Un caffè con...

Un Caffè con Giuseppe Tarantini, il Sindaco di Trani.

Le interviste del direttore di traniweb

Inchiesta sull'estate tranese: 14 richieste di rinvio a giudizio. Vuol dire qualcosa?
No comment. Parlerò quando la vicenda si sarà conclusa.

In passato, su altra indagine, utilizzò la sede del Consiglio Comunale per spiegare alla città la sua posizione. Stavolta non vuol farlo?
C'è una differenza rispetto alla circostanza che Lei ha ricordato: quella era la prima volta che mi trovavo implicato in una vicenda giudiziaria e mi sembrava giusto, in quel frangente, dar conto ai cittadini. A distanza di tempo dovrei ripetere lo stesso discorso e farlo in maniera continuativa visto che siamo spesso tirati in ballo. Stavolta preferisco tacere e confidare nel lavoro dei giudici. Mi riservo di esprimere le mie valutazioni quando tutto si sarà concluso, in un senso o nell'altro.

Inchieste su Amet, Darsena, Estate tranese e Cimitero. E ancora: acquisizione di carte su Amiu, Amet, sui beni comunali in locazione, sul Pug. Vi sentite sotto la lente della Giustizia?
Se dovessi dire quale siano state le iniziative dell'amministrazione non sottoposte al vaglio della magistratura, francamente non me ne verrebbe in mente neanche una. Guardi, ci sono due modi per approcciarsi alla medicina: o fare dei controlli per avere sempre la situazione sotto mano, oppure tirare a campare ed aspettare che venga fuori qualche problema. Noi accettiamo questi controlli con lo stesso spirito con cui si fa un check up continuo.

Un suo giudizio sul Tarantini bis?
Il "Tarantini bis" è molto diverso dal "Tarantini uno". Il "Tarantini uno" doveva affrontare dei problemi immediati. Il "Tarantini bis", siccome è anche l'ultimo, deve riproporsi di lasciare alla città qualcosa di duraturo. Rispetto al passato, c'è un'attenzione maggiore per la programmazione a lungo termine, motivo fondamentale per cui ci siamo ricandidati. Meno eclatanza, dunque, ma maggiore lungimiranza.

Marinaro ha detto che Lei dovrebbe tornare ad essere il Tarantini visto all'opera nel primo mandato.
Io mi sento sempre lo stesso anche rispetto a quando avevo 18 anni. Non vedo differenze.

Domanda di un cittadino: "Sindaco, Lei pensa che i cittadini di Trani la stimino ancora come prima?".
Non lo so. Lo spero.

Un giudizio sul 2008 della città.
E' stato un anno difficilissimo, per molti aspetti, ma che ci ha dato comunque dei buoni frutti. Di fatto abbiamo concluso l'iter del Pug e del Contratto di Quartiere. Nel 2008 abbiamo terminato i lavori sul lungomare e messo in sicurezza la pista ciclabile. Il 2008 è stato l'anno dell'apertura del lido Marechiaro e della riapertura dei due sottovia, del ripristino della Cassa Armonica nella villa comunale e di tante altre significative opere. A me piace sottolineare la realizzazione della pista ciclabile: molte città le hanno fatte, ma in luoghi periferici, dove non passa praticamente nessuno. Fare una pista ciclabile sul lungomare richiedeva un altro tipo di coraggio. Sfido chiunque a dire che non sia attraente passeggiare in bici a Trani. C'è gente che viene da altre città per godersi, su due ruote, il panorama del nostro lungomare.

La giunta in carica è stata, spesso, al centro di critiche. Lei la difende?
Si fanno degli errori, come è ovvio che sia. L'unica maniera che conosco per non sbagliare è quella di non far nulla. La critica ci può stare, specialmente quando è costruttiva. Poco m'interessa quando, invece, è fine a sé stessa. La vita di ogni giunta è sottoposta a revisioni e critiche. La cosa che mi fa uscire dai gangheri è la mancanza di buona fede. Tutti gli assessori, finora, l'hanno dimostrata. Mi dispiace che si parli di loro solo quando sbagliano e non quando fanno le cose per bene.

Difficoltà nel comunicare, dunque. Anticipo una domanda del collega Alfredo Nolasco: "Finora l'amministrazione ha molto deluso sotto il profilo della comunicazione. Lo spot migliore per Trani è piovuto dal cielo, con la pubblicità della Dahiatsu. Quando l'Ente si deciderà ad investire in questo settore strategico?".
In questo momento di ristrettezza economica, preferiamo utilizzare le risorse per risolvere i bisogni della gente e non per comunicare.

Però si rischia di passare per quelli che non hanno fatto nulla.
I cittadini, se sono in buona fede, sanno che non è così. Il fatto che non si faccia nulla è una tesi facilmente smontabile.

Parlavamo di giunta. A quando il rimpasto?
Abbiamo la fortuna di vivere in una città tranquilla dove, in mancanza di argomenti, la politica finisce per diventare il sale di tutti i discorsi. Io non capisco quale possa essere l'interesse di un cittadino al rimpasto della giunta. Gli assessori sono dei collaboratori scelti dal sindaco per portarlo al raggiungimento degli obiettivi del programma ed hanno anche delle attività professionali da seguire. Fino a quando riusciranno a coniugare entrambe le cose non vedo perché dovrei cambiare. Se poi dovessero esserci motivi di incompatibilità o dovessero sopraggiungere altre difficoltà, allora provvederò alla sostituzione. Mi piace, invece, porre in evidenza la stabilità della mia giunta.

Quindi non ci sono sostituzioni in previsione?
La decisione spetta a me. Al momento, l'argomento non è nei miei pensieri.

Domanda del collega Nico Aurora: "Intende riavvalersi di un direttore generale?".
Secondo me, il Comune di Trani ha bisogno di un direttore generale. Nel frangente in cui ci siamo avvalsi di un dg, mi potevo dedicare a meno cose ed avere una visione più ampia della situazione amministrativa. Devo prendere atto che, quel ruolo, ha avuto un impatto così devastante agli occhi della gente e dell'opinione pubblica che difficilmente si potrà fare un secondo tentativo. Il sottoscritto, pertanto, continuerà a sgobbare come un dannato nella sua stanza.

Sempre Nico Aurora: "I suoi rapporti con Carlo Laurora sono cambiati?".
I rapporti personali no, quelli politici sì. Ha fatto delle scelte che non ho condiviso. Nulla da dire, per carità. Libero di farlo.

Visto che ci siamo, ha letto la replica di Laurora a Corrado su Traniweb?
Sì.

Ma chi è Caligola? Il dibattito ha appassionato molti politici. Lei sarebbe fra i papabili.
Credo di non centrare nulla in quella questione. Se dovessi esser io Caligola, mi starebbe bene. L'importante è non essere associato a Nerone.

Domanda, non firmata, di un dipendente comunale: "Perché il sindaco non ha speso una sola parola in favore di chi lavora, fra mille difficoltà, nel Comune di Trani?". Mi sembra chiaro il riferimento alla polemica sui presunti fannulloni appassionati di giochi al pc.
Ormai viviamo di cicli e di caste. Fino a poco tempo fa, andava di moda dar addosso ai politici. Adesso è il turno dei dipendenti fannulloni. Tutte le generalizzazioni sono sbagliate. Ci sono moltissimi dipendenti che lavorano molto più di quanto dovrebbero e che sono gratificati molto meno in rapporto al lavoro che svolgono. E' anche vero che ci sono dei dipendenti che rendono al di sotto delle possibilità, come accade in tutte le categorie, d'altronde. Questa amministrazione ha dimostrato con i fatti di tenere ai suoi dipendenti: è la prima ad aver accantonato cifre molto ingenti del bilancio preventivo 2009 per le loro progressioni di carriera. I fatti dicono questo, le chiacchiere le lascio ad altri.

Rapporti con la coalizione di governo. Grosse tensioni non ci sono state, a parte qualche episodio riconducibile a singole levate di scudi. L'unico partito che, ogni tanto, ha sofferto di mal di pancia è stato l'Udc.
I rapporti con l'Udc sono buoni. I mal di pancia sono fisiologici, possono capitare anche all'organismo più sano. La maggioranza non è una caserma militare, né io sono un dittatore. Ognuno può esprimere liberamente la propria opinione anche se qualche volta è difforme. L'importante è che ci sia sempre buona fede. Finora non si è mai verificato il caso contrario.

Domanda di un cittadino sul suo rapporto con Pina Chiarello e sul contratto ad obiettivi stipulato con l'Amet: "Si è passati dagli schiaffi e dal "basta coi ricatti" ai premi ed alle assunzioni a tempo indeterminato?".
Pina Chiarello ha sostenuto la mia seconda candidatura a sindaco. Il suo appoggio, ovviamente, non è avvenuto a mia insaputa. Ammesso e non concesso che fra di noi vi sia stato un difetto di comunicazione (come lo ha definito Lei), indipendentemente dal fatto che sia stato chiarito o meno, per quanto mi riguarda fa parte del passato. L'incarico all'Amet dell'avvocato Chiarello è un'altra cosa. Se fosse stato dato ad un altro avvocato, di nome Rossi o Bianchi, a quest'ora non ne staremmo neanche a parlare. Il gossip della politica, in quel periodo, ha raggiunto livelli altissimi. Ricordo il trambusto per gli incarichi nei Collegi delle municipalizzate, quasi si credesse di vivere in una metropoli, dimenticandosi che, più o meno, siam tutti parenti l'uno con l'altro. Per fortuna il sottoscritto ha una famiglia poco numerosa.

L'argomento l'ha tirato fuori lei. Parliamo di questa Parentopoli di casa nostra.
Non mi piace la definizione. Tutto ciò che finisce in "opoli" solitamente si riferisce a degli illeciti. Almeno in questo caso - spero - non credo ne siano stati commessi...

Va bene, virgolettiamo il termine. La sua difesa a mezzo stampa era una provocazione?
E' accaduto anche in passato che dei parenti di consiglieri comunali ricoprissero dei ruoli all'interno dell'amministrazione o nelle municipalizzate e nessuno ha mai gridato allo scandalo. Per quanto mi riguarda, non nominerei mai un mio parente. Detto questo, sono state scelte dei partiti ed a me andavano bene.

Le nomine però le firma lei.
Quando si verificano situazioni di questo tipo, si prendono in considerazione anche i curricula, le capacità professionali delle persone che s'intendono nominare. Sono convinto che sapranno fare il loro lavoro con coscienza e senza condizionamenti. Un esempio per capirci: se ho in cura mio fratello e scopro una malattia, gliela diagnostico, non posso mica dirgli che sta bene solo perché è mio fratello. Farei un danno ancor più grande. Un revisore, parente o non parente, non potrà mai dire che 2+2 fa 3. Ecco perché, anche questa polemica, credo, sia andata oltre i limiti della fisiologia.

Abbiamo parlato di diagnosi, allora affrontiamo l'argomento Ospedale. Negli ultimi giorni, con Bisceglie, avete formulato uan richiesta ben precisa alla Direzione generale della Asl.
L'Ospedale unico Trani-Bisceglie è l'obiettivo verso cui tendere, ma non posso non constatare che, al momento, siamo in posizione di enorme svantaggio rispetto ad altri. Il nuovo Ospedale di Andria sorgerà su un terreno di proprietà della Asl, quello unico Trani-Bisceglie non ha ancora un'ubicazione: dobbiamo trovare un terreno e poi espropriarlo. Il cammino non è affatto semplice. Sono preoccupato per ciò che potrà accadere fino a quando questo traguardo non sarà raggiunto. In questi giorni abbiamo fatto una proposta congiunta in cui rivendichiamo un pò meno di 400 posti letto per il nostro Ospedale su 1200 complessivi. Nell'attesa che questi posti letto possano essere allocati in una struttura fisicamente unica, abbiamo chiesto una suddivisione delle branche specialistiche fra Trani e Bisceglie ed il mantenimento, anche parziale, in entrambi gli Ospedali, delle 4 branche di base, ossia chirurgia, medicina generale, ortopedia ed ostetricia. Se la direzione generale dovesse recepire la nostra richiesta, a Trani tornerebbero i posti di ostetricia e tornerebbero a nascere i bambini.

A smantellare un Ospedale non ci vuole nulla. Di contro, è difficilissimo riportarlo ad una, seppur parziale, funzionalità. Concorda?
Non c'è dubbio. Ed è questo il motivo per cui abbiamo puntato i piedi sul mantenimento delle quattro discipline di base in entrambi gli Ospedali. A prescindere da ciò che accadrà in futuro, gli Ospedali di Trani e Bisceglie devono poter avere una propria autonima.

Nell'ultimo mese ha tenuto banco la chiusura del porto.
Se un amministratore vuol governare la città senza avere critiche e contestazioni, non deve far nulla. Se un amministratore fa delle scelte forti, è inevitabile che ingeneri delle reazioni, anche accese. Se queste scelte sono più o meno giuste, col tempo vengono metabolizzate ed accettate. Penso, ad esempio, alla pista ciclabile o alle prime isole pedonali. In passato le chiusure delle strade venivano viste come degli spauracchi, adesso ho la scrivania piena di richieste di pedonalizzazioni. Sul porto, le difficoltà maggiori non sono legate alla chiusura quanto ad una serie di problemi collaterali che interessano i dehors, i tavolini, gli ombrelloni delle attività commerciali. Per poter far lavorare i locali è necssaria una chiusura al traffico totale, h24. Abbiamo provato con una forma di pedonalizzazione parziale, sperimentale, creando un attraversamento pedonale con fioriere e blocchetti di pietra, ma senza esito. Non a caso abbiamo deciso di rimuovere tutto e di lasciare solo i cartelli di divieto di sosta a rischio e pericolo di chi parcheggia.

E chi farebbe le multe?
Adesso riprendiamo i vigili a tempo determinato per 2 mesi, nelle more di espletare prima un avviso pubblico a tempo determinato e poi un vero e proprio concorso.

Torniamo alle criticità del porto.
Se si vuol passeggiare sul porto non si può farlo tra le automobili. Fra tutte le parti in causa che hanno rivendicato le proprie esigenze, io preferisco stare dalla parte delle famiglie e di quei bambini nei passeggini che si trovano esattamente ad altezza dei tubi di scappamento. La decisione è presa e resta quella di interdire la circolazione con fasce orarie sempre più estese. Sul resto si può discutere.

Sulla chiusura del porto siamo d'accordo. Ma dove si parcheggia?
Dobbiamo finirla con l'idea che uno debba andare con la macchina fin dentro la porta del locale. Per la sosta, a disposizione degli automobilisti, c'è piazza Re Manfredi. Nelle ore di chiusura del porto, quell'area è raggiungibile ed è pressoché vuota. Mi chiedo che difficoltà ci sia nel raggiungere da lì, a piedi, il porto. Si tratta, tra le altre cose, di uno dei tratti più suggestivi della nostra città. In definitiva, ritengo ci voglia solo un pizzico di collaborazione e di abitudine. Sono convinto che, col tempo, anche i più scettici cambieranno idea, così come guardo con ottimismo all'estate prossima ed al pieno funzionamento dei park&ride. La gente saprà apprezzare l'enorme vantaggio di un servizio che, per un pugno di euro, ti permette di lasciare la macchina, tutto il giorno, in un'area custodita e di raggiungere la destinazione a bordo di un bus. Si vericherà la stessa situazione del lungomare. Quando lo abbiamo trasformato, molti ristoratori pensavano di dover chiudere. A distanza di un anno si sono ricreduti ed hanno constatato un sensibile aumento degli incassi. Il lungomare è tornato ad essere una strada ad alto interesse panoramico, come veniva definito negli anni '70, ai tempi in cui io facevo la scuola elementare. Il porto è destinato a seguire lo stesso percorso.

Domanda della collega Carmen Carbonara: "Avete trovato nuovi imprenditori disposti ad investire per l'ambizioso progetto del porto turistico? Che avete deciso di fare della convenzione con Italia Navigando?".
Abbiamo ricevuto delle proposte di privati per progetti più articolati. Con il solo provento del diportismo non ci si paga dei lavori così importanti. Con Italia Navigando c'era l'idea di recepire dei finanziamenti oltre che di redigere un piano regolatore del porto. Se riusciremo ad avere rassicurazioni sull'ottenimento di questi finanziamenti proseguiremo con Italia Navigando. In caso contrario dovremo aprire altri discorsi e prestare attenzione a quei privati che ci chiedono aree su cui realizzare insediamenti di tipo turistico che possano contribuire a reggere lo sforzo economico per i lavori del nuovo porto.

Trattativa lunga, dunque. E nell'attesa? Non è possibile scendere a compromessi con Regione e Demanio per ciò che riguarda le competenze?
La legge è ancora fumosa anche se si va verso l'affidamento al Comune della gestione dell'area portuale. Noi ci auguriamo che il passaggio coincida anche con il trasferimento di risorse, perché sarebbe impossibile far fronte, con le sole disponibilità del Comune, ad interventi così particolari ed elaborati. Di certo, a breve, provvederemo a rimuovere lo strato d'asfalto che ricopre la parte centrale del porto. Sappiamo che troveremo sotto delle basole malridotte, però credo sia il male minore, almeno dal punto di vista estetico. Cominceremo di là, sperando di poterlo lastricare tutto per bene, man mano che la normativa ce ne darà la possibilità. Intanto la Regione ha affidato all'Amet la manutenzione ordinaria dell'illuminazione. Non possiamo cambiare i lampioni da autostrada che ci sono, ma quanto meno non si resterà più al buio come è accaduto nel recente passato.

Le piace il ristorante a Sant'Antuono?
Devo essere sincero: ci sono stato all'inaugurazione e mi è piaciuto moltissimo. E' stato fatto uno splendido lavoro di recupero di un luogo che, oggettivamente, giaceva in uno stato di totale abbandono. C'è qualcuno che storce il naso, a me interessa che un angolo di Trani sia stato recuperato. Riguardo alle soluzioni architettoniche utilizzate, ci sono pareri della Soprintendenza che testimoniano il rispetto di determinate regole. Noi abbiamo un contenzioso aperto perché la Regione ha dato in concessione, sia a noi che al ristorante, una zona del Demanio adesso sfruttata dall'attività commerciale. Ma questa è un'altra storia. Alla domanda "Se mi piace il ristorante", la risposta è sì.

La storia del contenzioso però ci interessa. Eravamo sulle tracce di una nota dell'ufficio tecnico del febbraio scorso.
Le posso dire che abbiamo nominato nei giorni scorsi, attraverso un provvedimento di giunta, un avvocato a tutela degli interessi del Comune. Ora vediamo che succede: se avremo ragione o torto, oppure se troveremo un'intesa. Al di là del contenzioso, su cui non voglio intervenire, mi piace l'idea di base, ossia di rivalutare un luogo inutilizzato, valorizzarlo e preservarlo dai vandali.

Le piace l'idea di D'Ambrosio della beauty farm al Monastero? Da essere una provocazione è diventata argomento quasi centrale dell'ultimo consiglio comunale.
Segno evidente che non c'erano altri argomenti su cui discutere. Detto questo, l'idea non mi piace. Il Monastero è un luogo di cultura. Ed è per questo che mi sto sforzando da anni per portare a compimento il progetto della Fondazione "Ida Grecca del Carretto" che può servire a veicolare non solo importanti finanziamenti da parte dei soci, ma anche, attraverso la presenza dei soci stessi, finanziamenti di Istituti, di Fondazioni di altra natura. In questo periodo circola poco denaro, ma l'idea resta quella.

Lunedì portate in Consiglio una modifica allo Statuto.
Alla Fondazione abbiamo conferito un bene ingente dal punto di vista economico, ossia Palazzo Vischi. Per i privati, arrivare al 49% significa tirar fuori qualcosa come 750mila euro, decisamente tanto. Vogliamo spostare i termini della partecipazione dei privati, rendendola effettivamente plausibile. Sui risultati della Fondazione credo fermamente. Se Trani vuol essere una città di arte e di cultura, abbiamo bisogno di un'Amet e di un'Amiu della cultura. La Fondazione rappresenta uno strumento snello per attivare progetti e per rilanciare alcuni immobili che ben si prestano come contenitori culturali: il Monastero, Palazzo Beltrami ed il Teatro Comunale che intendiamo realizzare. Se riusciremo a dar seguito al progetto del Teatro, avremo un Ente di gestione già pronto per poterlo condurre.

L'ipotesi dell'apertura di una sede distaccata dell'Università è svanita nel nulla?
Oggi credo proprio non sia aria. Non dobbiamo innamorarci, però, del concetto di Università nel senso più classico. L'avvocato Operamolla si sta interessando per conto dell'amministrazione circa la possibilità di realizzare a Trani, con un Consorzio di privati, una scuola di formazione post universitaria. Parliamo, quindi, di un centro d'Eccellenza, della qual cosa ci sarebbe grande bisogno. Con il prossimo piano triennale delle opere pubbliche completeremo Palazzo Beltrami in modo che l'immobile sia pronto per questa eventualità.

Domanda della collega Antonella Loprieno: "Notte bianca: Andria e Barletta sì, Trani no. Uno smacco?".
A Trani avremmo bisogno di notti nere perché, le nostre, son sempre bianche. A Trani si vive molto di notte anche senza queste manifestazioni "mordi e fuggi". Mi dispiace doverne parlare facendo finta che la prima domanda dell'intervista non esista: sugli eventi noi ci siamo spesi, innanzitutto d'estate quando c'è bisogno effettivamente di attirare gente. Lo abbiamo fatto in un periodo storico in cui la città era oggettivamente moribonda dal punto di vista dell'appeal turistico, perché si era lasciata un pò andare, diciamo così. Quella iniezione, energica, con il turismo degli eventi, credo sia servita, perché ancora oggi godiamo del trend dei grandi afflussi di quei due anni. Le foto con il porto pieno e con le piazze degli eventi stracolme, sono la testimonianza di una scelta giusta dal punto di vista politico. Fare un turismo di eventi fuori stagione, invece, non serve a nulla. Più giusto sarebbe puntare sulla specificità della nostra area. Se la Regione vorrà darci una mano, che ben venga. Non credo ci siano inimicizie precostituite nei nostri confronti. Se poi si vogliono utilizzare le risorse per accontentare le amministrazioni amiche in vista della prossima campagna elettorale, allora è stato un bene esserne rimasti fuori. Sarà un argomento in più da ricordare ai cittadini quando saliremo sui palchi. Ne abbiamo tanti da sciorinare: il primo, se me lo consente, è legato al fatto che la Regione abbia cambiato idea sulla chiusura del ciclo dei rifiuti. Credo sia stato segnato un punto storico a favore delle nostre idee, una rivincita colossale. E mi viene da ridere nel ripensare ad alcuni ambientalisti dell'ultimo momento che, a Trani, avevano cercato, come al solito, di fare una speculazione politica su questo argomento, uscendone scornati.

Lei è anche presidente dell'Ato. Il raggiungimento degli obiettivi passa attraverso l'elaborazione di un dettagliato "Piano d'ambito". Di mezzo c'è il problema degli impianti in un Consorzio i cui confini territoriali non corrispondono a quelli della nuova Provincia. Come vi state muovendo?
Il "Piano d'ambito" è una sorta di piano regolatore dei rifiuti. Si farà una valutazione delle tonnellate di rifiuti prodotte dalle nostre città più quelle del bacino Bari4 che conferirà sul nostro. Solo allora tireremo delle conclusioni sugli impianti, cercando di capire quali siano quelli di cui abbiamo realmente bisogno. Ribadisco il concetto che le discariche non siano l'impianto migliore, anzi andrebbero ridotte al minimo. Ed è su questo che ci battiamo da anni a Trani.

Diciamo no al termovalorizzatore e poi facciamo bruciare cdr 10 chilometri più in là, in un impianto non preposto.
E' un altro aspetto della politica regionale su cui riflettere. Noi proponevamo un termovalorizzatore con i filtri previsti dal Ministero dell'Ambiente, loro hanno preferito far bruciare i rifiuti in un camino di una cementeria con filtri del Ministero dell'Industria, quindi pari a zero.

L'idea del termovalorizzatore a Trani ormai è preistoria? Verrà fatto in qualche altra città?
Adesso tutti vogliono concludere il ciclo dei rifiuti con il termovalorizzatore. Non so dire che decisioni verranno prese nel Consorzio. Certo è che, un termovalorizzatore in città, avrebbe rilanciato al massimo l'Amet: avremmo svuotato la discarica di rifiuti e riempito di energia la nostra municipalizzata. Ed i cittadini avrebbero risparmiato sulla bolletta. Fa nulla. Il nostro vecchio maestro Almirante diceva: "Quando la tua verità affiora sulle labbra dell'avversario devi esserne contento, non devi prenderla a male".

Domanda del collega Antonio Procacci: "Pinuccio Tarantini è una persona onesta e so, quindi, che risponderà onestamente".
Ah, quindi c'è ancora qualcuno che pensa che Pinuccio Tarantini sia una persona onesta. Eppure parrebbe di no. (ride)

Proseguo nella domanda: "Cosa impedisce all'amministrazione comunale di far certificare una volta per tutte il debito del Comune? Perché da tre anni assistiamo a questo balletto di cifre?
Su questa faccenda mi sono espresso più volte. Il debito proviene per la maggior parte dal passato, il che non significa che questa amministrazione non lascerà dei debiti. E' sufficiente che uno degli avvocati di un amministratore, rinviato a giudizio e poi assolto, proponga una parcella onerosa fra cinque o sei anni per far trovare all'amministrazione futura un debito fuori bilancio da pagare. Ragion per cui, la colpa di un debito fuori bilancio non può essere attribuita all'amministrazione in carica. Avremmo voluto, in sede di discussione e riconoscimento dei debiti, in Consiglio Comunale, il concorso fattivo di tutti. Invece abbiamo dovuto affrontare polemiche a non finire, ostilità da parte di molti organismi. L'amministrazione in carica ha pensato di poter risolvere il problema alienando i beni comunali perché altrimenti avrebbero pagato i cittadini, o attraverso il taglio della spesa o con l'aumento delle tasse. Per quanto riguarda la quantizzazione del debito, intanto c'è una certezza su quanto accertato. Il resto è in continuo divenire. Il nostro sforzo è quello di limitare al massimo la creazione di nuovi debiti fuori bilancio.

Contratto di Quartiere. A Bari avete stipulato l'accordo di programma con la Regione.
Mi spiace che la notizia sia passata quasi sotto silenzio, travolta da altro. In fondo cosa vuole che siano opere per la città di svariati milioni di euro? Una bazzecola. (ride)

Adesso si aspetta la ratifica del Consiglio Comunale ed il più è fatto. Teme qualche problema per gli espropri?
E perché? Questo procedimento è stato contrastato fino al Consiglio di Stato nella fase preparatoria, quindi ora non abbiamo più dubbi di natura giuridica. Se il Comune non dovesse sbagliare a fare la delibera di esproprio, non vedo dove possano sorgere le difficoltà. Eppoi non esproprieremo a prezzi da "soviet", ma pagheremo un prezzo più che equo ai proprietari dei terreni. Anzi. Credo che i più felici saranno loro.

Si è fatto un'idea sull'inizio dei lavori?
Ho chiesto di cominciare subito con la realizzazione della piscina comunale, un'opera che a Trani manca. Quando inizierà a prender corpo il primo tassello del Contratto di Quartiere, la gente si renderà conto della grandiosità dell'intervento, in grado di cambiare molte cose in città, a cominciare dalla possibilità di acquistare appartamenti ad un prezzo molto più basso rispetto ad ora.

Se poi ci aggiungiamo il Pug...
Fra il Contratto di Quartiere ed il Pug credo ci sia la possibilità di veder sorgere più di 2000 nuovi alloggi, non una cosa di poco conto ed in edilizia convenzionata. A parte il resto, su cui è inutile ripetersi, a partire dagli insediamenti produttivi e della grande distribuzione.

Domanda del presidente della squadra di calcio femminile: "Caro sindaco, quando Trani potrà avere delle strutture sportive che possano definirsi tali e nello specifico dei campi di calcio dove si possa giocare a calcio? E non esca la solita storia dei Contratti di Quartiere visto che lì hanno previsto solo mini campi che non torneranno utili a nessuno".
Infatti non me ne esco con la storia del Contratto di Quartiere. Abbiamo stanziato delle cifre per l'edilizia sportiva che mirano innanzitutto a migliorare l'esistente ed in particolare il campo del Bovio che all'Oratorio Trani sta particolarmente a cuore. In più ci saranno questi campetti previsti nella zona di Sant'Angelo che, seppur non utilizzabili per l'attività agonistica, risolveranno il problema degli spazi per i tanti bambini che non sanno dove andare a giocare. Di più: in questa settimana abbiamo approvato in giunta la realizzazione di un campetto polivalente con una pista di skate da realizzarsi nella piazzetta di via Gisotti che farà il paio con un'altra struttura polivalente da allocare nella ex palestra della scuola Petronelli. Con queste opere, verrà soddisfatta la domanda di base. Successivamente interverremo per garantire nuovi spazi a chi fa sport a livello agonistico.

I lavori di adeguamento della Petronelli sono inseriti nel piano delle opere pubbliche, il primo piano veramente vostro. L'assessore Acella ha già anticipato la gran parte degli interventi in agenda: piazza Quercia, piazza Longobardi, sottovia ferroviario, sottopasso ferroviario. Sarà un anno di cantieri e opere compiute?
L'opera dell'amministrazione seguirà due linee direttive: da una parte l'abbellimento della città con il recupero di luoghi come Piazza Quercia, piazza Longobardi, piazza Sacra Regia Udienza, alcune strade del nostro centro storico, dall'altro gli interventi strutturali. Quest'anno abbiamo inaugurato il sottovia di via Giuliani e di Pozzopiano che hanno lenito il problema del traffico. Il 2009 si aprirà con i lavori al sottovia di via de Robertis, delicatissimo, difficile da realizzare.

Abbiamo visto il progetto: verrà fuori un sottovia a gomito che ci ha lasciato perplessi.
Quel gomito, nel progetto originario, era ad un unico senso di marcia. Siamo riusciti a strappare il doppio senso di circolazione. Non c'erano altre soluzioni di realizzazione. Fondamentale, con l'apertura del cantiere, sarà la realizzazione del sottopasso ferroviario, strategico anche in ottica futura perché collegherà il centro della città con una zona in fortissima espansione, alla luce del Pug e del Contratto di Quartiere, dove è prevista l'area mercatale e quella degli spettacoli viaggianti e fissi.

Con i soldi ce la facciamo?
E' un grosso investimento, soprattutto di questi tempi. Però, nonostante la crisi, mi sento di promettere due cose ai cittadini.

Prepariamo i due fiocchi.
Ridurremo l'aliquota comunale dell'Irpef per i redditi più bassi.

La seconda?
Investiremo in lavori pubblici, con la speranza che queste opere vengano aggiudicate a imprese di Trani o che, a prescindere da chi vinca gli appalti, si abbia il buon senso di mettere a lavorare gente di Trani.

Il 2009 è anche l'anno della Provincia.
La Provincia, come Ente, serve a poco. Se fosseroi abolite tutte, non verserei neanche una lacrima. Se l'Istituzione, però, serve a delimitare ed ad identificare meglio un territorio, allora posso trovarne una qualche utilità. Sulla sesta provincia mi duole constatare che molte situazioni e posizioni, stucchevoli, si sono incancrenite, quasi che tutti i problemi fossero legati all'ubicazione degli uffici e ad una qualche leadership da rivendicare e senza considerare la risicatezza della competenze. Noi cercheremo di raggiungere l'obiettivo di assurgere a polo culturale con le nostre forze, a prescindere dalla Provincia.

La quasi totalità delle domande dei cittadini è rivolta alla copertura delle buche e al ripristino del manto stradale.
A dire il vero, qualcosa è stato fatto rispetto al passato. La situazione generale del manto stradale è drammatica. Tutte le strade sono piene di buche. Quando proviamo a coprirle, ecco che ne spuntano delle altre. Le piogge abbondantissime delle ultime settimane hanno provocato la nascita di nuovi crateri. L'approccio più razionale ci è sembrato quello di prendere dei tratti di strada e rifarli ex novo, privilegiando le vie maggiormente trafficate come il lungomare, via Malcangi, corso Alcide de Gasperi, corso Manzoni, tratti di corso Vittorio Emanuele, via Imbriani, via Istria, via Gisotti, il cavalcavia di via Andria, un tratto di via Papa Giovanni. Pian piano si riuscirà a fare quasi tutto ma i cittadini devono avere pazienza: mago Zurlì non c'è ed io non ho la bacchetta magica. Ogni anno, contestulamente ai rattoppi, faremo delle nuove strade. Nell'arco dei cinque anni la maggior parte della rete stradale sarà risistemata. Se poi c'è qualcuno che ha una soluzione più rapida ed economica per risolvere l'emergenza, saremo ben lieti di prenderne spunto.

Domanda di un cittadino: "Egregio Sindaco, visto che i cittadini tranesi e non, sono poco avvezzi al rispetto del codice stradale (vedi parcheggi imbarazzanti, occupazione degli scivoli per disabili) non sarebbe opportuno intervenire finalmente in maniera seria e coercitiva? Aggiungiamo noi: quei pochi vigili che abbiamo perché non li mettiamo in strada anziché tenerli negli uffici o a fare gli autisti?
Non tutti sanno che la polizia municipale è il corpo di polizia con il più alto numero di competenze. I vigili devono far tutto, dal controllo del territorio all'annona. Qualcuno il lavoro d'ufficio dovrà pur farlo. Tutti gli altri sono in giro. Come tutti gli organi di polizia, per motivi di sicurezza, i vigili devono girare in coppia. Li divideremo, ma di più non si può fare. L'unico amministratore che ha un vigile come autista è il sottoscritto ma per una serie di questioni che non posso spiegar qui.

Lei dice che alcuni vigili girano quotidianamente per le strade. Ma la presenza, in alcuni giorni, è impercettibile. Poi un bel giorno li vedi spuntare e sono valanghe di multe.
Essendo pochi, non possono far diversamente. L'anno scorso fui io a chiedere al comandante di Polizia municipale di mettere una pattuglia in pianta stabile su via Bisceglie. Visto che le persone non volevano utilizzare il park&ride, preferendo sfidare la sorte del divieto di sosta sulla statale, si sono ritrovati con 36 euro di multa.

Morale della favola?
Se noi pensiamo che per rispettare le regole ci vogliono i vigli urbani, allora ne servirebbero 54mila, un vigile per ognuno di noi. A partire dalle scuole, bisogna iniziare ad inculcare il concetto che la città sia un bene di tutti e che vada rispettata come fosse una nostra proprietà. I giochi sfasciati in villa, le scritte sui muri sono la dimostrazione di una totale mancanza di senso civico e di amore nei confronti della città. E' questa la radice del problema, non l'assenza dei vigili.

E' arrivata, immancabile, la domanda sullo spostamento delle giostrine da piazza Plebiscito.
Le giostre sono state rimosse da piazza Plebiscito perché non ritengo giusto che si debba occupare uno spazio pubblico per così tanti anni e senza vantaggi per l'amministrazione. Non le abbiamo portate sulla luna, lo spostamento era minimo. Chi ha seguito la nostra indicazione sta lavorando senza problemi. Nei prossimi mesi provvederemo ad individuare delle nuove aree dover poter installare i giochi. Verrà data a tutti la possibilità di partecipare alla gara d'appalto e, nel caso di aggiudicazione, di poter lavorare.

Domanda di due ragazzi disabili: "Possediamo due cani di piccola taglia. A Trani non sappiamo mai dove portarli per i loro bisogni. Tutte le aiuole presenti in città, in particolare quelle del lungomare, sono vietate ai cani. Ma i cani tranesi fanno pipì solo sull'asfalto?".
Se fosse solo pipì sarebbe già un bel traguardo e se la facessero solo sull'asfalto e non sui marciapiedi in pietra sarebbe un trionfo. La domanda dei ragazzi è pertinente. Qualche aiuola per i cani, a dire il vero, c'è. Dobbiamo rivedere la loro ubicazione ed avvalerci di vigili volontari ecologici per cercare di reprimere il fenomeno delle deiezioni canine. Ma anche qui mi pongo la domanda: di quanti vigili avremo bisogno? Ai ragazzi prometto altri spazi ad hoc per i loro amici a quattro zampe e qualche cartello in più per segnalarli.

A concludere questa intervista, un'altra domande del collega Antonio Procacci: "Cosa farà Pinuccio Tarantini al termine di questo suo secondo mandato? Crede di essersi finalmente "meritata" la candidatura al Parlamento?".
In tutta sincerità, non accetterei mai una candidatura al Parlamento con questa legge elettorale. Non mi piace l'idea di essere nominato a fare il Deputato, ho sempre amato la competizione sul campo. Inoltre, dopo l'esperienza da sindaco che mi ha permesso di decidere in prima persona delle cose, l'ipotesi di occupare ruoli non decisionali mi interesserebbe poco. La politica, d'altronde, la si può fare anche da semplice iscritto di partito e non facendosi eleggere da qualche parte a tutti i costi. Non ho mai lasciato la mia professione di medico, le soluzioni quindi sono tante. Deciderò con calma, ponendo solo due paletti: a me non piace essere in debito di riconoscenza con nessuno ed i ruoli di nomina non mi interessano.

Siamo in chiusura. Gli auguri del Sindaco alla sua città.
Auguro a Trani di poter andare sempre avanti. Ogni anno bisogna progredire, migliorare ed è questo il compito che ci prefiggiamo noi amministratori. Le difficoltà sono tantissime, le prove alle quali si è chiamati sono durissime, ma il piacere di poter essere il primo cittadino di questa meravigliosa città è impagabile. Perciò andiamo avanti, con la convinzione che il 2009 possa essere migliore del 2008 che si sta chiudendo, indipendentemente dalle catastrofi che accadono a livello mondiale. Quest'anno ho voluto che si spendesse pochissimo per le feste di Natale. Abbiamo destinato 25mila euro al contributo per il fitto casa risparmiando sulle luminarie. Mi piacerebbe condividere con tutti i tranesi il senso di questa scelta. Quando si vive in un clima di generale ristrettezza economica si sta più insieme in famiglia, si riscoprono e si apprezzano valori che, in presenza di troppi soldi e troppe luci, vengono accantonati. Dobbiamo essere in grado di vivere con la stessa intensità sia i momenti di prosperità che quelli di difficoltà. E questo è un momento tremendo, per tutti. In Comune ricevo quotidianamente molteplici richieste di lavoro, di aiuto, di assistenza. E tutte le volte che ci si rende conto di non poter far nulla, si prova un dolore immenso. Spero di poter contribuire a ricreare delle condizioni migliori in città, affinché questi malesseri possano essere sempre minori, senza dimenticare che, noi tranesi, non dobbiamo mai abbassare la testa di fronte a nessuno. Ogni tanto leggo nelle interviste del "Caffé Con" i soliti ben pensanti che sottolineano come le città vicinori ci abbiano superato in tutto. Non è affatto vero, anzi siamo sempre noi che superiamo gli altri. Nascere a Trani è una fortuna, vivere a Trani è un'ottima scelta. Il nostro obiettivo è di fare in modo che, queste condizioni, possano essere ancora chiamate delle fortune e delle ottime scelte.
18 fotoUn caffè con il sindaco Pinuccio Tarantini
Un caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe TarantiniUn caffe con il sindaco Giuseppe Tarantini
Giuseppe Tarantini, il sindaco di Trani, è l'ospite di questa settimana della rubrica "Un caffé con...", firmata dal direttore Biagio Fanelli. Tarantini e Fanelli si sono incontrati all'interno dell'Ervin Caffé.
  • Pinuccio Tarantini
  • Contratto di quartiere II
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