cittadino per un importo complessivo di circa 2 milioni di euro. In quella sede, il collegio arbitrale aveva dichiarato la risoluzione del contratto per colpa e grave inadempimento del Comune di Trani per la illegittima e prolungata sospensione dei lavori disposta il 28 luglio del 2005».

In pratica – spiegano i Verdi - i lavori di adeguamento del depuratore cittadino, affidati nel lontano 2003, prevedevano l'ultimazione delle opere in 12 mesi, cosa poi non accaduta poiché il 28 luglio del 2005 il direttore dei lavori nominato dal Comune dispose la sospensione degli stessi per una serie di controversie con l'Acquedotto. «L'amministrazione – si legge nella nota - rimase silente ed anzi ritirò, per motivi sconosciuti, nel corso della seduta di Consiglio comunale del 22 settembre del 2009 la delibera per il riconoscimento del debito quale debito fuori bilancio. Così come silente rimase sulle successive richieste del settembre 2009, del febbraio 2010, del 25 agosto 2011 (quando facemmo richiesta formale di accesso al depuratore in contraddittorio con l'ufficio tecnico, ricevendo risposta negativa), del 7 settembre 2011 (quando chiedemmo conto dei prelievi effettuati dai vigili urbani e dai tecnici dell'Arpa delle acque del depuratore) e del 14 novembre 2012 fino ad arrivare ai giorni nostri in cui tutti sono diventati esperti biologi».

«In sostanza – concludono Di Gregorio e Laurora - non solo il depuratore non ha mai funzionato al meglio, come oggi dice l'autorità giudiziaria, ma il Comune di Trani ha subito la beffa di dovere pagare centinaia di migliaia di euro per lavori mai eseguiti o oramai insufficienti. Senza parlare poi dei soldi buttati a mare (letteralmente) per la condotta sottomarina mai entrata in funzione con apparecchiature nuove abbandonate e probabilmente oramai obsolete. E che dire dell'altro scandalo denunciato in tutti questi anni con decine di interrogazioni verso chi in questa città comanda da 10 anni, grazie a quei cittadini scandalizzati, della mancanza della condotta di scolo delle acque bianche a Colonna? Quante volte abbiamo proposto emendamenti in sede di approvazione di bilancio in Consiglio comunale per lo stanziamento dei soldi necessari per i lavori tutti regolarmente bocciati? Ed oggi, i tranesi scandalizzati scoprono che il depuratore non funziona e che a Colonna tutto finisce in mare. Buffo, no?».
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