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Monastero di Colonna, le perplessità del consigliere Lima: «Oltre il danno, la beffa»

«I gestori potrebbero chiedere prima o poi conto al comune di Trani»

Monastero di Colonna, il danno e la beffa. Come ho avuto modo di anticipare con un video la settimana scorsa, ieri mattina si è riunita, su mia sollecitazione, la IV commissione lavori pubblici per approfondire la questione relativa alla chiusura dell'immobile. Sono emerse responsabilità ascrivibili all'amministrazione rea di aver sottoscritto un contratto con la società aggiudicataria (gara che aveva importo di 100 mila euro a base d'asta e durata quinquennale) senza la necessaria condizione di "agibilità".

Condizione senza la quale, la società aggiudicataria, non potrebbe esercitare attività (tra cui lo "sbigliettamento" per accedere al museo archeologico) e motivo per il quale, la stessa, non avrebbe preso totale consegna dell'immobile. La mancata consegna cagionerebbe un ipotetico danno ai gestori che potrebbero chiedere prima o poi conto al comune di Trani.

Dunque il danno e la beffa. Nonostante i collaudi del 2015, l'aggiudicazione provvisoria di dicembre 2016 e quella definitiva di gennaio 2019 ad "Agorasophia" per un servizio mai partito (nonostante 39mila euro già incassati dalla società per l'attività di "start up"), l'amministrazione Bottaro avrebbe esposto il comune ad una potenziale richiesta di risarcimento danni.

Le mie perplessità aumentano.
1) se manca l'agibilità perché si sottoscrive un contratto esponendo il comune ad un potenziale risarcimento danni?
2) se l'attività non è mai iniziata, perché a maggio 2019 il comune ha sottoscritto e pubblicizzato una convenzione con il Polo museale di Puglia? (Convenzione della durata di 1 anno per l'esposizione di reperti archeologici provenienti da altri siti)
3) su quale base la società Agorasophia, per tramite del suo responsabile legale, nell'estate 2018 dichiarava a mezzo stampa che il museo archeologico avrebbe aperto a marzo 2019?
4) nel tempo intercorso tra aggiudicazione provvisoria e definitiva, possibile che nessuna delle parti si sia posto il problema dell'agibilità dell'immobile?
5) se manca l'agibilità, è possibile autorizzare matrimoni nel chiostro del monastero?
Questa estate mi risulta che si sia celebrato un rito civile.
6) la società Agorasophia è la stessa che gestisce il Castello. A parte l'attività di "sbigliettamento" quali grandi eventi hanno contraddistinto l'operato della stessa? A poca distanza, un altro immobile comunale (penso a Palazzo Beltrani), ha registrato l'organizzazione di eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale.

Dott. Raimondo Lima, Capogruppo consiliare Fratelli d'Italia
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