Panificio chiude
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Vita di città

"Le bollette sono più alte di noi": l'amara sconfitta di un panificio a Trani

Rincari spropositati di bollette, tasse e fornitura di materie prime costringono a abbassare la saracinesca dopo meno di un anno di attività

"Abbiamo buttato al vento i sacrifici di una vita" - ci racconta la titolare del panificio che il 20 ottobre avrebbe compiuto un anno di vita. Il lavoro perso con il covid, la speranza di un futuro sereno per una famiglia con una bambina piccola, l'idea di metter su una piccola attività commerciale in un'area piuttosto giovane della città: niente da fare, i rincari diffusi in tutti i settori, dalle materie prime fino alle bollette, esagerate non solo per l'elettricità ma anche per le tasse sui rifiuti ("produciamo soltanto rifiuti per quel che riguarda i sacchi di farina e i fazzolettini di carta nulla di più, davvero ci sembra impossibile dover pagare tanto anche per la spazzatura") hanno costretto ad abbassare la saracinesca con un cartello che contiene una accusa amara e pesante, tanto più grave perché affisso il giorno dopo le elezioni dei nostri rappresentanti al Governo.

Spera in una presa di posizione potente dei concittadini la signora, in modo da creare un fronte comune che davvero renda la sua protesta, unita quella di tanti altri nella sua condizione o in stato di estrema difficoltà, il punto di partenza di provvedimenti decisi e nuovi. E che realmente possano aiutare i piccoli imprenditori e i numerosi tentativi di risollevarsi di quanti hanno perso il lavoro e hanno cercato di inventarne un altro per poter tirare avanti, per poter pagare un mutuo o un fitto, per poter offrire opportunità ai propri figli, anche attraverso un corso di musica o un'attività sportiva. Impossibile pensare a questi extra che dovrebbero essere garantiti a tutti quando c'è da combattere per la sopravvivenza.

"Alla prima spropositata bolletta elettrica abbiamo pure provato ad abbassare il voltaggio ma le cose non sono cambiate granché", ha aggiunto la signora. Che ora ha dato in mano le carte al commercialista per cercare di venire a capo delle risorse per pagare i fornitori, e pagare le bollette prima che si arriva alla soluzione estrema di vedersi staccare le utenze con danni ancora più gravi.

"Ci siamo spaccati la schiena per tutta l'estate nella speranza di poter fare fronte a tutti questi rincari, ma non è servito a niente. Le bollette sono davvero troppo più grandi di noi , non era vendendo un po' di più o incrementando la produzione che ce l'avremmo potuta fare."

E infatti, questa mattina, il giovane panificio ha una saracinesca chiusa, silenziosa, ma con quel cartello che urla a gran voce la propria sconfitta.
  • Crisi economica
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