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Noi eravamo tifosi di Trani

Ora beviamo per dimenticare. A Pozzopiano la carenza di vigili si fa sentire sempre più

La testa al canalone - Nella prossima video intervista web per la nuova puntata di Cordialmente, visibile da sabato su Traniviva.it, l'ospite della settimana, Enzo Scaringi del comitato "Bene Comune", ci porta una brutta notizia riguardante il mare tranese: " La situazione è in fase di stallo ed in questo modo avremo lo stesso mare dell'anno scorso". Depuratore, lavori, assicurazioni, garanzie di mare pulito e svolta buona per le speranze turistiche marinare addio? A sentire le parole di Scaringi, al momento, sembrerebbe di sì. Per non parlare della carenza di accessi al mare: pochi sbocchi o dissestati. Stavolta lo stiamo scrivendo a marzo, con la speranza che nel giro di due mesi almeno qualcosa succeda. Le denunce e le polemiche a giugno saranno ormai velleitarie, fuffa, inutili, buone per riempire un paio di pagine di giornali, per qualche baruffa sui forum e per qualche altrettanto vana intervista a politici ed amministratori. Già me la vedo, la solita foto, lì da vent'anni negli archivi delle redazioni, con quel nauseante strato di schiuma bianco – giallognola che galleggia sul mare…

Magone a Pozzopiano - La carenza di vigili si fa sentire sempre più: prendiamo Pozzopiano, popoloso quartiere deprivato in modo cronico di vigilanza: lo scrivemmo già in passato, notando la presenza di vigili esclusivamente nei venti minuti d'ingresso e uscita dalla scuola Beltrani, in via La Pira. Durante il resto della giornata, neanche l'ombra di una pattuglia di vigili. E le rapine ai supermercati della zona si moltiplicano con un' inquietante cadenza bimestrale o trimestrale, in media. Per non parlare dell'eterna strettoia, senza marciapiedi, prima della rotonda per l'incrocio con Via Falcone, un costante pericolo per i bambini.

La promessa non sbocciata - I disservizi e l'ormai assoluta mancanza di collegamento tra cittadini e istituzioni sono i punti predominanti di una città che non è riuscita e non riesce a compiere quella svolta che molti si sarebbero aspettati col passare degli anni. Una crisi d'involuzione, come avviene per quelle "promesse" del calcio, che non esplodono mai ed anzi, col passare del tempo, affievoliscono le speranze dei loro tifosi.

Noi eravamo tifosi di Trani - Noi eravamo tifosi di una Trani bella promessa del Sud, ma ci siamo immalinconiti con le strade sempre più dissestate, i politici sempre devoti al compromesso e pronti a scambiare l'impegno nelle istituzioni come un'ipoteca strettamente personale, buona per trovare (per loro o qualche parente) una sistemazione di lavoro; ci siamo immalinconiti vedendo 1) amministratori incapaci di ottenere uno straccio di finanziamento per togliere l'amianto dai tetti delle scuole 2) consiglieri comunali incapaci d'incidere, in meglio, sulla vita della città 3) amministratori sospesi tra dimissioni, linee di partito, frustrazioni personali, promesse che sanno già di non poter mantenere; giornalisti conniventi o che non hanno deciso cosa fare da grandi (scrivere o organizzare eventi, riempire il profilo Fb o vincere gare d'appalto); politici pronti a tutto per conservare/guadagnare una poltrona; quartieri dormitorio abbandonati, senza uno straccio di elementari servizi (luce, marciapiedi).

Bere per dimenticare - Hanno ragione molti lettori e cittadini stanchi dei tira e molla sugli assessori, dei politici "incapaci a tutto", delle clientele degli stessi, che dopo aver mangiato una volta, due volte, tre volte, sputano in faccia ai loro "padrini", quando non possono aiutarli e farli magiare la quarta volta (traggo spunto da una recente dichiarazione dell'ex Sindaco Tarantini, che evidentemente deve aver provato sulla propria pelle il tutto). Noi eravamo tifosi di Trani, noi eravamo innamorati di questa città, noi eravamo pronti a tutto per vederla di nuovo splendere. Ora d'inverno e autunno andiamo sul Pollino o alle Sagre del Fagiolo o del Fungo Cardoncello e d'estate in Salento. Se senza soldi: o in via Lagalante o al Porto. In ogni caso beviamo per dimenticare.
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