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Settore bancario in crisi, cosa sta succedendo?

Spallucci (Ucid): «È ora di assumersi responsabilità di scelte difficili»

È ora che i politici ed i tecnici si rimettano seriamente insieme all'opera per produrre un nuovo e valido equilibrio tra le istituzioni e gli operatori del settore bancario e finanziario. Poiché è ormai evidente che più di qualcosa non ha funzionato tra chi ha il compito di vigilare sulle banche e sulla tutela dei risparmiatori e chi ha il compito di vigilare sulla stabilità del sistema finanziario. Si sta parlando di Banca d'Italia (la prima) e di Consob (la seconda).

Ed, ovviamente, uno dei temi da non sottovalutare è la necessità della riservatezza delle informazioni sensibili che è sempre un bene prezioso da salvaguardare e che in tutto quanto accade i processi pubblici non servono poiché non aiutano a risolvere realmente i problemi. Anzi. Ed è anche vero che, in questi ultimi tempi, si è preferito dare la priorità all'obiettivo della stabilità finanziaria rispetto a quello della tutela dei risparmiatori. Ora però è necessario voltare pagina per evitare che le istituzioni ne escano con il loro prestigio ammaccato e le persone riacquisiscano la fiducia verso le banche e tutti coloro che in essere vi operano. Poiché bisogna considerare che gli operatori bancari e i clienti sono "alleati" nell''obiettivo comune della crescita e dello sviluppo. Crescita e sviluppo sia individuale e sia collettivo, cioè bene comune condiviso.

Ed è venuta pure l'ora che la cultura e la critica ridiventino una cosa sola, come accadeva fino a qualche tempo fa. Poiché, soprattutto chi è nel settore e critica i fatti "strani" accaduti o che accadono nel proprio contesto, invece di essere visto come un difensore della verità e del valore viene, spesso, giudicato un malevole, un astioso nemico del sistema. Il risultato odierno (rispamio truffato, imprese bancarie in difficoltà, dipendenti allo sbando) che ora è sotto gli occhi di tutti è l'attuale inconsulta situazione generale che non è di alcun beneficio a nessuno.

I valori gonfiati delle azioni e quote, i finanziamenti dati in cambio di acquisizioni di azioni e quote proprie, i management che si suggeguono per rilanciare con necessarie ricapitalizzazioni (che puntualmente non reggono)devono cessare a beneficio di una necessità nuova- urgente e prioritaria: voltare pagina, cambiare registro. Tutto quanto accade non è un bello spettacolo. Ed è pure difficile, in tutta questa complessità, trovare i colpevoli. Però ora è diventato urgente e prioritario ritrovare l'equilibrio. Le autorità di vigilanza devono ritrovare la loro anima e funzione che è quella di prevenire le crisi ed evitare che i manager (anche strapagati) fanno tutto quello che vogliono. Se gli attuali strumenti per intervenire preventivamente sono inadeguati vanno cambiati quanto prima.

Ed ovviamente chi opera deve rispondere, a tutti i livelli, delle proprie attività. Occorre che le autorità competenti si assumano le responsabilità di scelte difficili e che anche per per il loro operato rispondano a chi ha il diritto ed il dovere di rappresentare e difendere i cittadini. Pertanto, c'è da augurarsi che i nostri politici ed i nostri tecnici si mettano all'opera quanto prima. Per riconquistare credibilità, fiducia e rispetto in un settore delicato e strategico della vita delle persone e della comunità. Al pari, il medesimo rispetto deve essere sempre riconosciuto a chi critica, soprattutto dall'interno, per non essere più (o quasi più) sospettati di indegnità morale, quasi quasi di dare fastidio oppure indegna di lode. Per riprendere tutti (risparmiatori, imprese, banche, istituzioni) autorevolezza e legittimità. Puranche culturale.

Mauro Spallucci,
Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti - diocesi di Trani/Barletta/Bisceglie)
  • Crisi economica
  • Mauro Spallucci
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