
Politica
Ultima puntata del "Dizionario tranese": Tommaso Laurora risponde a Giovanni Ronco
Il consigliere comunale : «Non voglio favorire gli intrighi di palazzo»
Trani - giovedì 10 aprile 2014
7.38
Molto probabilmente risentito per alcune riflessioni espresse nell'ultima puntata della rubrica "Dizionario Tranese", il consigliere comunale, Tommaso Laurora, con una nota risponde al pensiero del nostro collega Giovanni Ronco:
«Egregio dott. Ronco, con la presente intendo riferirmi a quanto contenuto nella diciottesima puntata della sua seguita rubrica "Dizionario Tranese". Vorrei prima ringraziarla per i complimenti e per gli aggettivi utilizzati nei miei confronti, che mi responsabilizzano da oggi ancor di più. Mi permetta, però, di dissentire sulla eccezione da lei formulata, e cioè che dovrei chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale per quanto da me evidenziato sul teatrino della partitica di maggioranza. Io ritengo che l'elezione a Presidente del Consiglio Comunale di un esponente della minoranza sia stato da un lato un esercizio di democrazia e, nel contempo, sia stato un investimento strategico sulla composizione degli attuali equilibri politici di entrambi gli schieramenti. Secondo lei sarebbe logico chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale proprio nel momento in cui il teatrino di maggioranza sta cercando disperatamente di liberare poltrone per offrirle a chi vuol salire sul palcoscenico? Cui prodest (a chi giova)? Lei afferma che in passato si siano tolte le castagne dal fuoco alla maggioranza, io dico che oggi le castagne sono divenute tiepide e non si offrono sul piatto d'argento. Mi creda, qui non si tratta di accademia teatrale, ma di vera e propria trama della vita reale, nella quale i protagonisti possono restare disperatamente in vita solo se hanno qualcosa da offrire. Io, personalmente, non voglio favorire questi intrighi di palazzo e credo fermamente che il patrimonio politico della minoranza vada ben conservato. Con stima, il suo affezionato lettore Tommaso Laurora».
«Egregio dott. Ronco, con la presente intendo riferirmi a quanto contenuto nella diciottesima puntata della sua seguita rubrica "Dizionario Tranese". Vorrei prima ringraziarla per i complimenti e per gli aggettivi utilizzati nei miei confronti, che mi responsabilizzano da oggi ancor di più. Mi permetta, però, di dissentire sulla eccezione da lei formulata, e cioè che dovrei chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale per quanto da me evidenziato sul teatrino della partitica di maggioranza. Io ritengo che l'elezione a Presidente del Consiglio Comunale di un esponente della minoranza sia stato da un lato un esercizio di democrazia e, nel contempo, sia stato un investimento strategico sulla composizione degli attuali equilibri politici di entrambi gli schieramenti. Secondo lei sarebbe logico chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale proprio nel momento in cui il teatrino di maggioranza sta cercando disperatamente di liberare poltrone per offrirle a chi vuol salire sul palcoscenico? Cui prodest (a chi giova)? Lei afferma che in passato si siano tolte le castagne dal fuoco alla maggioranza, io dico che oggi le castagne sono divenute tiepide e non si offrono sul piatto d'argento. Mi creda, qui non si tratta di accademia teatrale, ma di vera e propria trama della vita reale, nella quale i protagonisti possono restare disperatamente in vita solo se hanno qualcosa da offrire. Io, personalmente, non voglio favorire questi intrighi di palazzo e credo fermamente che il patrimonio politico della minoranza vada ben conservato. Con stima, il suo affezionato lettore Tommaso Laurora».
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