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Tata Uva e i grandi botti

Le armi di distrazione di massa dai problemi reali della città sono finite

Mi stavo già preparando a lodare il mega super progetto naturale lanciato con magna pompa dall'amministrazione comunale la settimana scorsa, per rivitalizzare i servizietti sociali (poiché in questi anni avevano rappresentato un settore fortemente ridimensionato dai tagli e di qui l'uso del diminutivo): finalmente Rosa Uva e Gigi Fantoman, in veste di super eroe, rispondevano ai numerosi detrattori che in questi anni avevano parlato di settore sociale mortificato alla stregua di caca sussidi, elemosina data qua e là, figura angusta di amministrazione priva di programmazione a lunga gittata, dal corto respiro e capace solo di mero assistenzialismo. Rosa, come una dolce tata, portava, da assessore ai servizi sociali, in dote alla città ed ai suoi cittadini indigenti, una bella operazione socio – politica. Niente cacchio. Il progetto di larga veduta e capillare coinvolgimento di associazioni e svariate classi sociali deboli, s'infrange subito contro un mucchietto di merendine scadute (a detta dei contestatori) e gettate penosamente in un angolo di Palazzo di Città. Il piano B di un'amministrazione in continuo affanno per i capricci e le ripicche dei suoi stessi componenti, rischia di sfarinarsi contro la contestazione di quegli stessi cittadini che dovrebbero beneficiare di quel piano: buste della spesa ritenute insufficienti e platealmente restituite allo sportello dell'ufficio servizi sociali. Il latte, di rigorosa sottomarina, le merendine di quelle contro cui il governo americano sta facendo la guerra per evitare che siano consumate dai bimbi (causa presenza di grassi nocivi e i troppi zuccheri) e quattro pacchi di pasta buttati per terra, sono l'immagine della disperata incomunicabilità tra chi governa e chi annaspa, tra chi lancia iniziative anche politiche, oltre che sociali e deve fare i conti con chi rischia poi di essere accusato di sputare nel piatto. O di giocarsi quel poco che ha alle macchinette. La disperazione di chi cerca di ben governare e non ci riesce (lo stesso sindaco usò per se stesso mesi fa una similitudine azzeccata quanto, va detto obiettivamente, emblematica di umiltà e riconoscimento dei propri limiti: mi sento come quegli alunni a cui i prof dicono ai genitori che s'impegnano ma potrebbero fare di più) e la disperazione di chi non ha nulla o se ha, sperpera, per mancanza di cultura, per istinto animalesco non educato dalle istituzioni. O sputa nel piatto. O si rende conto che un aiuto per cinque persone con 4 pacchi pasta equivale a zero. Avrei titolato il pezzo: Tata Rosa e il grande botto, in segno di lode per un'iniziativa sociale degna di questo nome, ma alla fine il botto, diventa l'ennesima botta d'immagine, contro questi amministratori. Le armi di distrazione di massa dai problemi reali della città, vedi faraonico TiF di quest'estate, sono finite. Ed i botti di altra natura, per la politica tranese, sono realmente in arrivo.

Mentre Raimondo A(Lima)nno sta ancora aspettando l'assessorato (il nostro "aspetta e spera faccetta pingue" sembra finora essere un pronostico fondato) ed il prossimo consiglio comunale si avvicina per gli adeguamenti di bilancio, giorni fa si è organizzata una festa di compleanno a sorpresa dai contorni molto stimolanti. Tranquilli niente escort, purtroppo per loro, ma soltanto un gioioso ritrovarsi intorno al vero oppositore del governo Riserbato. Hanno fatto la festa, a sorpresa, a Brascioletto nostro, Beppe Corrado, la cui faccia al centro del tirassegno, con freccette appuntite, il sindaco tiene ormai nel suo ufficio, rimesso a nuovo con lauta spesa dal sindaco uscente, presente a quella festa, con la solita compagnia di giro, tra cui Epiafnio Paolillo e Gianni Gargiuolo. I contorni stimolanti della festa vengono da alcune foto pubblicate su FB: lo stesso Gargiuolo, mosso quasi da passione siffrediana (Rocco) nei confronti di Beppe er braciola scrive: «Per sempre al tuo fianco», con Corrado in posa con fascia tricolore. Un chiaro invito a proiettarsi ad un futuro, che la compagnia di sodali vede molto vicino, evidentemente, con Beppe candidato sindaco. Peccato che non tutto sia così semplice: Gigi nostro andrà avanti anche con un solo punto di vantaggio in maggioranza e se qualcuno pensa che Lima senza assessore possa sbattere la porta, facendo andare Gigi R. sotto i diciassette voti in maggioranza, ricordiamo che, al netto di tutto, la prossima volta ci sarà seduto tra i banchi uno che non c'era nell'ultimo consiglio, per motivi personali. Quel Nico Netto Di Pinto di blu dipinto di blu, sempre impeccabile con abito e cravatta blu, appunto, che terrà a galla Gigi. Fa un certo effetto pensare che uno dei pezzi da novanta del centro destra locale, venga tenuto a galla da Lima nero Alimanno, immaginiamo sempre più nero e Nico nostro che per anni ha militato nel centro – sinistra e gode di parentela che per anni è stata colonna della sinistra locale e provinciale. Abbiamo poi notizia di altri consiglieri di maggioranza che davanti ad una birra al bar, spergiurano che la prossima volta in consiglio non ci andranno, dicendo peste e corna di Gigi e Peppino, ma, poi, al primo squillo di telefonino, si caleranno i boxer rosa per volare a votare. «Dai non fave lo stvonzo, vieni in consiglio!»

Carlo Laurora deve preoccuparsi di Corrado, per le sue ambizioni da futuro sindaco? Sembra che nei giorni scorsi Carlo L. abbia avuto un nuovo colloquio con Fitto il Lealista, con cui potrebbe pianificare un ritorno nella risuscitata Forza Italia alla Plastilina, o al Pongo, o alla Vasellina, dipende da come va a finire. Ma Carletto il Mordillabbra sarebbe clamorosamente indeciso. Indeciso un cacchio! In verità da buon democristiano viscidino, vuol vedere prima se rotola effettivamente la testa catramata del Berlusca, dopo di che, se proprio Alfano dovesse avere la meglio, vuol vedere che fine fa Fitto, che a sua volta, in questi giorni si è fortemente contrapposto allo stesso Angelino. Il vero regista delle operazioni politiche future della Puglia potrebbe diventare uno di cui sentirete parlare sempre più, prossimamente, tale signor Cassano, che nulla ha a che vedere col giocatore di Bari Vecchia, ma è uno dei politici baresi cui più vicino sarebbe ora Laurora Mordilabbra. Quindi, scusate, la brutalità: Carletto il furbetto di Colonna, vuol vedere che palle cadranno dal tavolo e dagli attori del tristo palcoscenico della destra, dopo di che, si chinerà o a raccogliere le palle ancora in grado di rimbalzare o si accosterà a colui al quale le palle saranno rimaste ancora attaccate. Gigi, vai a comprare altre freccette …

Chiudiamo con il Meteo Ferrante, grande amico nostro, che si porta dietro i suoi seguaci come il pifferaio magico dal Pd ad UPF, poi di nuovo nel Pd e domani chissà. Ora sembra che dopo i casotti vari che stanno montando intorno a Renzi, con salita sul suo carro di vecchi arnesi che sei mesi fa avrebbero voluto e dovuto rottamare, il buon Fabrizio in Giustozzi, nel senso di Angela, sua moglie, mia candidata sindaco ideale, stia pensando la cosa giusta da fare: e se il carro si affolla troppo e poi arriva qualche fregatura dell'ultimo momento? Meglio ripiegare sull'idea di fare il candidato sindaco a Trani, con buona pace di Mimmo Santorsola, che già pensava di fare qualche primaria senza avversari, tipo le ultime, poi miseramente annullate. Già pontifica Bartolo Maiullari che sta sempre più assumendo le fattezze di Gasparri, in modo debbo dire inquietante: «Vedrete che avremo 4 candidati sindaco…». Ultima domanda: dopo la segnalazione dei gettoni di presenza ai consiglieri a 74 euro a botta, a seduta di consiglio e commissione, mi chiedo: perché pagare quasi centomila euro annui divisi per tre ai revisori dei conti, se i loro pareri, come nell'ultimo consiglio, vengono snobbati? Rispondetemi. Help me.
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