Paletti montati sulla Trani-Corato
Paletti montati sulla Trani-Corato
Cronaca

Paletti davanti alla villa, archiviato il caso dell'ex comandante dei vigili

Il colonnello Modugno era indagato per abuso d'ufficio e falso ideologico

Si è chiusa con un'archiviazione la vicenda dei paletti sistemati sulla provinciale Trani-Corato, davanti alla residenza dell'ex comandante della polizia municipale, Antonio Modugno. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Trani, Francesco Messina, dopo la richiesta formulata un anno fa dal magistrato inquirente della Procura, Giuseppe Maralfa. I fatti contestati al colonnello Antonio Modugno - che è stato assistito dagli avvocati Mario Malcangi e Giuseppe Cozzi - risalivano al 2012, epoca in cui era ancora comandante dei vigili urbani: era indagato per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, abuso d'ufficio e invasione di terreni o edifici.

Tutto per una determina, la numero 153 del 13 maggio 2012, con cui lo stesso Modugno (all'epoca dirigente comunale, incarico dal quale era stato rimosso dopo l'insediamento del sindaco Gigi Riserbato) disponeva una spesa di 11.400 euro (Iva inclusa) per sistemare paletti dissuasori e segnaletica stradale in via Annibale Maria di Francia, via Alberolongo, via Puccini, nell'area portuale e in via Imbriani (davanti al comando dei carabinieri). Ma il comandante Modugno, tra le altre cose, non avrebbe chiesto il permesso alla Provincia Bat, competente a rilasciare le autorizzazioni per qualsiasi intervento sulla provinciale numero 12 (cioè la Trani-Corato, ex 238), compresi i paletti. E tra i paletti fatti installare da un'azienda di Poggiorsini, c'erano anche quelli ai lati dell'accesso alla villa dello stesso Modugno lungo la provinciale.

Da qui l'accusa di abuso di ufficio e invasione di terreni pubblici. Ma Modugno era accusato anche di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici, per aver fatto installare segnaletica stradale verticale, orizzontale e luminosa davanti alla compagnia dei carabinieri sostenendo che lo avevano richiesto «gli organi competenti il comando compagnia carabinieri di Trani». L'altro falso lo avrebbe commesso sostenendo che i lavori per l'installazione dei paletti «avevano riguardato (soltanto) la via Annibale Maria di Francia e non anche (come in realtà era avvenuto) il primo tratto della provinciale 12 Trani-Corato di proprietà dell'ente Provincia Barletta-Andria-Trani». In realtà, la contestata determina era stata anche revocata dallo stesso Modugno, che aveva fatto notificare il provvedimento allo stesso commissariato e alla procura di Trani. Con l'archiviazione tutte le ipotesi accusatorie, formulate dalla Procura in seguito alle indagini del commissariato di polizia, sono cadute.
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